Pubblichiamo integralmente la relazione del sindaco Massimo Brunini in occasione dell'approvazione del bilancio previsionale 2008 del Comune di Spoleto.
“INTRODUZIONE
Questa ultima parte della seconda legislatura di questa Amministrazione si pone l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e mettere a sistema l'insieme delle iniziative che hanno accompagnato la ripresa della Città e quella che abbiamo chiamato “la riconquista della normalità”.In questi anni Spoleto ha smesso di essere un'anomalia -per via delle profonde divisioni e lacerazioni così a lungo presenti al suo interno-, ha riaffermato il proprio ruolo nel panorama regionale ed extraregionale ed è stato un esempio di stabilità politico-amministrativa, pur attraversando cambiamenti significativi nei partiti e tra i partiti. Il confronto e la ricerca della condivisione più ampia possibile delle scelte hanno costituito un metodo di lavoro costante, ma restando sempre ancorati al programma votato dai cittadini e senza cadere nei rischi della indeterminatezza e dei rinvii continui. L'essere stati capaci di essere una “democrazia che decide”, grazie anche ad un sistema di alleanze e di scelte politiche che hanno anticipato gli scenari nazionali, ha fatto sì che l'istituzione Comune sia stata riconosciuta come un punto certo di riferimento, come un perno intorno al quale riunirsi per determinare le condizioni di sviluppo del territorio. La comunità cittadina ha compreso, apprezzato e sostenuto l'atteggiamento dell'Amministrazione per determinare una relazione forte, unitaria e collaborativa con l'area vasta e con la Regione, ma senza cedimenti e timidezze sul ruolo della città, nei confronti sia dell'una che dell'altra. Ugualmente ha apprezzato l'impegno dell'Amministrazione per determinare un percorso di sviluppo sostenibile e solidale, che consente, oggi, di agire in una situazione ben diversa e migliore rispetto al 1999. La Città è stata capace di attrarre e utilizzare finanziamenti straordinari in misura rilevante; di ciò è grata a quanti (Istituzioni superiori e amministratori) l'hanno sostenuta e hanno collaborato. Qui, però, è necessario fare un punto di chiarezza. I finanziamenti ottenuti sono stati necessari per recuperare un ritardo accumulato in decenni e la loro entità è analoga o addirittura inferiore a quanto hanno ricevuto altri territori della Regione; deve essere chiaro, quindi, che la Città ha il diritto di continuare ad essere destinataria di una particolare attenzione e di un adeguato concorso delle risorse regionali e nazionali per continuare il processo di sviluppo. Si tratta di un diritto che deriva, da un lato, dal fatto che alcuni dei nostri progetti di sviluppo sono utili all'intera comunità regionale ed hanno una valenza anche extraregionale e, dall'altro, dalle condizioni oggettive che caratterizzano il nostro territorio.E' utile ricordare, come abbiamo più volte fatto in questi anni, che Spoleto è uno dei più ampi comuni italiani (circa 350 kmq, il 28^ comune italiano per estensione territoriale, con oltre 120 tra frazioni e località), con una densità abitativa bassa (densità media 108 abitanti per kmq., contro i 200 di Foligno e i 340 di Perugia) e un'età media molto elevata (l'indice di vecchiaia -% dei 65enni e oltre sul totale della popolazione- è di oltre due punti superiore a quello provinciale e l'indice di invecchiamento -rapporto tra gli ultra 65enni e la popolazione da 0 a 14 anni- è circa 40 punti più alto di quello provinciale, che, a sua volta, è tra i più alti d'Italia). Per quanto riguarda gli indicatori economici, va segnalato che la numerosità delle unità produttive per 1.000 abitanti, seppur in ripresa in questi ultimi anni, è di circa 14 punti inferiore alla media provinciale e di circa 10 alla media regionale, mentre, per quanto riguarda i redditi delle persone, l'imponibile medio di Spoleto (circa 18.800 Euro) è inferiore sia a quello di Foligno (circa 19.600 Euro), sia a quello di Perugia (oltre 22.000 Euro). E' evidente che in una situazione in cui sempre