L’arcivescovo di Spoleto Renato Boccardo ha presieduto ieri, festa di Cristo Re dell’Universo, una celebrazione eucaristica a vent’anni dalla morte di don Guerrino Rota, fondatore del Centro di Solidarietà per tossicodipendenti. All’inizio della messa, tenutasi in Cattedrale, cui hanno partecipato i ragazzi, le famiglie, gli amici, gli operatori, i volontari delle strutture del CeIS, mons. Eugenio Bartoli, presidente del Centro, ha ringraziato l’arcivescovo e salutato tutti i presenti. Numerose anche le autorità: c’era il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, il senatore Domenico Benedetti Valentini, il presidente del Consiglio Comunale Stefano Lisci, l’assessore all’istruzione Battistina Vargiu, il consigliere regionale Giancarlo Cintioli, vari consiglieri comunali e rappresentati della forze armate. Mons. Boccardo, nell’omelia, ha parlato di Gesù come uomo della libertà, sottolineando come nella vita sia importante dare e non vincere. E don Guerrino Rota, tornato alla Casa del Padre il 1° novembre 1989, ha fatto della propria vita un dono “per chi, ha sottolineato l’Arcivescovo, attendeva un sorriso, una mano tesa. Il nostro compianto sacerdote, tramite il Progetto Uomo, ha rimesso in piedi tante vite, ha dato a moltissimi ragazzi quella marcia in più per risalire le strade dell’esistenza. Il ricordo di don Rota, ha detto mons. Boccardo, deve creare in noi una tensione a fere di più, ad arricchire il tempo con la nostra presenza e fantasia. Lasciamoci ispirare da Gesù Re dell’Universo, ha concluso, per guardare alla nostra storia, per vivere in libertà e fraternità, nella consapevolezza che quando si dona non si perde nulla”. L’Arcivescovo ha portato ai presenti i saluti di mons. Ottorino Pietro Alberti, il Vescovo che chiese a don Guerrino di impegnarsi per fronteggiare la piaga della droga che si stava affacciando anche a Spoleto. Fu mons. Alberti, infatti, nell’omelia di S. Ponziano del 1974, ad invocare S. Ponziano per allontanare dalla città il “flagello della droga”. Quel richiamo suscitò a Spoleto un coro di proteste; l’intervento del Vescovo venne interpretato come una denuncia infondata, un esagerato allarmismo. Anche nel Consiglio Comunale ci fu qualche critica alle parole di mons. Alberti. “Passò appena una settimana, ricorda in uno scritto mons. Alberti, e la Polizia fermò altri giovani spoletini perché invischiati nella droga, certamente come consumatori, ma non solo. Il problema della droga, ad appena quattro mesi dal mio ingresso a Spoleto, fu per me causa di non lieve turbamento, anche perché mi sentivo impreparato ad affrontarlo. Che fare? Mi furono di grande aiuto alcuni incontri con don Mario Picchi, apprezzato fondatore del Centro Italiano di Solidarietà, la cui finalità era quella di dare concreta testimonianza di solidarietà in favore di quanti erano entrati nel tunnel della droga. Pensai da subito a don Guerrino per dare avvio a una missione che avrebbe richiesto una totale dedizione del proprio tempo e delle proprie energie. Demmo inizio a questa avventura, confidando nella Divina Provvidenza, con in mano solo 250 mila lire e molte critiche, anche dai cosiddetti buoni cristiani”. Oggi il Centro di Solidarietà, a distanza di 34 anni e con il ricordo sempre vivo di don Guerrino Rota, continua a dare riposte concrete a coloro che decidono di dire basta alla droga.
ARCIVESCOVO BOCCARDO RICORDA DON ROTA NEL VENTENNALE DELLA MORTE. IL MESSAGGIO DI MONS. ALBERTI “AVEVAMO SOLO 250MILA LIRE”
Lun, 23/11/2009 - 14:53