Simon Phillips & Protocol 6 chiudono la XXII stagione di Visioninmusica - Tuttoggi.info

Simon Phillips & Protocol 6 chiudono la XXII stagione di Visioninmusica

Redazione

Simon Phillips & Protocol 6 chiudono la XXII stagione di Visioninmusica

Simon Phillips, leggenda della batteria e figura di riferimento assoluta della scena internazionale, chiuderà domani sera la stagione XXII di Visioninmusica
Mer, 13/05/2026 - 08:56

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Simon Phillips, leggenda della batteria e figura di riferimento assoluta della scena internazionale, chiuderà domani sera la stagione XXII di Visioninmusica con il concerto – già sold out – di Simon Phillips & Protocol 6, in programma all’Auditorium Gazzoli di Terni. 

Con oltre cinque decenni di carriera, Simon Phillips ha costruito un percorso straordinario che attraversa jazz, rock e fusion, collaborando con artisti iconici come Jeff Beck, The Who, Frank Zappa, Peter Gabriel, Stanley Clarke, Al Di Meola, Joe Satriani, Brian Eno, Hiromi e molti altri. Un capitolo fondamentale della sua carriera è rappresentato dai vent’anni nei Toto (1992–2014), dove ha raccolto l’eredità di Jeff Porcaro, contribuendo a definire il suono della band in studio e dal vivo.

 È però con il progetto Protocol che Phillips ha espresso in modo più compiuto la propria visione artistica. Nato nel 1989 come progetto solista – con l’artista impegnato a suonare tutti gli strumenti – si è evoluto nel tempo fino a diventare una delle realtà più autorevoli del jazz-rock contemporaneo. Oggi, con Protocol 6, Phillips porta avanti una ricerca musicale che affonda le radici nei grandi capolavori della fusion anni ’70, da Romantic Warrior dei Return to Forever a Heavy Weather dei Weather Report, fino a Spectrum di Billy Cobham, traducendone l’eredità in un linguaggio attuale, dinamico e ricco di idee. Al centro di questo nuovo capitolo c’è una band di straordinario livello: Alex Sill alla chitarra, Otmaro Ruiz alle tastiere, Ernest Tibbs al basso – collaboratore storico del progetto – e Phillip Whack ai sassofoni. Un ensemble affiatato che, guidato dalla potenza e precisione della batteria di Phillips, sviluppa un interplay continuo, dando vita a strutture complesse e a una narrazione musicale intensa e coinvolgente.

 Le nuove composizioni evidenziano un’evoluzione significativa nella scrittura: brani costruiti su una forte centralità melodica, con strutture che richiamano la forma-canzone pur mantenendo una spiccata complessità ritmica e armonica. È lo stesso Phillips a definire questo approccio “progressive jazz”, una sintesi personale tra l’energia del rock e la libertà espressiva del jazz. Il risultato è un progetto maturo e visionario, in cui la dimensione tecnica si fonde con quella emotiva, offrendo al pubblico un’esperienza musicale totalizzante. Il concerto di Terni rappresenta così non solo l’atto conclusivo della stagione, ma anche un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica contemporanea, capace di coinvolgere pubblici diversi grazie a un linguaggio potente, sofisticato e profondamente attuale.

Maggiori informazioni: https://visioninmusica.com/simon-phillips-protocol-v-visioninmusica-2026-concerto-terni/

Simon Phillips

In oltre cinque decenni di carriera, il leggendario batterista Simon Phillips ha dimostrato una straordinaria capacità di eccellere in qualsiasi contesto musicale. Precisione, intensità ed emozione sono i tratti distintivi del suo suono in ogni situazione.Già durante l’adolescenza, Simon si costruisce una solida reputazione come musicista capace di valorizzare ogni progetto, portandolo a partecipare a numerose sessioni di registrazione nella scena londinese. Intorno ai vent’anni aveva già collaborato con figure iconiche come Jeff Beck, Jack Bruce, Pete Townshend, Al Di Meola, Jon Anderson, Jan Hammer, Stanley Clarke, Jon Lord, Mike Oldfield, Brian Eno e molti altri. Diversi di questi artisti sono stati pionieri del jazz-rock (fusion) tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta.