più le risorse dei bilanci comunali sono correlate alla ricchezza del territorio, questa situazione crea oggettive difficoltà. A ciò bisogna aggiungere che Spoleto, per l'importanza del suo passato, è erede di un ampissimo e importantissimo patrimonio storico-culturale che, da un lato, costituisce un'opportunità eccezionale di crescita, ma dall'altro determina un'esigenza di risorse molto considerevole per la sua conservazione e la sua valorizzazione. Come abbiamo ricordato più volte si tratta di un patrimonio che “sta” a Spoleto, ma non “è” di Spoleto, bensì dell'intera Regione, del Paese, dell'umanità; è evidente che, se così è, la gestione di questo patrimonio deve poter contare su un insieme di risorse che non può derivare dal solo territorio locale.A questi dati, va aggiunto che il nostro territorio soffre da tempi lunghissimi anche di un'insufficienza delle dotazioni infrastrutturali di base, in particolare per quanto riguarda le grandi vie di comunicazione stradali e ferroviarie. Si tratta di un problema che rientra nella più ampia questione dei collegamenti trasversali nazionali e che, nel nostro caso, ha nel completamento della Tre Valli e del raddoppio della linea ferroviaria Roma-Ancona le sue emergenze. Ancora una volta le necessità del territorio coincidono con quelle generali del Paese e si trovano ad avere condizioni (relative allo stato della progettazione, dei pareri ambientali e del “completamento” di opere da lungo tempo avviate) che consentono di inserirle oggettivamente tra le priorità. Sollevare tali questioni, impegnarsi in ogni sede affinché vengano riconosciute e avviate a soluzione, sollecitare il governo regionale e nazionale, ricercare le necessarie alleanze affinché ciò avvenga non è campanilismo, ma una doverosa azione di tutela dei legittimi interessi locali, coerenti e funzionali ai più ampi interessi generali. Si tratta di temi sui quali è importante che la Città si presenti unita, dimostrando una consapevolezza dei propri interessi che può fare la differenza. Vi sono temi, infatti, quali questi appena ricordati, la solidità e l'arricchimento delle capacità professionali della struttura tecnico-amministrativa-burocratica del Comune, la solidità del Bilancio, il ruolo della Città (tanto per citarne alcuni) che, per dirla con uno slogan, non sono né di destra, né di sinistra, anzi meritano di essere tenuti fuori dalla contesa politica e di costituire una sorta di comune sentire, tenuto al riparo dalla polemica quotidiana e dalla legittima e doverosa concorrenzialità politico-elettorale. Quando parliamo di consolidamento dei risultati raggiunti, riteniamo che questo sia uno dei temi importanti: la capacità di enucleare alcune questioni sulle quali la Città ha raggiunto una consapevolezza ed una chiarezza di intenti che le consentono di presentarsi come un corpo unico, capace di difendere i propri interessi al di là delle divisioni e degli interessi di parte. Non è un generico e qualunquista appello all'unità, un invito all'indeterminatezza o alla “liquefazione” delle identità; al contrario si tratta di avere chiarezza dei programmi, maturità nei comportamenti e coraggio nel lavorare insieme per gli obiettivi comuni, a prescindere dal “dividendo” di parte. Si tratta, insomma, di saper individuare le questioni principali per le quali vale la pena essere prima spoletini, poi uomini di parte; per il Comune si tratta di dare concretezza al principio dell'Istituzione come “casa di tutti”. Non mancheranno, poi, temi ed argomenti sui quali le forze politiche propongono soluzioni diverse, prospettive divergenti, programmi alternativi; con essi si presenteranno ai cittadini e su di essi saranno giudicate e valutate, ricevendo, in virtù del consenso raccolto, un ruolo ed un mandato da realizzare ed onorare. Tutto ciò, però, può e deve convivere con una sorta di “base comune” che costituisce la ragione profonda dello stare insieme di una comunità che, quanto più sarà matura, tanto più sarà capace di difendere e tutelare in modo unitario e compatto.
