Luca Biribanti
Muore una delle anime umane della città; il “Progetto Mandela” ha infatti fissato il suo ultimo spettacolo, dopo 25 anni di attività, il 29 e il 30 aprile al Secci di Terni , dove andrà in scena l'ultimo atto della generazione “Mandela”: quella del doposcuola a fare le prove per lo spettacolo, quella che insieme si credeva di poter migliorare una piccola parte del mondo, o una piccola parte di noi. Quella che non si vedeva l'ora di uscire di casa per stare insieme, sul palco o dietro le quinte non importa, quella che credeva a un ideale, quella scapigliata, senza trucco, solo quello di scena. Quella che ha lasciato sul palco l'ebbrezza di notti insonni, ma che la mattina ci si svegliava contenti. Quella che dopo 25 anni si trova ancora sul quel percorso, quella che “merda” era un grido di battaglia, quella che però non voleva la guerra. Quella che si è innamorata, si è lasciata, ha fatto amicizia, ha sofferto e gioito, ma nella vita ha sempre cercato di non recitare.
Generazioni e generazioni sono state formate dal prof. Marcello Ricci, anima del Progetto sull'importanza dei diritti umani, educati alla conoscenza, al rispetto, rivolgendosi alla città, ai giovani, ma soprattutto agli studenti. Attraverso, musica, arte, spettacolo, e altre forme di espressione, il Progetto ha sempre cercato di dare voce alla coscienza culturale di ciascuno, sia dilettanti che professionisti, con una finestra sempre aperta sul mondo e la sua pluralità. L’Associazione Culturale “Progetto” nasce a Terni nel 1987 dalla collaborazione di operatori teatrali e culturali, insegnanti e operatori del mondo della scuola, studenti ed artisti, che hanno voluto dar vita ad un esperienza originale e significativa – così nella homepage del sito si autodefinisce il “Mandela” – e questo è stato per tutti i 25 anni della sua attività.
Purtroppo i tagli del Comune hanno messo fine a una realtà che in 25 anni ha messo in piedi 37 spettacoli teatrali, 5 radiodrammi, 330 trasmissioni radio, 21 trasmissioni televisive, 14 mostre, 29 conferenze, formato circa 3000 ragazzi nei laboratori. Queste cifre ci raccontano una città che ha visto una generazione di giovani formarsi come donne e uomini e come cittadini con Progetto Mandela.
Sempre con lo spirito libero e 'rock' di chi si è sempre tolto dalla politica e proclamato autonomo, come tutti i 'ribelli' anche il Progetto ha scontato la legge del contrappasso: tanto più libero è stato, tanto meno sovvenzioni ha avuto; prima la convenzione dimezzata del Comune, poi, la stessa, è stata tolta. Dalla Regione sembra invece che non sia mai venuto un soldo, così uno dei tanti patrimoni umani va in rovina, in un tessuto sociale sempre più scollato; forse si poteva fare qualche sforzo in più per salvare una realtà che ha dato così tanto alla città: un semplice grazie e arrivederci non è certo nello stile del “Mandela” che per l'ultima volta, ma ancora e sempre, sarà in “direzione ostinata e contraria”.
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