A queste esperienze seguono presto importanti registrazioni e tournée con artisti del calibro di Mick Jagger, Asia, The Who, Gary Moore, Joe Satriani e molti altri. La prematura scomparsa del batterista Jeff Porcaro segna però una svolta decisiva nella sua carriera, portandolo a entrare nei Toto, con cui rimane per 21 anni (1992–2014), partecipando a dieci album e a numerosi tour mondiali. Durante questo periodo Phillips collabora anche a diversi progetti guidati da Steve Lukather, Michael Schenker, Derek Sherinian e altri.In ambito più strettamente jazzistico, Simon ha fatto parte del trio guidato dalla virtuosa pianista Hiromi, insieme al compianto bassista elettrico Anthony Jackson (collaboratore di Chick Corea). Questa importante collaborazione è durata sette anni, dal 2011 al 2016, dando vita a cinque album e a un’intensa attività concertistica internazionale.Sebbene il primo album della serie Protocol risalga al 1989, è con Protocol II nel 2013 che le composizioni di Simon trovano una forma più definita. Questo progetto riunisce il chitarrista rock Andy Timmons, il tastierista jazz-funk Steve Weingart (Dave Weckl) e il bassista elettrico Ernest Tibbs (Allan Holdsworth). Protocol II consolida questa formazione come una delle più rilevanti nella storia del jazz-rock contemporaneo. Il percorso prosegue nel 2015 con Protocol III, che vede confermato lo stesso quartetto.

Nel 2017, Simon perfeziona ulteriormente il suo concept di gruppo con Protocol 4. Accanto a Ernest Tibbs al basso, il disco vede la partecipazione del chitarrista Greg Howe (Michael Jackson) e del tastierista Dennis Hamm (Thundercat). Protocol 4 ottiene una nomination ai Grammy Awards nella categoria Contemporary Instrumental Album. Con la consueta ironia, Phillips commenta: “Ho perso contro Steve Gadd, e non ci si può certo lamentare di questo!”Nel 2019 prende forma quella che diventerà la nuova evoluzione del progetto, Protocol V. La formazione si amplia a quintetto con Ernest Tibbs, il tastierista Otmaro Ruiz (John McLaughlin) e due giovani talenti: Jacob Scesney ai sassofoni e il chitarrista Alex Sill. L’album Protocol V, pubblicato nel 2022, riceve un’accoglienza entusiastica dalla critica e la band prosegue da allora un’intensa attività live.

Con Protocol 6, Simon continua il suo percorso di evoluzione come compositore. Come afferma lui stesso: “Il materiale è in realtà molto diverso da Protocol V. Con la band ormai al sesto anno, ho potuto scrivere specificamente per ogni musicista. Le mie composizioni sono basate sulla melodia e la struttura è più vicina a quella di brani pensati per la voce. È il mio lato rock ’n’ roll a determinare la forma di ogni pezzo, anche se lo stile resta decisamente jazz-rock. Mi piace definirlo ‘progressive jazz’. Alex Sill ha inoltre co-scritto tre composizioni”.

La formazione resta sostanzialmente invariata, con l’ingresso di Phillip Whack ai sassofoni (tenore, alto e soprano).Ascoltatori attenti possono riconoscere nel suono di Simon l’influenza di grandi batteristi, tra cui spicca Tony Williams negli anni ’70. Come racconta Phillips:“Conobbi Tony grazie a Jack Bruce nel 1977. Il suo album Believe It del 1975 è ancora uno dei miei preferiti. Non solo per la musica e l’esecuzione – con Allan Holdsworth alla chitarra – ma anche per il suono. Bruce Botnick era l’ingegnere del suono, e devo ammettere che ho preso quel lavoro come riferimento quando ho mixato Protocol II.”

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