Un processo di questo tipo può essere favorito dalla semplificazione e dalla trasparenza del sistema istituzionale, che deve saper garantire un governo regionale che individui con chiarezza la missione dell'Umbria, sappia selezionare le priorità, abbia la capacità di riconoscere le diversità dei territori e delle loro necessità e la forza e il coraggio di assegnare funzioni e risorse in ragione di esse e non dei “potentati” che riescono ad esprimere. Un sistema che sappia reinterpretare il tradizionale policentrismo dell'Umbria e farne elemento di forza, esaltando le peculiarità dei territori e coniugandole con un'unitarietà consapevole, capace di cogliere, interpretare e valorizzare le interdipendenze con le economie di prossimità transregionali, in modo da accrescere positivamente la massa critica dei sistemi produttivi. Già nelle Relazioni al Bilancio degli anni scorsi abbiamo affrontato in modo dettagliato questa tema; qui vogliamo soltanto ribadire che, a nostro avviso, la riforma dell'Umbria deve basarsi su una Regione che svolge il compito di governo legislativo, programmatorio e di coordinamento super partes e due aggregazioni provinciali, ovviamente riequilibrate, che siano riferimento organizzativo e gestionale per tutti i servizi pubblici (sanitari, sociali, industriali, ecc.), superando la pletora oggi esistente di organismi di secondo livello. La prospettiva finale, di più lungo periodo, può essere quella di un'organizzazione delle attività operative in aziende uniche regionali, dislocate razionalmente nelle diverse città in un'ottica di vero decentramento e solidarismo territoriale, fuori da ogni pretesa egemonica di questo o quel centro. Il rischio da evitare è quello costituito dall'illusione che l'Umbria possa riorganizzarsi intorno a pochi poli che crescono a scapito degli altri territori e desertificano il resto della Regione: si tratta di un'ipotesi non solo ingiusta e inaccettabile, ma incapace di risolvere i problemi veri dell'Umbria e destinata a decretarne il progressivo disfacimento.
In questa prospettiva vanno letti e interpretati anche i rapporti nella cosiddetta area vasta. Spoleto ha partecipato con convinzione e lealtà al processo di aggregazione territoriale e di riorganizzazione dei servizi. Non abbiamo remore nel riconoscere che risultati positivi ci sono stati e che alcune operazioni sono state funzionali a dare solidità alle aziende locali e ad evitare processi di ultraliberalizzazione che potevano mettere in discussione i livelli delle prestazioni sociali, l'equità sociale, la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.Con uguale franchezza dobbiamo, però, riconoscere che questo processo si è interrotto e che i risultati attuali in termini di innovazione, di qualità e di economicità delle prestazioni sono insoddisfacenti. Da tempo il Comune di Spoleto denuncia la carenza di alcune prestazioni e vive con disagio il rischio che l'azione di razionalizzazione e risparmio messa in atto dall'Amministrazione comunale nei servizi gestiti direttamente o da aziende proprie sia vanificata da comportamenti inadeguati e insufficienti delle aziende sovracomunali, in termini di contenimento dei costi e di conseguimento dei migliori livelli di efficienza ed efficacia nel proprio modello organizzativo e nel proprio processo produttivo.Crediamo che sia urgente perseguire vie nuove, tenendo conto dei principi di sussidiarietà e di concorrenzialità e delle indicazioni contenute nelle cosiddette leggi Bersani e Lanzillotta. In particolare, riteniamo inadeguata e insoddisfacente l'attività nel settore dell'igiene urbana. Abbiamo chiesto con decisione maggiore attenzione per la pulizia della città e una diversa organizzazione del ciclo delle attività, con particolare riferimento alla gestione degli impianti e alla raccolta differenziata. In quest'ultimo settore, a nostro parere, va verificata la possibilità di coinvolgimento di soggetti privati, in modo da porre in contrasto interessi diffusi per contenere i costi gestionali ed accrescere la percentuale di raccolta, condizione indispensabile per il migliore e più lungo funzionamento della discarica. Dopo una lungo periodo di “battaglia solitaria”, finalmente ci sono ora altri soggetti che cominciano a reclamare un nuovo indirizzo, muovendosi nella stessa nostra direzione. Per quanto attiene alla discarica di Sant'Orsola, l'Amministrazione comunale ha dato stringenti prescrizioni tecniche che sono state fatte proprie nella procedura per l'approvazione della VIA (valutazione d'impatto ambientale). Si tratta di garantire una loro rigorosa applicazione tanto nella fase esecutivo-progettuale che in quella gestionale; a tal fine l'Amministrazione comunale pretende un accurato monitoraggio e ha chiesto che lo stesso avvenga a cura di un apposito gruppo tecnico operativo composto da rappresentanti del Comune, della Provincia, della Regione e dell'ARPA. La tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente è la priorità assoluta che guida le scelte del Comune in quest'ambito. Come è noto, anche in attesa della richiesta riorganizzazione del servizio, questa Amministrazione non ha deliberato il passaggio dalla TARSU alla TIA. C'è stato chi ha criticato questa scelta, che noi continuiamo a difendere; ci sembra che le recenti polemiche sui maggiori costi e sull'applicazione dell'IVA costituiscano un ulteriore elemento che depone a favore della nostra opzione.In questo contesto, la riorganizzazione del sistema regionale del trasporto pubblico e, conseguentemente, della Società Spoletina Impresa Trasporti diventa un obiettivo di grande rilevanza. L'Amministrazione comunale è fortemente impegnata per dare attuazione al progetto che prevede la costituzione di una holding regionale che ottimizzi le economie di scala e gestisca come comunità regionale i costi del trasporto pubblico nei vari bacini d'utenza. Nel percorso verso questo obiettivo, l'Amministrazione comunale è disponibile anche a dare attuazione alla soluzione intermedia e transitoria dell'azienda unica provinciale, purchè sia in grado di rimuovere le attuali difficoltà di gestione. La nuova organizzazione deve comprendere la gestione dei sistemi di mobilità alternativa, mentre quella della sosta dovrebbe rimanere di competenza del sistema locale.
