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Area crisi complessa Terni, Di Girolamo “Pd favorevole. Finocchio e Brega parlano a titolo personale”

Redazione

Area crisi complessa Terni, Di Girolamo “Pd favorevole. Finocchio e Brega parlano a titolo personale”

Gio, 27/02/2014 - 21:30

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Area crisi complessa Terni, Di Girolamo “Pd favorevole. Finocchio e Brega parlano a titolo personale”

Luca Biribanti

Alla vigilia delle elezioni amministrative, sale la tensione politica a Terni. Se il centrodestra sembra diviso sulla scelta del candidato sindaco e sulle Liste Civiche che stanno rubando la scena ai soliti noti, il centrosinistra continua la polemica interna sull'opportunità di ricorrere all'area di crisi complessa. L'acceso dibattito iniziato dal 'no' di Giorgio Finocchio, presidente del consiglio comunale del Pd, in linea con le idee del presidente di Confindustria, Stefano Neri, ha spaccato il fronte dell'attuale maggioranza di Palazzo Spada: il segretario comunale Andrea Delli Guanti, la portavoce per il lavoro Pd Valeria Masiello, l'onorevole Gianluca Rossi, avevano ipotizzato l'opportunità di ricorrere all'area di crisi complessa per far fronte alle criticità del territorio. Ad agitare e intorbidire le acque si è aggiunta la dichiarazione del presidente del consiglio regionale, Eros Brega: “Non è una soluzione ai problemi di Terni, anzi potrebbe dare un'immagine non positiva della città. Sarebbe più opportuno invece – continua Brega – puntare sulle infrastrutture di collegamento Terni-Civitavecchia e sulla risoluzione dei problemi legati all'ambiente per cercare soluzioni compatibili con lo sviluppo”. In realtà sia il tema delle infrastrutture, che quello dell'ambiente possono, anzi, devono rientrare in un'ipotetica richiesta di area di crisi complessa.
Comprensibile la posizione del presidente di Confindustria Terni, Stefano Neri che vede nell'intervento di soggetti esterni “un fallimento della classe imprenditrice del territorio”. Neri sostiene poi che l'area di crisi complessa “somiglia a una specie di commissariamento, dove funzionari del Mise amministrano le risorse che lo stato concede in modo selettivo. Le pubbliche amministrazioni locali possono invece dare risposte più efficaci e aderenti alla realtà di Terni”.

L'area di crisi complessa – Cerchiamo di entra un po' nei dettagli tecnici della questione. Una crisi può essere definita complessa quando uno specifico territorio presenta una recessione economica e una crisi occupazionale che incidano a livello nazionale, causate da crisi di grandi o medie imprese o di un segmento produttivo specifico. Si può richiedere in 2 circostanze: 1. quando settori industriali necessitano un processo di riconversione in linea con indirizzi comunitari o nazionali; 2. quando è necessario riqualificare la produzione per trovare un equilibrio tra attività industriale e tutela di salute e ambiente. Qualora venga riconosciuta l'area di crisi complessa dal Mise, con assistenza tecnica di Invitalia e la collaborazione delle forze sociali del territorio, verrebbe adottato il Piano Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI) con risorse economiche regionali e nazionali. Il Mise emette apposito decreto e affida a Invitalia il compito di fare una proposta di PRRI, da presentare entro 3 mesi.
La proposta passa poi al gruppo coordinamento e controllo e Invitalia la integra con la proposta di investimento. L'accordo di programma chiude l'iter con il quale i fondi pubblici vengono concessi all'area interessata.

Più semplicemente – L'area di crisi complessa viene autorizzata del Mise dietro un progetto presentato dalle forze sociali di un territorio. Il dibattito politico sembra dunque abbastanza sterile, visto che solo a Roma possono essere discussi e approvati i criteri di un'eventuale concessione. Lo sforzo politico che si chiede invece al Pd in particolare, in quanto partito di maggioranza, ma anche alla città in generale, è quello progettuale. Al territorio servono idee e progetti sostenibili che possano essere finanziati pubblicamente nell'ottica di una futura nuova amministrazione che dovrà far fronte a questioni di fondamentale importanza, soprattutto in materia di occupazione e lavoro.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo, contattato teelfonicamente da TO: “Il pd ha votato un documento in sede di coordinamento comunale dove si prevede l'opportunità di ricorrere all'area di crisi complessa, una volta che siano verificate le condizioni necessarie per richiederla”.
Come si esprime riguardo al dibattito interno al Pd?
“Finocchio e Brega parlano a titolo personale. La linea del partito è chiara, ma è certo possibile dissentire”.
Il sindaco mette dunque il punto sulla linea ufficiale del partito democratico che è orientato positivamente rispetto all'area di crisi complessa.
Rimane ora da capire cosa spinga alcuni dirigenti del partito a schierarsi contro la possibilità di ottenere fondi pubblici per far fronte alle criticità del ternano. Eppure polo chimico ternano, Sgl Carbon, Sangemini, sono crisi che potrebbero essere tutelate a livello nazionale. L'idea di dare della città un'immagine depressa sembra una motivazione troppo debole a livello politico, e sarebbe poco opportuno mascherare il fallimento di una generazione di politici dietro il rifiuto di aiuti pubblici. Se Confindustria difende comprensibilmente le ragioni delle imprese, come si diceva, la politica dovrebbe difendere gli interessi della cosa pubblica, anche a costo di ammettere il fallimento di una parte dell'attuale classe dirigente.

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