"Mi ha sottratto 327mila euro" ma il gip: questione civilistica. Avvocato chiede riapertura inchiesta - Tuttoggi.info

“Mi ha sottratto 327mila euro” ma il gip: questione civilistica. Avvocato chiede riapertura inchiesta

Sara Fratepietro

“Mi ha sottratto 327mila euro” ma il gip: questione civilistica. Avvocato chiede riapertura inchiesta

Intricata vicenda vede sotto la lente un commercialista di Spoleto, condannato in sede civile ma non penale. La difesa: esternazioni strumentali e offensive
Dom, 21/06/2026 - 11:21

Condividi su:


Anni fa diede assegni per 327mila euro, i risparmi di una vita, a un amico di famiglia, un commercialista di Spoleto, con l’intento di farli da lui amministrare. Al momento della richiesta di avere il denaro indietro, però, dal professionista non aveva ricevuto altro, nel marzo 2024, che un impegno firmato alla restituzione in tre tranche, che però non è mai avvenuta. Da qui, qualche mese dopo, l’avvio di diverse azioni legali. Nel giro di poco tempo, infatti, era stato emesso dal tribunale un decreto ingiuntivo per l’importo rivendicato nei confronti del commercialista, con il risparmiatore spoletino che successivamente ha scoperto però che tutti i beni del professionista erano stati già oggetto di pignoramento da parte di una sua stretta familiare, che vanterebbe un credito per un importo leggermente superiore.

Nel frattempo lo spoletino, difeso dall’avvocato Angelo Lonero del foro di Perugia, aveva presentato una denuncia penale alla Procura di Spoleto, che aveva aperto un fascicolo ipotizzando il reato di appropriazione indebita. Le indagini, però, non hanno portato a individuare elementi a carico del commercialista, attualmente ultraottantenne, tanto che la Procura ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’inchiesta, nonostante l’opposizione del querelante. Ma ora viene chiesta la riapertura delle indagini, alla luce della scoperta, da parte del risparmiatore spoletino, che il professionista è attualmente sotto processo per un presunto caso di peculato, comunque tutto penalmente da dimostrare.

Inchiesta sul commercialista archiviata, le motivazioni del gip e il procedimento civile

Il gip, nell’ordinanza di archiviazione datata dicembre 2025, aveva fatto proprie le osservazioni della Procura, evidenziando che in questo caso non si potesse configurare il reato di appropriazione indebita, poiché l’indagato aveva effettivamente riconosciuto la proprietà del denaro in questione alla parte offesa, “alla quale ripetutamente ha comunicato la volontà di restituzione del denaro precedentemente consegnato; ne discende evidentemente – scrive il giudice per le indagini preliminari – la natura puramente civilistica della condotta lamentata, da qualificarsi in termini di inadempimento degli obblighi di restituzione delle somme ricevute nell’espletamento del contratto di mandato tra le parti. Non si ravvisano neppure gli estremi di una condotta truffaldina, non sussistendo quel quid pluris necessario per integrare gli artifici e raggiri propri dell’attività decettiva; piuttosto nella condotta dell’indagato emerge un improbabile tentativo di sottrarsi alla restituzione del denaro consegnatogli, poi concretamente fronteggiata attraverso l’attivazione della procedura esecutiva e della conseguente emissione del decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo”.

Lo spoletino ha dunque avviato un procedimento civile (in questo caso difeso dagli avvocati Santucci e La Spina) nei confronti del commercialista, con l’udienza davanti al tribunale di Spoleto prevista a fine mese, presentando anche un’opposizione di terzo tardiva in merito al decreto ingiuntivo della familiare del professionista.

La richiesta di riapertura delle indagini dopo la scoperta di un processo pendente

Ma l’uomo non si ferma qui: l’avvocato Lonero ha infatti depositato qualche settimana fa per conto del suo assistito una richiesta di riapertura delle indagini. Dopo l’archiviazione, infatti, il legale e il suo assistito sono venuti a conoscenza che il commercialista è al centro di un processo penale pendente davanti al tribunale di Spoleto. Il professionista, infatti, deve rispondere del reato di peculato perché – in qualità di curatore fallimentare di un’azienda locale – avrebbe aperto un conto corrente bancario intestato al fallimento e non autorizzato dall’allora giudice delegato nella procedura fallimentare, utilizzando i soldi per emettere assegni a persone esterne al fallimento dell’azienda e a se medesimo. Una vicenda, come detto, ancora pendente dal punto di vista penale che però nel 2023 ha visto una sentenza da parte del tribunale civile di Spoleto che lo ha condannato in solido con la banca presso cui aveva aperto all’epoca a nome del fallimento un conto corrente senza l’autorizzazione del giudice fallimentare.   

L’inchiesta sul fallimento e la sentenza civile

La vicenda era nata nel 2016 quando uno spoletino residente all’estero, rappresentato dall’avvocato Fabrizio Gentili, che vantava dei crediti verso il commercialista ne aveva richiesto la restituzione. Una parte dei crediti gli venne però restituita attraverso un assegno emesso da un conto intestato a una curatela fallimentare: un fatto anomalo che venne segnalato all’allora giudice delegato al fallimento. Emerse che era stato aperto un conto corrente non autorizzato dal tribunale parallelo a quello ufficiale in cui erano state fatte operazioni per circa 607mila euro: una parte era stata utilizzata per emettere assegni circolari nei confronti di terzi che non c’entravano nulla con il fallimento in questione, mentre 412mila euro nei confronti dello stesso curatore. Nel 2017, dunque, al commercialista venne revocato l’incarico di curatore e venne aperto un procedimento penale per peculato – attualmente nella fase dibattimentale davanti al tribunale di Spoleto – mentre l’anno successivo anche uno civile, conclusosi nel 2023 con una condanna che ha interessato in solido anche l’istituto di credito (che non avrebbe mai controllato che le operazioni bancarie effettuate dal curatore fallimentare fossero autorizzate dal giudice).

Una vicenda opaca, secondo gli avvocati Fabrizio Gentili e Angelo Lonero, che hanno voluto ripercorre in una conferenza stampa – affiancati anche dal risparmiatore spoletino che ha avanzato la richiesta di riapertura dell’inchiesta – i vari tasselli, invitando eventuali altre persone che avessero affidato denaro al commercialista, senza averlo indietro, a denunciare i fatti.

La difesa del commercialista: “Esternazioni strumentali e altamente offensive della dignità umana e professionale”

Sulle accuse contestate pubblicamente al professionista, si registra una nota chiarificatrice del suo avvocato difensore nel processo penale. “In riferimento alle dichiarazioni rese – evidenzia il legale – si deve precisare che il procedimento penale pendente, in cui è imputato il mio cliente, si riferisce ad una diversa fattispecie e che, in ogni caso, nel nostro ordinamento, è costituzionalmente previsto e garantito il principio secondo cui l’imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva. Appaiono quindi strumentali e altamente offensive della dignità umana e professionale del mio cliente, le esternazioni del sig. […] che sono prive di ogni minimo fondamento sia fattuale che giuridico, atteso che le azioni, dallo stesso avviate nei confronti del mio cliente, si sono tutte concluse con esito negativo. Sul punto il mio cliente riserva ogni valutazione circa la eventuale rilevanza penale della condotta posta in essere dal Sig. […] e altamente lesiva della professionalità del mio cliente”.

ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


    trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Grazie per il tuo interesse.
    A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!