IL TEMA DELL'ANNO
Quest'anno abbiamo fatto una scelta a favore della sinteticità, per cui questa relazione politica non tratterà i singoli campi d'azione dell'Amministrazione; la presentazione degli obiettivi e delle azioni programmate è lasciata, quindi, alle relazioni svolte, per materie di competenze, dagli assessori e dai dirigenti di ciascuna Direzione.Resta, però, come consuetudine consolidata, l'indicazione del tema dell'anno. Come è ormai noto, con esso intendiamo individuare e segnalare un argomento verso il quale il Bilancio dedica una particolare attenzione. Non si tratta, ovviamente, né di una novità assoluta, in quanto le azioni relative a questo tema sono presenti già dagli anni precedenti nell'agenda dell'Amministrazione, né di un intervento “una tantum”, anzi la volontà è quella di far sì che la centralità assegnata consenta, nell'anno di riferimento, di portare a regime una serie di interventi che poi diventano “ordinari” negli esercizi successivi. Il tema dell'anno, quindi, indica argomenti ed azioni che assumono la caratteristica di tratto distintivo del Bilancio, intorno al quale vengono ad articolarsi e a caratterizzarsi una serie di interventi, nuovi o riorganizzati, di competenza dei vari settori del Comune. Con esso, quindi, si procede, da un lato, all'assegnazione di risorse aggiuntive, dall'altro alla razionalizzazione e al miglior collegamento di una serie di azioni, già presenti nelle attività dell'Amministrazione, che in questa occasione vengono messe, come si suol dire, “a sistema” per migliorarne efficienza ed efficacia. Il tema del 2008 è:
sicurezza, innovazione ed quità.
Ricordiamo che i temi degli anni scorsi sono stati:• la riorganizzazione della macchina comunale e la riqualificazione del Bilancio,• il lavoro, • i giovani,• “Spoleto, citta' del mondo”, • “tutti per … Spoleto … per tutti”• equità e sviluppo• per un nuovo salto di qualità• il rilancio del centro storico: un volano per lo sviluppo.
Va precisato che nella nostra interpretazione la sicurezza va intesa, innanzitutto, come possibilità di una vita dignitosa, affrancata, quanto più possibile, dal bisogno e dalla precarietà. Questo obiettivo va perseguito favorendo la crescita del tessuto economico-produttivo del territorio, in modo che il maggior numero possibile di persone trovino occasioni di occupazione, di realizzazione delle proprie aspettative, di disponibilità di un reddito sufficiente a garantire una vita normale, in un contesto lavorativo che garantisca condizioni di sicurezza e di difesa dell'integrità fisica. A ciò deve accompagnarsi un sistema, una rete di servizi volti a tutelare e a promuovere i diritti della persona, a partire da quelli alla salute, all'istruzione, alla crescita culturale, all'ordinata ed equa convivenza civile. E' evidente, quindi, che, in questa accezione, la sicurezza è questione che riguarda tutti i campi di attività dell'Amministrazione comunale, da quelli operativi a quelli più strettamente politici, finalizzati anche ad istituire, a difendere e a valorizzare le strutture che, pur non dipendendo dal Comune, erogano servizi alla nostra comunità. Il dispiegarsi delle azioni conseguenti attraversa, pertanto, tutte le Direzioni dell'Ente e ne troverete traccia nelle rispettive relazioni.Detto questo, è chiaro che nel tema sicurezza rientra a pieno titolo la difesa dell'integrità fisica, della proprietà, della libertà di movimento e così via; vale a dire quell'insieme di questioni che possono essere riferite all'ordine pubblico. Anche in questo caso è bene fare una premessa di chiarezza. I dati numerici, oggettivi, forniti dalle autorità competenti testimoniano per l'Umbria una situazione di sostanziale tranquillità, che ci colloca tra le zone positive del nostro Paese; Spoleto, a sua volta, si colloca tra le zone più tranquille