Nel Comune di Città di Castello il sole sorge…due volte! Da oltre 7 secoli e mezzo accade questo unico e originale fenomeno scientifico che affonda le radici nella notte dei tempi in virtù di un’exclave – di proprietà del Comune tifernate – denominata Monte Ruperto, situata all’interno della regione confinante delle Marche, tra i Comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado.
La magia del solstizio d’estate si è ripetuta anche questa mattina (domenica 21 giugno) ma stavolta l’evento spettacolare è stato cronometrato per la prima volta, proprio in avvio della settimana di celebrazioni per il 770° anniversario “dell’assoggettazione” della “baronia”.

Le due “albe” sono state certificate: alle ore 5.39 il sole è sorto a Monte Ruperto e 12 minuti dopo, alle 5.51, i primi raggi hanno irradiato il centro storico tifernate. E proprio a Monte Ruperto, il punto più a oriente del territorio comunale ad oltre 40 km di distanza, l’alba ha infatti anticipato quella del capoluogo, come testimoniato dal rilevamento visivo diretto nelle due località, con un sincronismo che ha permesso per la prima volta di apprezzare l’evento astronomico.

Alcuni rappresentanti della compagnia dei Balestrieri di Città di Castello, presenti sul posto assieme al professor Giovanni Cangi, divulgatore esperto, profondo conoscitore della leggendaria vicenda, hanno potuto documentare in diretta il sorgere del sole fra la fitta boscaglia nell’appennino marchigiano: dodici minuti dopo il sole ha fatto capolino anche nel centro storico di Città di Castello, visibile dalla sommità della torre civica. In piazza Gabriotti, ad ammirare l’inedito connubio storico-scientifico che ha inaugurato l’estate 2026, c’erano l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, il capo-gabinetto del Comune Gaspare Pierangeli, l’ingegner Marco Conti ed alcuni cittadini che hanno deciso di rinunciare a qualche ora di sonno pur di non perdersi questo spettacolo della natura e della storia.
“Un avvio di estate da ricordare con questa definitiva certificazione visiva, la prima, di un evento che rende unico il nostro Comune”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi, unico primo cittadino in Italia a fregiarsi anche del titolo nobiliare di “barone di Monteruperto” a tempo determinato.
La particolarità di questa vicenda si perde nella notte dei tempi, quando una sperduta baronia in un remoto luogo dell’Appennino cedette il titolo nobiliare al gonfaloniere di Città di Castello, tramandato ai sindaci che oggi si susseguono. Si narra che una grande carestia dovuta ad incredibili nevicate colpì il Baronato di Monte Ruperto nel XIII secolo e che nessuna delle vicine città inviò aiuti in soccorso della piccola comunità. Dalla relativamente lontana Città di Castello arrivò il cibo necessario a far sopravvivere la piccola comunità. Si dice che il barone, privo di eredi, cedette il piccolo territorio a Città di Castello come segno di gratitudine. La traccia del passaggio sotto il dominio tifernate è datata 25 giugno 1256.