Al Turreno per Piazzoli / "Vorremmo che tu fossi qui" - Tuttoggi

Al Turreno per Piazzoli / “Vorremmo che tu fossi qui”

Alessia Chiriatti

Al Turreno per Piazzoli / “Vorremmo che tu fossi qui”

Robert Wyatt presiderà la fondazione / In teatro anche Capossela / La città ricorda il patron di Musica Box
Mar, 30/09/2014 - 16:01

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La città di Perugia si è stretta, un’altra volta, nel ricordo di una persona che ne ha segnato la storia: Sergio Piazzoli, morto improvvisamente in una mattina dello scorso giugno. Era pieno ieri sera il Teatro Turreno (29 settembre, ndr), e non per uno sterile commiato. 400 persone per due occasioni eccezionali, dunque, nella stessa serata: la riapertura di un luogo tanto caro a chi vive Perugia da sempre, ora chiuso e in attesa di destinazione, e la prima assemblea della Fondazione Sergio Piazzoli. L’idea è quella di “raccogliere l’eredità umana e culturale lasciata da Sergio e dal suo impegno”, scrive nel suo blog Tommaso Bori, consigliere comunale. “Una sfida”, insomma. Forse doppia, dato il luogo scelto per cerebrarla. Nella sala la compagna di sempre, Patrizia, Vinicio Capossela, personaggi del mondo istituzionale e politico perugino, e altri amici del patron di Musical Box.

Le parole di Capossela – Una fondazione per tenere vivo quello che Piazzoli aveva creato. E’ questa l’idea della serata e dei suoi amici più cari. “Vi saluto cercando di evocare quel senso di grazia provato tante volte con Sergio nell’ascoltare la musica che abbiamo amato”: queste le parole con le quali il cantautore Vinicio Capossela ha chiuso la serata. Anche Capossela, infatti, da sempre amico di ‘Sergino’ e che lo ha voluto quindi omaggiare attraverso propri ricordi personali (“ci siamo conosciuti nel ’91 e subito abbiamo condiviso l’amore per la musica con una amicizia diventata fraterna”) dedicandogli pure due canzoni, è intervenuto durante l’iniziativa di presentazione alla città del progetto lanciato da Virgilio Ambroglini e da molti altri amici di Piazzoli per “realizzare – è stato detto – uno strumento efficace per prolungare idealmente il messaggio culturale che il lavoro di Sergio ha lasciato”. Sul palco Vinicio Capossela ricorda simpaticamente l’amicizia con Sergio e con Patrizia. Quando lui lo andava a prendere con la compagna perché gli si fermava l’auto. “Ho imparato cosi avere fiducia in lui, più dell’Aci”, ha detto con una battuta. Oppure del loro viaggio a Londra per andare a sentire Jeff Buckley, “una delle esperienze più alte vissute nella mia vita musicalmente parlando”, dopo aver dormito nello stesso letto “con lui che mi tirava le coperte”. “Porto con i miei ricordi la bellissima gioia di vivere di Sergio”, ha concluso il cantautore, il quale è stato poi invitato da Ambroglini anche a riprendere per il 2015 il progetto che stavano pensando con Sergio, poche settimane prima della sua scomparsa, e che volevano realizzare durante Music for Sunset di quest’anno all’Isola Maggiore.