dell'Umbria. Costituisce, quindi, un atteggiamento sbagliato, fuorviante, forse intenzionalmente strumentale dipingere la situazione in modo allarmistico. Precisato ciò, è altrettanto vero che il clima di sicurezza è determinato non solo dai dati concreti, ma anche dalla sensazione percepita dal cittadino e dall'andamento tendenziale. E' evidente e giusto che comportamenti devianti, seppure in valore assoluto contenuto, ma crescenti rispetto al trend consolidato generano allarme, così come è vero che la percezione di insicurezza, al di là dei dati oggettivi, modifica e condiziona gli stili di vita. Si tratta di una situazione che questa Amministrazione non intende assolutamente sottovalutare. Di fronte ai primi segnali ci siamo mossi con decisione, chiedendo ed ottenendo attenzione dal Comitato provinciale per la sicurezza. Oltre, quindi, ad una maggiore attenzione richiesta singolarmente alle forze dell'ordine, abbiamo costruito un progetto comune di lotta alla devianza che ha visto la costituzione di un gruppo di lavoro comune che ha prodotto e continuerà a produrre stringenti controlli del territorio. La finalità è quella di attuare un'incisiva azione di contrasto alla microcriminalità, all'immigrazione clandestina, nonché al fenomeno della “locazione in nero”. Tale azione è realizzata nell'inetresse della sicurezza del territorio e si sostanzia non solo con l'adozione di provvedimenti coercitivi nei confronti dei clandestini, ma anche rivolgendo l'attenzione verso i cittadini stranieri in regola con le norme di soggiorno, che spesso vivono in situazioni di forte disagio economico e sociale. Il controllo si estende anche alla verifica delle condizioni igienico sanitarie degli immobili, alla regolarità delle destinazioni urbanistiche e delle locazioni. Le modalità di intervento, il lavoro di analisi preparatoria, l'incrocio dei dati a disposizione, la natura coordinata e integrata dell'azione costituiscono una novità operativa, sperimentata per la prima volta nel nostro territorio.Questa azione, per quanto di nostra competenza, è accompagnata da uno specifico progetto comunale che prevede l'incremento del numero di telecamere poste a controllo delle “zone sensibili” e l'attivazione di forme di volontariato sociale per il presidio del territorio. Quest'ultimo è un progetto che non ha nulla a che fare con le “ronde” di ispirazione leghista, ma punta a coinvolgere le tante, preziose forme di associazionismo della nostra città nel controllo sociale del territorio, volto a tutelare e migliorare la qualità della vita. Si tratta, quindi, di individuare e segnalare le situazioni di degrado, siano esse sociali o ambientali, in modo che le autorità competenti, a partire dal Comune, possano attivare le adeguate forme di contrasto e riparazione.Un aspetto qualificante del progetto è rappresentato dal protocollo d'intesa sottoscritto con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica e dell'Informazione dell'Università di Perugia (DIEI) per la realizzazione e sperimentazione nel nostro territorio di una rete wireless basata su tecnologie Hiperlan, TETRA e Wi-fi, nell'ambito del Programma Regionale di Azioni Innovative FESR (2006/2007). Il progetto prevede l'implementazione di una infrastruttura di rete che colleghi le varie sedi comunali al fine di sperimentare i seguenti servizi ad uso interno e di supporto al cittadino:a) videosorveglianza e servizi di ausilio alla sicurezza (vigili urbani);b) localizzazione e tracciamento dei mezzi di trasporto pubblico in area urbanad) servizi rivolti al turismo ;e) servizi a larga banda di utilità e di interesse strumentale per l'Ente;Gran parte dei servizi (in particolar modo quelli di interesse turistico) saranno accessibili anche utilizzando dispositivi mobili (es. palmari, smartphone, ecc) con collegamento wi-fi.
