BLITZ ANTIMAFIA DEI ROS IN UMBRIA: I COLLEGAMENTI TRA SPOLETO, FOLIGNO E NORCIA

BLITZ ANTIMAFIA DEI ROS IN UMBRIA: I COLLEGAMENTI TRA SPOLETO, FOLIGNO E NORCIA

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Un sodalizio mafioso nato forse da un incontro alla casa di reclusione di Spoleto tra due esponenti di due diversi clan. Quello sgominato dai carabinieri del Ros in Umbria dopo due anni d'indagini – che ha portato a 57 arresti in tutta Italia nell'ambito dell'operazione ‘Naos' – era un vero e proprio processo di mafizzazione della Regione, che vedeva come protagonista non solo il capoluogo umbro, ma in modo preponderante anche il territorio di Foligno e di Norcia. E dal carcere di Maiano potrebbe essere nato tutto, visto il periodo di detenzione comune di due dei protagonisti dell'inchiesta (nella foto l'arresto di uno di loro).

Traffico di droga, estorsione, speculazioni edilizie e perfino il pagamento del pizzo da parte di operai edili per mantenere il proprio posto di lavoro. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Marina De Robertiis emerge anche la verità su alcuni episodi di cronaca avvenuti un paio di anni fa, come l'incendio di un parco auto di una concessionaria di Borgo Trevi. Fiamme dolose scaturite da estorsione, che non risparmiava nemmeno commercianti o ristoratori.Significative le parole di un imprenditore folignate durante una conversazione con un suo conoscente, intercettata dagli inquirenti: “Te le ricordi le mie macchine … sappiamo tutto per filo e per segno e non ci danno pace… mi stanno a fare un'estorsione … ma come te lo devo dire che mi stanno a minaccià in tutti i modi … mi hanno bruciato le macchine … mi stanno a mettere le capocce dei pollastri dentro alla cassetta … mi stanno a mette la benzina sui davanzali dei capannoni … io sono venti giorni che sto chiuso dentro casa a piamme le gocce e le pasticche … non so come cazzo uscirne mi stanno opprimendo e la polizia non sta facendo un cazzo capito, vuole che faccio le denunce ma io le denunce non le faccio per chiappare una revolverata…”.

Seppure la maggior parte degli indagati siano di origine meridionale, compresi quelli residenti in Umbria da tempo, particolare rilievo ha un ingegnere di Marsciano, fulcro degli affari malavitosi del sodalizio attivo da qualche anno nel territorio regionale. Ingegnere al centro di una speculazione edilizia nel territorio del Comune di Norcia, che sarebbe servita al sodalizio mafioso per compiere altre operazioni economiche. I principali obiettivi degli indagati, infatti, sarebbero state la realizzazione di una centrale idroelettrica nella zona di Reggio Calabria e di un centro commerciale nel comune di Brancaleone. In Valnerina, secondo quando appurato dalle indagini, si voleva acquistare una società, la Can srl con sede a Casali di Serravalle, proprietaria di un terreno e di un progetto per la realizzazione di un villaggio turistico nel parco dei Sibillini, nella zona non molto distante da Forca Canapine. La Can, società “pulita”, sarebbe servita per ottenere finanziamenti tali da consentire l'acquisto del terreno a Brancaleone, utilizzato per edificare il centro commerciale. Viceversa, gli affidamenti ottenuti per le opere calabresi sarebbero stati impiegati per i lavori del villaggio turistico nel parco dei Monti Sibillini.Per questo, nonostante le difficoltà riscontrate nell'acquisto della società nursina e del progetto, il sodalizio criminale non si era dato per vinto. A rallentare la compravendita della Can srl erano state questioni burocratiche, ma soprattutto la notizia di decreti ingiuntivi nei confronti della società nursina e di un'ipoteca esistente sul terreno posta dalla Banca popolare di Spoleto e dal Monte dei paschi di Siena. Dopo varie ipotesi il gruppo malavitoso lo scorso anno raggiunge un accordo con gli istituti di credito e salda i debiti contratti dalla precedente proprietà della Can. Solo allora è possibile per gli indagati acquistare (prima soltanto tramite l'ingegnere marscianese) le quote della Can, divise tra nove persone. Un progetto, quello di una speculazione edilizia a Norcia, smantellato dall'operazione del Ros di Perugia.

All'oscuro e sorpreso di quanto stava accadendo in questi anni il sindaco di Norcia Nicola Alemanno. “Siamo molto contenti che abbiano preso queste persone – commenta – visto che noi teniamo sì le porte aperte a chi vuole investire a Norcia, ma solo a chi porta soldi buoni. Esprimiamo una profonda soddisfazione per questa operazione delle forze dell'ordine – conclude il sindaco di Norcia – che ha consentito di salvaguardare il nostro territorio. Per quanto riguarda il progetto della Can di realizzare un villaggio turistico sui Sibillini so solo che era un progetto di diversi anni fa e mai finanziato”.

Sara Fratepietro

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