Banca a Vescia: ultima settimana di apertura, scatta la protesta

Filiale banca a Vescia: ultima settimana di apertura, scatta la protesta

Redazione

Filiale banca a Vescia: ultima settimana di apertura, scatta la protesta

Lun, 11/10/2021 - 10:26

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Ultima settimana di apertura per la filiale Intesa Sanpaolo di Vescia, poi un bacino di quasi 15mila abitanti, si ritroverà senza uno sportello bancario. Nessun presidio infatti esiste tra Nocera Umbra e il centro di Foligno. Una situazione denunciata dalle associazioni della cosiddetta ‘ex circoscrizione 6’ che hanno lanciato una mobilitazione, di concerto con i sindacati.

Le associazioni mobilitate

Undici le associazioni che sono scese in campo, dal circolo 6 del Pd all’associazione culturale Belfiore, dall’associazione Valle del Menotre alla Proloco di Vescia e Scanzano, il comitato di San Paolo, la Proloco di Pale, i centri sociali Ina casa flaminio, Usb Belfiore, Asd Pale Guerru Hero, Associazione Capodacqua e il circolo polisportiva Forum Flamin. Tutte per “scongiurare la chiusura della sede“, come ha detto la segretaria del circolo 6 del Pd, Rita Zampolini.

Gli interventi

Oltre a quella di Vescia ne chiuderanno altre due. “Siamo nati per accompagnare lo sviluppo – ha detto Moreno Corradetti (associazione Valle del Menotre) – e invece siamo alle prese con troppe chiusure, dalla questione di via Campagnola a questa delle banche. Ci sentiamo gravemente danneggiati“. Gli ha fatto eco il presidente dell’associazione Valle del Menotre, Mauro Bocci: “Questo depauperamento del territorio abbassa anche il valore degli immobili. Questa era la zona industriale di Foligno, con 11 cartiere nel dopoguerra“.

I sindacati

Al fianco delle associazioni, i sindacati bancari. Luciano Marini (Uilca Uil): “Coinvolgiamo le Istituzioni, serve uno sforzo corale per centrare l’obiettivo”. Giampaolo Ragni (Fisac Cgil): “Il tema è che quando viene meno un interlocutore lecito, aumentano i rischi di riciclaggio e usura“. Ed Enrico Simonetti (Fabi Umbria): “Quello che vediamo a Vescia è un antipasto di quello che si prepara a livello nazionale. I piani industriali delle banche parlano di esuberi a migliaia”. Paventata anche la possibilità di rivolgersi anche ad altri istituti bancari che possano essere interessati a fungere da presidio sul territorio. Da Seriana Mariani: “Siamo di fronte a scelte aziendali, ma dimostriamo che non abbiamo l’anello al naso e che siamo cittadini attrezzati e coraggiosi“.

Martedì 12 ottobre intanto la direzione bancaria e i sindacati saranno ascoltati dalla Seconda commissione consiliare, coordinata dal consigliere comunale Domenico Lini.

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