L'Università, alla quale compete il ruolo di Ente appaltante, ha già definito ed avviato tutte le procedure di gara per l'implementazione del progetto suddetto.Fanno parte del pacchetto sicurezza anche due interventi riferibili più specificamente al settore dei lavori pubblici e che riguardano il piano di ampliamento della pubblica illuminazione sull'intero territorio comunale e il piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici; per la loro descrizione più puntuale si rimanda alla relazione di settore.
La politica per la famigliaIn questa concezione della politica per la sicurezza rientra a pieno titolo una concreta attenzione verso gli interventi a favore della famiglia. Le varie azioni trovano una dettagliata descrizione nella relazione dell'Assessorato alle Politiche sociali e Sanità; qui si vogliono soltanto ricordare le linee di indirizzo. L'Amministrazione sostiene e applica scelte tariffarie (acqua, gas, rifiuti) che agevolano i nuclei familiari che vivono situazioni di difficoltà; attraverso l'ISEE applica riduzioni ed esenzioni che tengono conto del reddito e dei carichi familiari per i servizi di propria competenza (mensa, nidi, trasporto scolastico e terapeutico). Per quanto riguarda l'ICI, oltre l'applicazione delle disposizioni previste dalla Finanziaria, si sono compiute scelte finalizzate alla calmierazione dei costi degli affitti; permangono, inoltre, i contributi per gli affitti a favore dei conduttori a basso reddito: Nel settore delle politiche della casa, oltre al servizio di intermediazione abitativa, si può contare anche sull'accesso al fondo di garanzia gestito da Regione e GEPAFIN. L'Amministrazione, infine, favorisce e sostiene forme di prestito d'onore, di aiuti allo studio e di sostegno alle famiglie numerose (con almeno 3 figli).
LA MANOVRA DI BILANCIO
La proposta di Bilancio 2008 ammonta complessivamente a circa 36,5 milioni di Euro e si compone all'incirca per il 34% di trasferimenti da altre Istituzioni, il 47% di entrate tributarie ed il 19% di entrate extratributarie. Alcune modifiche introdotte nell'ordinamento del classamento delle risorse rendono non immediatamente eseguibile il confronto con gli anni precedenti. In ogni caso, possiamo dire che vi è un incremento nei trasferimenti preventivati dalla Regione, riferiti alle politiche sociali, per gli asili nido, per le famiglie e per i disabili; i trasferimenti dello Stato crescono nominalmente, mentre in realtà (per una diversa allocazione delle risorse relative alla compartecipazione IRPEF e ICI) restano sostanzialmente stabili, scontando, quindi, almeno l'incidenza dell'inflazione in termini di valore reale.Per quanto riguarda le entrate non è previsto NESSUN AUMENTO né sul versante delle tasse, né su quello delle tariffe; anzi, alla riduzione dell'ICI sulla prima casa disposta del Governo, si è aggiunta una maggiore riduzione sulla TARSU per i meno abbienti e l'azzeramento dell'ICI sulle abitazioni concesse in affitto a canone concordato. Quest'ultima scelta dà ulteriore sostanza alla politica di contrasto all'emergenza abitativa da tempo individuata come una delle criticità del territorio e contro la quale l' Amministrazione ha posto in essere una ampia serie di azioni già negli anni scorsi e meglio descritta nella relazione dello scorso anno.Si attendono maggiori entrate dal progetto sulla fiscalità locale che va avanti nella lotta all'evasione e all'elusione e nel processo di verifica del classamento degli immobili e delle aree edificabili. Significativi vantaggi, in termini di controllo e di qualità delle prestazioni, sono attesi dalla gestione del Catasto.Continuerà e si amplierà l'impegno finalizzato all'attività di Fund Raising con l'obiettivo di attrarre risorse comunitarie, nazionali, regionali e private. Queste ultime dovranno avere un'importanza crescente, coinvolgendo, quindi, soggetti privati offrendo motivi di reciproco e, ovviamente, legittimo interesse. L'Amministrazione dovrà sempre più agire ricercando una forte collaborazione tra pubblico e privato, all'interno di un sistema gestionale orientato ai risultati, capace di rispettare i limiti stabiliti di tempo e di risorse e di coinvolgere e distribuire chiaramente i ruoli fra più soggetti (interni ed esterni all'Ente, pubblici e privati).Sul versante delle uscite l'incremento maggiore è riferito al costo del personale, influenzato dalla stabilizzazione dei CO.CO.CO (+ 270.000 Euro), dagli adeguamenti contrattuali (+ 250.000 Euro) e dal progetto “un nido per tutti” che ha comportato assunzioni a tempo determinato (+ 150.000 Euro); tali aggravi sono compensati per circa 130.000 Euro dal blocco del turn over. L'esito complessivo è un aumento dei costi per circa 540.000 Euro, che determina l'incidenza del costo del personale intorno al 31,6% . L'obiettivo che ci poniamo è di ricondurre rapidamente tale incidenza intorno al 30% e puntare, in un periodo medio lungo, a portarla intorno al 25%; il tutto continuando nell'azione di riqualificazione del personale, con un incremento dei