Ambroglini ha ripercorso l’iter della nascita della Fondazione e ha ribadito la volontà di andare avanti “insieme all’erede morale di Sergio”, la compagna da 30 anni Patrizia Marcagnani. “Sono stato 14 anni in silenzio, ma la morte di Sergio mi ha devastato e ho sentito la necessità di fare qualcosa perché la sua eredità culturale è di tutta la comunità”, ha detto un commosso Ambroglini, il quale ha poi aggiunto: “Per quanto mi riguarda devo solo essere autorizzato dalla mia coscienza”. Il riferimento è alle questioni che nei giorni scorsi hanno animato il dibattito con le eredi di Piazzoli. Ed il saluto finale di Capossela, con il suo brano “Non c’è disaccordo nel cielo”, è arrivato quasi ad augurare una ricomposizione dei rapporti. Molte altre sono state le sorprese della serata, dal titolo ‘Wish You Were Here – Vorremmo che tu fossi qui’, alla presenza di circa 400 persone, dai semplici cittadini ad alcune personalità della società civile, del mondo culturale ed istituzionale. Erano presenti, fra gli altri, l’assessore regionale Bracco, il sindaco di Assisi Ricci, il sindaco di Corciano Betti, l’ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’ex sindaco di Perugia Locchi, l’ex assessore alla cultura di Perugia Andrea Cernicchi, il consigliere regionale di Rifondazione Vinti, il direttore del Mancinelli di Orvieto Paolini, i coniugi Angeletti fondatori del teatrino degli Instabili di Assisi e per Umbria Jazz anche Carlo Pagnotta. Ambroglini ha anche sottolineato che uno degli obiettivi della Fondazione sarà pure quello di realizzare “produzioni uniche e irripetibili nelle location più suggestive dell’Umbria”, di aprire collaborazioni con tutti i soggetti che producono eventi (Umbria Jazz, Umbria Rock, Festival del Giornalismo), di riportare in luce Rockin’Umbria, di fare formazione per i giovani e che la Fondazione potrebbe anche acquistare la casa di Piazzoli all’Isola Maggiore con il teatro naturale annesso, “come sede della fondazione e archivio storico”. Per la questione risorse le strade da percorrere, è stato infine spiegato, sono quelle dell’appoggio delle istituzioni, dei fondi europei, di grandi sponsor nazionali e internazionali e di raccolta fondi attraverso il crowdfounding. L’incontro è stato concluso da Ambroglini con le parole finali di “Sea Song” di Wyatt: “Tu sei la mia follia, noi siamo la tua follia, ora non siamo soli”. Un sentito saluto all’amico di tutti e che per tutti e per la musica ha fatto tanto.

La lettera di Wyatt – Ma la notizia più importante è quella arrivata dopo la lettura (da parte dell’attore Mauro F. Cardinali, altro amico di Sergio) di una lettera inviata per l’incontro del Turreno direttamente da Robert Wyatt, quando è stato quindi annunciato che il grande musicista inglese, altra grande amicizia e vera e propria passione di Piazzoli, ha accettato di fare il presidente della Fondazione, grazie all’intervento di Patrizia. In un passo significativo dello scritto Wyatt afferma che “Sergio ha trovato dei modi per aiutare le persone a liberare il proprio potenziale creativo”. E quindi per l’artista “va celebrata la vita di Sergio mantenendo viva questa idea”. “Siate tristi per aver perso un amico – scrive Wyatt –, ma siate felici di farvene altri dando contributi e ispirazioni di cui ancora non sapete. Questa Fondazione potrebbe rappresentare un accogliente luogo d’incontro perché le persone trovino la propria voce e si ascoltino a vicenda. E forse fare in modo che succedano grandi cose. Come ha fatto Sergio”.

Il ricordo – Sono state poi lette anche altre testimonianze di altri artisti come Vittorio Nocenzi e Cristina Donà. Per la serata è stato scelto un luogo simbolico come il Turreno, chiuso da anni e riaperto eccezionalmente per l’occasione, proprio perché, ha affermato Ambroglini, “il Turreno rimane il luogo che sintetizza i valori che hanno motivato il lavoro di Sergio visto che qui ha organizzato concerti rimasti nella storia”. E come primo atto la Fondazione contribuirà, è stato inoltre annunciato, a fare del Turreno la ‘Casa della Musica’, per realizzare un centro musicale europeo anche per produzioni. “Vogliamo ripartire dalla ‘casa di Sergio’ e la Fondazione si adopererà per questo perché pensiamo al Turreno come ad un bene culturale da salvaguardare”, ha spiegato ancora Ambroglini. Un’operazione da 8-9 milioni di euro, è stato detto, con “il sogno” di poter aprire fra 4 anni il teatro con Tom Waits ospite eccezionale del concerto d’inaugurazione. Capossela sul palco pieno di polvere del Turreno almeno per una sera ha fatto ricordare quello che è stato questo luogo e ha contribuito a far immaginare quello che può essere ancora e di più. Appena entrato al Turreno Capossela, guardatosi attorno e vedendo il palco dismesso, aveva sentenziato scherzando alla sua maniera, ma dimostrando ancora una volta il grande affetto che lo legava al promoter umbro: “Si vede che manca l’organizzatore”.

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