“La prevenzione sismica a Foligno dopo gli eventi sismici del ’97. 26 settembre 2010 – 13 anni dal sisma”: è il nome del convegno, patrocinato dal Comune di Foligno, Protezione Civile Nazionale, Regione Umbria, Provincia di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Anci Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e Centro Studi Città di Foligno, tenutosi ieri mattina all’Auditorium San Domenico di Foligno, alla presenza di numerose classi delle scuole medie superiori della città. La “presentazione ricerca sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, degli uffici comunali, degli edifici strategici, delle reti nonché dell’edilizia di culto e privata con forte accesso di pubblico, presenti nel territorio comunale” dell’architetto Alfiero Moretti, Direttore Generale del Comune di Foligno, ha riguardato infatti da vicino anche loro.
La Regione Umbria ha infatti istituito con DGR n° 1618 del 20 novembre 2002, un “osservatorio sulla qualità delle strutture scolastiche”, con la volontà di effettuare un’indagine sulla vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio scolastico regionale. L’indagine è stata effettuata sulla base della compilazione della “scheda di censimento per la prevenzione sismica degli edifici scolastici” e il quadro che ne è conseguito evidenzia che: nel Comune di Foligno esistono 45 edifici scolastici, di competenza comunale, compresi ampliamenti e palestre, dei quali, 4 ad alta vulnerabilità, 13 a vulnerabilità media e 28 a bassa vulnerabilità. A seguito dei finanziamenti concessi dal Dipartimento della Protezione Civile per i 4 edifici ad alta vulnerabilità, sono stati effettuati interventi di ristrutturazione e di adeguamento sismico (Materna-Elementare Monte Cervino € 1.400.000,00; Materna Paciana € 100.000,00; Materna Maceratola € 75.000,00; Materna Budino € 120.000,00). I 13 edifici a vulnerabilità media sono stati invece soggetti a verifiche tecniche e strutturali più puntuali sulla base della compilazione della “scheda di sintesi della verifica sismica di edifici strategici ai fini della protezione civile o rilevanti a seguito di evento sismico”. Ad oggi, nel territorio del Comune di Foligno, a seguito dei lavori svolti sulle 4 scuole che presentavano un’alta vulnerabilità, finanziati con il “primo programma stralcio di messa in sicurezza degli edifici scolastici”, non risultano strutture scolastiche con alta vulnerabilità, sicché gli edifici si ripartiscono in 28 + 4 = 32 edifici a bassa vulnerabilità e 13 edifici a media vulnerabilità, comunque monitorati ed attentamente esaminati. 12 sono invece gli edifici nel Comune di Foligno di competenza della Provincia di Perugia. Il “Blocco laboratori” dell’I.T.I. “L. da Vinci” è stato realizzato con struttura in cemento armato dopo il 2002, e quindi con criteri antisismici. La sede principale, invece, è risultata avere vulnerabilità alta e su tale edificio sono in corso di ultimazione i lavori di miglioramento sismico, finanziati dal CIPE, per un importo complessivo di € 1.750.000,00. 4 edifici (sede distaccata del Liceo Scientifico, palestra, edificio laboratori informatica ed edificio laboratori misure dell’I.T.I.) sono risultati con vulnerabilità media. Presso la sede dell’Istituto Magistrale “Beata Angela” sono stati eseguiti interventi di miglioramento sismico a seguito del sisma del ’97 e successivi. Ulteriori approfondimenti nella valutazione della vulnerabilità sono invece in corso relativamente all’edificio sede dell’I.P.S.I.A. e Liceo Classico, di particolare complessità. I restanti edifici sono stati valutati con vulnerabilità bassa. Per eseguire le verifiche di livello “2” sui quattro edifici già valutati con vulnerabilità media è stato stimato necessario un importo di circa € 46.000,00, richiesti alla Regione dell’Umbria con nota in data 10/12/2009. Per l’esecuzione degli interventi di adeguamento sismico su tali edifici la Provincia ha valutato che occorre un importo di circa € 2.040.000,00.
Il grado di vulnerabilità sismica degli edifici “strategici” di Foligno, comunque, è contenuto: su 171 edifici risulta che 111 hanno una vulnerabilità bassa (il 65 per cento), 54 media (31,5 per cento), mentre solo per 6 è alta (3,5 per cento). Per quanto riguarda l’edilizia privata, invece, circa il 50 per cento del patrimonio costruito presenta una vulnerabilità ridotta: “è un dato rilevante – ha affermato Moretti – che però è suscettibile di un forte miglioramento”. Inoltre le frazioni collinari e montane, con il centro storico di Foligno, presentano le reti di urbanizzazioni rinnovate con criteri tali da ridurre notevolmente il livello di danneggiamento nel caso di altri eventi sismici.