livelli di alta e specialistica formazione, accompagnata e favorita da un impegno crescente nei campi della programmazione, progettazione e controllo e una progressiva dismissione, con affidamenti a società operative emanazione del Comune e private, delle attività di gestione, per le quali la concorrenza e una rigorosa azione di indirizzo e sorveglianza del Comune devono garantire la massima efficienza ed efficacia.Continua con attenzione l'azione di contenimento delle spese generali e di funzionamento, grazie alla lotta agli sprechi e all'introduzione delle nuove tecnologie. Sono preventivati risparmi considerevoli nei settori della telefonia, nelle spese del provveditorato e nella manutenzione dell'hardware. Durante questo anno, infatti, riteniamo di portare a compimento la riorganizzazione informatica dell'Ente con la conseguente, contemporanea riduzione dei costi e crescita dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi. L'introduzione di funzionali procedure di workflow documentale, della firma digitale, del mandato informatico miglioreranno la velocità delle prestazioni e l'efficacia dei controlli, impegnando minori risorse umane e contenendo il consumo della carta. L'introduzione di tali procedure consentirà anche una maggiore trasparenza e un maggiore coinvolgimento dei soggetti privati (studi professionali, patronati, ecc.); i cittadini e i professionisti, tramite un sistema di accesso con password, potranno controllare le singole posizioni e, in molti casi, eseguire da casa operazioni, a partire dai settori anagrafico e tributario.
CONSIDERAZIONI FINALI
Abbiamo già detto come questo sia l'anno in cui puntiamo a consolidare i risultati raggiunti e a mettere a sistema l'insieme delle iniziative che hanno accompagnato la ripresa della Città. L'obiettivo sarà favorito dalla riorganizzazione logistica, ormai arrivata a buon punto. La fine del 2007 è stata caratterizzata dal rientro nel Palazzo comunale, con gli spazi completamente rifunzionalizzati e ampliati, grazie ad un'opera di restauro generalmente riconosciuta di alta qualità e che ne ha fatto la prestigiosa, principale sede dell'Amministrazione. Speriamo che entro il 2008 sarà completato anche il recupero del complesso di San Carlo, di proprietà dell'Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli, destinato ad ospitare, tra le altre cose, gli uffici della Direzione Istruzione e Solidarietà sociale. In questo modo avremo completato il rientro nel centro storico di tutte le Direzioni dell'Amministrazione comunale, dando così un concreto e fattivo contributo al rilancio del centro e porteremo a regime l'organizzazione funzionale e logistica della macchina comunale, a cui stiamo lavorando da tempo. Il disegno è quello di avere gli uffici riuniti per funzioni:• nel Palazzo comunale la direzione politica e amministrativo-burocratica• nel Palazzo della Genga la pianificazione strategica con le Direzioni Progettazione e Ambiente, Urbanistica e Sviluppo economico• nel Palazzetto Ancaiani gli uffici del Turismo e della Cultura• nel complesso di San Carlo gli uffici dello scolastico e del sociale.La riorganizzazione logistica dev'essere la spinta per una nuova organizzazione funzionale ed operativa, nella quale si ragiona e si agisce per azioni integrate: direzioni omogenee devono elaborare progetti condivisi e coerenti, che si integrano gli uni con gli altri dando vita alla rete di azioni che sostiene il “sistema Spoleto”, orientato dal programma generale dell'Amministrazione. In questo modo la pianificazione strategica diventa procedura ordinaria e capace di coinvolgere l'intera comunità locale, in un sistema condiviso che premia i soggetti più innovativi, più creativi, più capaci e sostiene quelli più deboli, con l'obiettivo primario di essere luogo di produzione della conoscenza e di strumenti per avere la capacità di anticipazione del futuro, indispensabile per restare competitivi nel tempo.Il nostro auspicio è che ciascuno, a partire dalle forze politiche e dai gruppi consiliari, sia disponibile a giudicare e a contribuire a questo lavoro senza pregiudizi, con spirito costruttivo, volto a favorire e consolidare il processo di crescita e di sviluppo del nostro territorio, privilegiando l'interesse generale della nostra comunità. Del resto, l'Amministrazione, pur mantenendo un doveroso e preciso ancoraggio al programma con cui si è presentata agli elettori e su cui ha ricevuto l'investitura dei cittadini, ha sempre ricercato il più ampio e franco confronto con tutti i soggetti cittadini, valutando ogni proposta per il suo valore e non per lo schieramento da cui proveniva, con la disponibilità a correggere eventuali errori e ad integrare i propri programmi, convinta, come è, che il coinvolgimento e la condivisione costituiscano un valore positivo. E' nostro auspicio che, in questo contesto, vi possa essere un consolidamento e un ampliamento dei rapporti politici, a sostegno della crescita della nostra comunità, della difesa del territorio e dell'autorevolezza della Città.
