di Carlo Ceraso
Giovannino Antonini sta meditando le dimissioni dalla carica di presidente della Banca Popolare di Spoleto. Quella che fino a poche ore fa sembrava una ipotesi per lui impossibile – da qui il braccio di ferro con Bankitalia – in questi minuti sta prendendo consistenza.
Poco fa Antonini, rispondendo a Tuttoggi.info, ha per la prima volta ammesso che è disposto a far un passo indietro “perché la Bps resti autonoma”.
“Stiamo valutando con il collegio dei legali la questione e la affronteremo nel rispetto della legge” dice al telefonino. Dunque si starebbe cercando una exit strategy per rendere il più possibile indolore l’uscita dal Cda.
Presidente, se gli avvocati dovessero darle conforto, resterà comunque alla guida dell'istituto? “Il punto non è questo, con me o senza di me non ha importanza, l’essenziale è che la Popolare mantenga il suo ruolo di Banca autonoma, di istituto umbro al servizio degli umbri e di quei territori nei quali abbiamo aperto le nostre filiali”. Antonini riconferma la solidità della Banca: “abbiamo la possibilità concreta di continuare l’azione di espansione nel Centro Italia perché i numeri ci danno ragione, questo è il futuro della Bps. 10 anni fa dissi che con un accordo con la Banca Etruria e con le Marche c'era la possibilità di 'coprire' l'Italia centrale. Una prospettiva ancora oggi concreta”.
Frasi analoghe sono state rilasciate sempre nel tardo pomeriggio odierno a Giornale dell'Umbria e Milano Finanza (in edicola domani).
Ma che sembrano smentite, neanche due ore dopo l'intervista telefonica, dallo stesso Antonini che, oltre a sferzare la stampa, definita 'fantasiosa', annuncia di esser pronto a farsi da parte se “questa soluzione venisse indicata nel Piano industriale”.
Dunque il colloquio di ieri con Bankitalia sembra non aver dato molti frutti. L’Istituto presieduto da Mario Draghi, come si ricorderà, con una relazione giunta a fine gennaio scorso aveva chiesto le dimissioni di Antonini e del vice Bellingacci. Il documento di Palazzo Koch resta blindatissimo ma sembra che al presidente e al suo vicario vengano contestati comportamenti “eticamente censurabili”. Nessun danno patrimoniale alla Bps da parte dei due, ma appunto comportamenti censurabili. Quali siano non è dato sapere.
Certo le dichiarazioni (e controdichiarazioni) di Antonini tingono ancor più di 'giallo' l'attesa verso il prossimo Cda che era stato fissato in un primo momento per venerdì 11 febbraio e ormai praticamente 'saltato'. Il presidente, infatti, ‘bloccato’ a Roma dai consulenti legali, non ha potuto firmare l’ordine del giorno della convocazione, facendo così slittare la seduta con ogni probabilità a lunedì prossimo.
Nessuna novità invece sulla interrogazione parlamentare presentata da 25 deputati del Pdl (primo firmatario l'On. Luciano Rossi) al ministro Tremonti. Sembra però che l'ufficio di presidenza di Gianfranco Fini sia sempre più orientato a non procedere alla pubblicazione, e quindi alla discussione, dell'atto parlamentare. “Mi preme chiarire che quel documento – dice in serata Rossi – non rappresenta in alcun modo una ingerenza nei confronti di Bankitalia, Istituto autorevole che gode della stima e fiducia di tutti”.
Una novità però arriva dalla politica, o meglio dalle istituzioni. Il sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti, ha infatti convocato per domani la conferenza dei capigruppo ai quali leggere un documento relativo al 'caso' Bps: nota che sarà subito dopo diramata alla stampa. E' di fatto il primo documento ufficiale di una istituzione locale. Mentre resta drammatico il silenzio del Consiglio comunale che finora non ha espresso alcuna posizione in merito a quella che è la più importante realtà privata del comprensorio.
Intanto a Spoleto e Perugia è partito il toto-presidente. Chi succederà ad Antonini in caso di dimissioni? Due le ipotesi che prendono piede di ora in ora. In pole position sembra restare Fausto Protasi, attuale reggente della Credito e Servizi (la Holding che controlla la Bps), che potrebbe a sua volta esser sostituito proprio da Antonini che già siede nel Cda (come pure Bellingacci). Ma all’orizzonte sembra profilarsi la possibilità di un coinvolgimento di Alberto Pacifici, già presidente della Cassa di Risparmio di Spoleto. Ipotesi, ovviamente tutte da verificare. In attesa che Antonini formalizzi la sua decisione. Quale sarà, a questo punto, resta un vero mistero.
(aggiornato alle 23.48)
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Ultimo articolo (h. 19.20 del 10 feb. 2011)
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