I lavori del convegno sono stati coordinati dal Presidente del Consiglio Comunale Sergio Gentili, ma prima dei numerosi interventi ci sono stati i saluti del Sindaco del Comune di Foligno, Nando Mismetti, dell’Assessore con deleghe al piano territoriale di coordinamento provinciale, all’urbanistica e politiche dei centri storici e alla valutazione ambientale strategica della Provincia di Perugia, Carlo Antonini, del Presidente dell’Associazione Centro Studi Città di Foligno, Paolo Trenta, del Presidente della Fondazione CaRiFo, Alberto Cianetti e del Vice Presidente ANCI Umbria, Nilo Arcudi.
Nel suo intervento il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, ha sottolineato come gli interventi compiuti in questi anni hanno seguito determinati criteri: qualità alta dei lavori alla luce dell’ambiente; rispetto delle peculiarità socioeconomiche e quindi grande umanizzazione delle azioni; riqualificazione del territorio compromesso a partire dalle infrastrutture; cittadini considerati come protagonisti e attori della ricostruzione; massima sicurezza nei posti di lavoro; grande trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche; il fatto che la calamità si sia trasformata in opportunità per il territorio. Mismetti ha ricordato inoltre che “il piano comunale di protezione civile è uno dei primi elaborati in Italia e continuamente aggiornato” rilevando “il grande patrimonio delle associazioni di volontariato” e il ruolo della “formazione alla quale abbiamo dato grande importanza attraverso il centro studi ‘Città di Foligno’ e con l’università degli studi. Abbiamo lavorato molto sulla formazione, e deve essere continua”. “Abbiamo cercato di essere vicini e supportare per quanto possibile le iniziative” gli fa eco il Dott. Cianetti “perché la prevenzione è fondamentale. La Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, assieme ad altre 50 Fondazioni, nel post-terremoto ha provveduto a lasciare il proprio segno in tempi brevi. Per questo siamo molto vicini anche al Centro Studi Città di Foligno, per cui abbiamo finanziato corsi specifici. Possiamo quindi considerarci enti sostenitori”. “È vero, la Fondazione ha finanziato borse di ricerca per progetti importanti” ha replicato il Presidente dell’Associazione Paolo Trenta. “Senza ricerca e formazione – continua – non si può costruire”.
“Foligno ha la giusta sensibilità per ricordare l’importanza del ruolo della prevenzione, su cui non è inutile soffermarsi” ha invece affermato l’Assessore Antonini. “Tanti comuni non riescono a mettere in piedi questo strumento di prevenzione e deve esserci la necessità di controllare i progetti di edilizia. Gli strumenti saranno straordinari se saranno costantemente aggiornati. Sul rischio idrogeologico, invece, forse non abbiamo fatto grossi passi in avanti”.
“Il tema della prevenzione è sempre più centrale in regione” ha dichiarato il Vice Presidente ANCI Umbria Nilo Arcudi. “L’Umbria ha fatto squadra ed è stato costruito il sistema e la cultura della Protezione Civile. A tal proposito Bertolaso ha espresso grande soddisfazione e apprezzamento. La Protezione Civile è una risorsa acquisita dell’Umbria e dobbiamo continuare a costruire un percorso di qualità”.
Dopo quello dell’architetto Moretti, gli interventi sono proseguiti con la Dott.ssa Piera Ottaviani della Polizia Municipale di Foligno (“Il rischio sismico ed il Piano Comunale di Protezione Civile”), l’Architetto Luciano Piermarini, Dirigente dell’Area Governo del Territorio del Comune di Foligno (“La ricostruzione post sisma ’97 a tredici anni dall’evento”), la Dott.ssa Gigliola Rosignoli, Direttore Generale ASL 3 (“Strutture sanitarie e prevenzione sismica”), l’Ing. Luciano Tortoioli, Direttore Regionale dell’Umbria (“Le politiche regionali per la prevenzione sismica”), l’Ing. Utilio Nasini, Dirigente della Provincia di Perugia (“I controlli strutturali nell’ambito della prevenzione sismica”), il Prof. Fausto Elisei, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia (“La formazione come strumento per promuovere la prevenzione dalle catastrofi naturali”), l’Avv. Fabio Militoni, Presidente della Consulta Comunale delle Associazioni di Volontariato della Protezione Civile (“Il ruolo del volontariato per promuovere la prevenzione dalle catastrofi naturali”), il Rag. Luigi Montenovo, Presidente della Consulta Comunale delle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile (“Le azioni svolte dai volontari a Foligno per la prevenzione sismica”) e l’Ing. Mauro Dolce del Dipartimento della Protezione Civile (“La prevenzione sismica in Italia”).
Al convegno è intervenuta, tra gli altri, anche la Presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini. “L’Umbria deve essere orgogliosa di come è stata gestita l’esperienza del terremoto – ha detto la Marini – e del modo in cui da una vicenda così drammatica siano nate opportunità di ricerca, di innovazione e di sviluppo che hanno portato la nostra regione ad essere un esempio in termini di qualità del processo di recupero, di sicurezza sismica e di diffusione della cultura di protezione civile, di cui il centro regionale a Foligno è la massima espressione”. La Marini ha ricordato che per l’Umbria “sono tre i potenziali rischi: sismico, idrogeologico e quello legato agli incendi”.
(Eli.Pan.)