Concludo ricordando tre fatti importanti accaduti nel 2007, ma che nel 2008 devono cominciare ad esplicare con forza il proprio valore potenziale.L'apertura del Museo Nazionale del Ducato nella Rocca albornoziana ha segnato l'avverarsi di un sogno avviato quasi 25 anni fa con la liberazione della Rocca dalle funzioni carcerarie. L'insieme costituito dal Museo, dal Laboratorio di Diagnostica dei Beni culturali, anch'esso concretamente avviato, dalla Scuola di Restauro del Libro, da tempo attiva, dalla realizzazione del parco pubblico, i cui lavori sono in corso, e di quella del ristorante, della foresteria e degli spazi commerciali, i cui lavori saranno avviati nel corso dell'anno, può e deve fare della Rocca un quartiere pulsante della Città, luogo di produzione di saperi e di economia.L'apertura del percorso meccanizzato della Spoletosfera ha dato visibilità e concretezza al progetto di mobilità alternativa e costituisce l'avvio di una grande trasformazione urbanistica della città, funzionale al suo sviluppo.La nuova organizzazione del Festival è stata un'occasione in cui la Città ha dimostrato di saper lavorare con spirito unitario e con grande attenzione e rigore. Nell'occasione Spoleto è stata riconosciuta dai più alti livelli istituzionali come città della cultura di interesse nazionale; ora tutti ci aspettiamo un grande rilancio della manifestazione, sia nei suoi aspetti artistico-culturali che nella sua capacità di essere strumento di sviluppo economico del territorio. Sappiamo che questa prima, rinnovata edizione, anche per l'eccezionale ristrettezza dei tempi, non potrà risolvere tutte le questioni, ma l'intensità e la qualità del lavoro messo in campo ci fa sperare già da quest'anno in grandi risultati, destinati a crescere ulteriormente negli anni a venire.Si tratta di tre avvenimenti, ciascuno dei quali ha le potenzialità per contribuire in maniera incisiva allo sviluppo della nostra comunità; tale potenzialità sarà enormemente accresciuta se saremo capaci di metterle a sistema, di integrarle con azioni coordinate, se, come abbiamo già detto, saranno parte della pianificazione strategica di territorio.
CONCLUSIONI
Come ho già detto, si è scelto di limitare la relazione del Sindaco ad una premessa generale di ordine politico, dedicata soltanto ad alcuni punti salienti del programma 2008. Essa è completata dalle relazioni di settore, che descrivono dettagliatamente e puntualmente come si svilupperà l'azione dell'Amministrazione nei vari campi di attività.Agli Assessori, ai dirigenti e al personale tutto che hanno partecipato con rigore e impegno alla redazione del Bilancio e del relativo programma d'azione, va un caloroso ringraziamento.Un analogo, preventivo ringraziamento va anche ai consiglieri comunali, che, sono certo, vorranno esaminare questa proposta con passione, impegno, serietà, tempestività. L'auspicio è che il dibattito sia messo al riparo da ogni strumentalità e da sterili polemiche, privilegiando un atteggiamento costruttivo, finalizzato al comune interesse di tutelare la comunità che siamo stati chiamati a governare e di promuoverne la crescita sociale, civile, culturale ed economica. Da parte nostra garantiamo la massima attenzione ed apertura nei confronti dei contributi e dei suggerimenti che emergeranno dal dibattito”.