Attacco hacker alla Angelantoni, chiesto un "riscatto" per i dati

Attacco hacker alla Angelantoni, chiesto un “riscatto” per i dati

Massimo Sbardella

Attacco hacker alla Angelantoni, chiesto un “riscatto” per i dati

Mar, 01/03/2022 - 07:48

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I tecnici delle industrie di Massa Martana al lavoro per ripristinare pienamente i propri sistemi | Nei mesi scorsi colpiti anche aziende ed enti pubblici

Nelle aziende del Gruppo Angelantoni Industrie di Massa Martana si lavora per ripristinare la rete informatica violata la scorsa settimana da un attacco hacker al fine di chiedere soldi per decriptare i dati colpiti da un virus trojan. Un CryptoLocker, cioè un virus informatico che infetta i sistemi e ne cripta i dati, a quel punto non più accessibili.

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Attacchi hacker ad altre aziende ed enti pubblici

Un attacco simile a quello che nei mesi scorsi ha colpito altre aziende umbre, anche pubbliche. Ed anche enti pubblici, come il Comune di Perugia, mandando in tilt vari servizi telematici ripristinati solo dopo alcuni giorni.

Attenzione a mail e chiavette usb

Un virus che probabilmente – è quello che si sta accertando – può essere entrato nel sistema attraverso l’allegato di una email, che ha consentito al virus di penetrare il sistema, appunto come un cavallo di Troia. Ma veicolo di virus simili possono essere anche penne usb utilizzate per trasferire dati (non a caso nelle banche e in altre attività è fatto divieto agli impiegati di farne uso).

Tecnici della Angelantoni al lavoro

Dopo l’allarme dato a metà della scorsa settimana, l’azienda ha confermato l’attacco hacker, spiegando che si stava lavorando per limitare i danni e ripristinare al più presto la piena funzionalità del sistema. E i tecnici hanno lavorato per tutto il fine settimana ai sistemi operativi.

Le aziende del Gruppo Angelantoni progettano e producono apparecchiature che spazia dal biomedicale all’energetico, dall’automotive all’aerospaziale.

La guerra degli hacker e la Russia

Difficile accertare se l’attacco informatico, come rivendicato nella richiesta di un pagamento in cryptovaluta per decriptare i dati, sia stato effettivamente compiuto da hacker russi. Tra l’altro lo scoppio del conflitto in Ucraina ha riproposto anche la guerra informatica tra gli hacker russi e coloro che invece (anche sotto la sigla Anonymous) hanno colpito banche e aziende russe e perfino violato le reti del Cremlino.

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