Adesso si è capito il senso dei video postati lo scorso 20 febbraio dal sindaco di Terni , Stefano Bandecchi, dopo essere stato intervistato dal giornalista di “Fuori dal coro”, la popolare trasmissione di Rete4 condotta da Giordano. Prima che il servizio andasse in onda, ieri sera 22 febbraio, il sindaco ha voluto dare una specie di giustificazione preventiva a quello che si sarebbe visto, evidentemente consapevole che, ancora una volta, Terni sarebbe finita alla ribalta delle cronaca per qualcosa che lo riguarda personalmente e è non proprio roba da educande (potete ascoltare il consueto turpiloquio nel servizio di Fuori dal coro). Lo spettacolo che Bandecchi ha offerto nell’incontro con il giornalista (monumentale la sua prova di resistenza a tanta arroganza e provocazione) si commenta da solo e tutti possono farsi un’idea; ma quello che colpisce è come Bandecchi riesca a gestire la comunicazione a suo favore (ovviamente funziona solo con alcuni, per fortuna), cercando di attribuire agli altri comportamenti e intensione che, al limite nel caso specifico, potrebbero appartenere a lui. Tutto materiale che la prof.ssa Tiziana Laudadio, nuovo assessore della giunta Bandecchi, può utilizzare per le ore di educazione civica degli studenti.
Il lupo diventato agnello
In un video postato sempre sui social, Bandecchi racconta di come si sia sentito minacciato e spaventato, intimorito e aggredito da questo giornalista che sarebbe piombato su palazzo Bazzani insieme a una squadraccia di buttafuori per cercare la rissa. Verrebbe da pensare che il dominus, abituato ai monologhi con la stampa locale (che certo non è sempre in vena di domande scomode) quando qualcuno cerca un confronto su temi come quello del rinvio a giudizio per un’evasione da 20 milioni, allora si senta aggredito. Ma non fisicamente. Il sindaco si sente aggredito perché qualcuno osa metterlo in discussione e, si sa, il dominus è il dominus, è il padrone. Di seguito il servizio completo di Fuori dal Coro.
L’agnello intimorito
Per un sindaco parà, che si vanta in modo frequente delle sua prestanza fisica, che è sotto processo per aver lui cercato di aggredire il consigliere Marco Celestino Cecconi (chiedere a lui che significa aver paura di essere aggrediti), che non ha paura di affrontare una rapina a mano armata e minacce di morte, che non ha paura di affrontare una curva ultras sputando contro tifosi che non sono proprio pecorelle indifese, che è finito sotto osservazione da parte del Ministero dell’Interno, che non ha paura a sputare contro un cittadino, che non ha paura a definire in modo oltraggioso un organo come la Guardia di Finanza, che è sotto processo per un’evasione da oltre 20 milioni di euro, è davvero il colmo aver paura del povero giornalista di Fuori dal coro che tutto è sembrato tranne che un lupo famelico in cerca di una preda. Anzi, ha dovuto subire offese personali persino sull’accento e sul nome dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.
Homo hominis lupus
Rimanendo in tema di lupi, si sa che “lupus est homo homini” e chi sbrana per primo sbrana due volte verrebbe da dire. Il tentativo di Bandecchi, che il pelo non lo perde mai (e neanche il vizio), di tamponare con un video preventivo in cui si presenta come vittima e la minaccia di non mandare in onda il servizio a “Fuori dal coro” la dicono lunga sul modus operandi del sindaco e presidente della Provincia di Terni che continua ad essere sempre più dominus e, adesso, anche agnus che in tempi pasquali sarà pronto a togliere i peccati (degli altri).