Ast Terni, caos agli Stati Generali / Operai "Di Girolamo dimettiti!" - Tuttoggi

Ast Terni, caos agli Stati Generali / Operai “Di Girolamo dimettiti!”

Federica Pucino

Ast Terni, caos agli Stati Generali / Operai “Di Girolamo dimettiti!”

La voce degli operai / Di Girolamo in difficoltà
Lun, 13/10/2014 - 16:32

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Ast Terni, caos agli Stati Generali / Operai “Di Girolamo dimettiti!”

Questa mattina si è tenuta la seduta straordinaria riguardante l’AST Thyssen-Krupp, presso la Sala Convegni del Centro Multimediale di Terni. Fissata per le ore 10 e iniziata con circa mezz’ora di ritardo.

Presenti all’attesa conferenza le forze economiche e sociali ternane, i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Ha presieduto la seduta il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mascio, affiancato dal Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo.

Non appena presa la parola dal Sindaco Di Girolamo, sono intervenuti gli operai e i vertici sindacati AST, applauditi dai presenti in sala, presentando il seguente striscione sorretto ed esposto per quasi tutta la seduta:“Organizzazioni Sindacali dei Metalmeccanici, NON CI STIAMO!! No allo smantellamento delle Acciaierie di Terni”.

“Basta parlare”, “Vogliamo i fatti”, “Sindaco ti devi dimettere! Capito?”, “Cosa state dicendo? Fate venire a Terni i vostri amici”, “Chiediamo che vengano prese in esame le richieste a favore degli operai, mettendo da parte ogni tipo di interesse, che non sia altro che quello dei lavoratori e della città – dice Daniele, operaio – vogliamo dare un forte segnale di dissenso al Governo, e chiediamo di manifestare da parte del Sindaco di Terni la propria solidarietà presentando le proprie dimissioni, infine ci auguriamo che vengano portate avanti tutte le iniziative al fine di salvaguardare la nostra Acciaieria”.

Dinnanzi a queste parole troviamo un Di Girolamo in difficoltà, che tra le grida degli operai non ha potuto far altro che ritornare al proprio posto, in silenzio. Molta rabbia tra gli operai presenti. Molta paura. Paura di non avere più un posto di lavoro assicurato. Paura di non poter permettersi più di ‘dar da mangiare’ alla propria famiglia.

Dopo molte polemiche in sala, il Presidente Giuseppe Mascio chiede la sospensione della seduta fino alle ore 11:30, sospensione alla quale gli stessi operai si sono opposti, continuando ad esprimere il proprio disaccordo. Poco da fare, la seduta è stata ripresa intorno alle 11:50 e riaperta con l’intervento di Attilio Romanelli, Segretario Cgil Terni.

“Chiediamo un immediato incontro a Palazzo Chigi – dice Romanelli – siamo stufi di sentirci dire che siamo uno stabilimento strategico e non si fa nulla per difenderlo. Allora Palazzo Chigi si deve attivare per incontrare la Presidente Angela Merkel. Noi non possiamo consentire la chiusura dello stabilimento dell’AST”.

Successivamente, durante la mattinata, è stata presentata una lista dal Presidente Giuseppe Mascio, in cui sono stati elencati i nomi di tutti coloro che, durante la seduta straordinaria, sono intervenuti.

“Ancora una volta lanciamo un grido – interviene Faliero Chiappini, Segretario Cisl – noi siamo dentro una fase drammatica e delicata dell’AST. Abbiamo perso 15-20 anni senza aver avuto una difesa aziendale idonea, come si fa a parlare di difesa aziendale se nessuno si attiva? Il problema economico futuro della fabbrica è legato al problema dell’intera città. Questa è la vertenza delle vertenze! Dobbiamo battere forte i pugni per farci sentire dal Governo, dobbiamo costruire alleanze strategiche, da soli non possiamo vincere questa battaglia”.

“Chi è responsabile di questa situazione si dimetta – sottolinea Thomas De Luca, M5s – la posta in gioco è altissima, vogliono attuare una ‘Soluzione Finale’, ossia smantellare il settore dell’Acciaieria”.

“Dobbiamo giocare questa partita contro la Multinazionale – continua Claudio Cipolla, Segretario Fiom Cgil – ormai abbiamo consumato tutti gli incontri. Ho notato nella prima parte del dibattito litigiosità tra Istituzioni e Consiglieri, chiediamo che non venga scaricata la colpa sui lavoratori. Ieri si è proposto di portare la nostra solidarietà ai cittadini di Genova che stanno passando ore di terrore. Sicuramente per quanto riguarda la situazione AST non ci serve lo ‘Schettino’ della situazione, non abbiamo bisogno di qualcuno che abbandona la nave, chi vorrà farlo sarà libero di farlo alla fine dei giochi. Adesso noi sindacalisti e tutti gli operai ci recheremo, come stiamo facendo in questi giorni e in queste notti, davanti i cancelli di viale Brin, vi auguriamo buon proseguimento”. A questo punto gli operai e i vertici AST hanno abbandonato la Sala Convegni e sono tornati a manifestare per difendere i propri diritti e l’Acciaieria.

“Sabato 11 a Terni c’è stata la manifestazione contro la Diossina – dice Franco Coppoli, docente dell’Istituto per Geometri – una battaglia ambientale che si è conclusa davanti l’Acciaieria. Terni sta diventando la città dei rifiuti. Oggi il padrone fa il suo lavoro, guarda i propri interessi e non gliene importa dei cittadini e delle famiglie. Non ci può parlare di alleanza se non c’è complicità tra padrone e operai”.

“Riteniamo paradossale che l’Italia proprio nel semestre di questa presidenza sia stato ceduto il settore della siderurgia, – afferma Tiziana Ciprini, M5s – chi è al potere prenda atto di ciò e se ne assuma la responsabilità”.

“A nessuno può venir in mente di mettere in discussione le istituzioni in difesa dell’AST – sottolinea Andrea Cavicchioli (PD) – poiché questa è la base per ricostruire una fratellanza strategica. Non ci possiamo accontentare delle risposte che riceviamo. Per me si deve chiudere il consiglio di oggi chiedendo di recarci tutti a Palazzo Chigi presentando un piano direzionato a salvaguardare l’azienda”.

“E’ sicuramente un momento difficile, il compito delle istituzioni è sicuramente quello di unire i lavoratori e non certo di dividerli – conclude l’Onorevole Francesco Ferrara (Sel) – Siamo al capolinea di lunghe scelte sbagliate, abbiamo una totale assenza di supporto politico-industriale”.

Con questi interventi la seduta è stata interrotta nuovamente e rimandata per le ore 14:30.


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