Essere proclamati dottori, magari pure con un netto 110 e lode (anzi, in realtà erano due), indossare sul capo una bella corona d’alloro e infine festeggiare con amici e parenti il tanto e a lungo sudato diploma di laurea. Per poi scoprire, il giorno dopo, che, in realtà, non era ancora possibile avvalersi ufficialmente del titolo di dottore… per una firma dimenticata.
È successo la scorsa settimana a Terni, presso il distaccamento della facoltà di “Scienze della Formazione” di Perugia, sede dei corsi di laurea triennali in “Discipline delle arti teatrali e dei linguaggi creativi” (attivo il secondo e il terzo anno) “scienze e tecnologie della produzione artistica” (attivo solo il terzo anno) ed “esperto nella progettazione dell’insegnamento a distanza” (ad esaurimento).
Quattro i ragazzi (in foto, durante la proclamazione), due dei quali di Foligno, che la mattina seguente alla discussione della laurea, piuttosto che dal suono della sveglia si sono fatti destare dalla suoneria del telefono cellulare e da un numero della segreteria che rivoleva già i propri studenti indietro, per una firma che i dieci docenti della commissione si erano dimenticati di chiedere: “domani mattina vieni a firmare il verbale” ha chiesto la segretaria ad ogni studente, facendosi però uscire anche un “eppure avevamo nominato un presidente e un vicepresidente…”.
Le firme hanno dunque restituito a pieno titolo ai quattro studenti il titolo di “dottore in scienze e tecnologie della produzione artistica”. Per loro era la prima volta ad una sessione di laurea, ma per i docenti…