Confartigianato in Umbria lancia l’allarme: il conflitto in Medio Oriente sta proiettando un’ombra pesante sulle prospettive economiche dell’Umbria, con un impatto devastante dei costi energetici e del gasolio (ormai sopra i 2 euro) che rischia di bloccare gli investimenti delle micro e piccole imprese (MPI) e metterle fuori mercato.
“Siamo di fronte a una tempesta perfetta” dichiara Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Umbria. Che spiega: “Le tensioni in Medio Oriente non sono un problema lontano, ma si riflettono immediatamente sulle nostre bollette e sui costi dei carburanti. L’incertezza frena immediatamente la propensione agli investimenti. Non è accettabile che in questo scenario lo Stato realizzi automaticamente un extra-gettito IVA sui rincari: chiediamo che queste risorse siano restituite alle imprese attraverso un taglio delle accise. Per le nostre imprese artigiane, il costo dell’energia è la prima barriera alla competitività”.
“Il settore della logistica e dell’autotrasporto – afferma Stefano Boco, presidente regionale e Vicepresidente nazionale di Confartigianato Trasporti – è quello che paga il prezzo più alto in questa fase di crisi globale. Abbiamo denunciato al Ministero dei Trasporti una situazione insostenibile: con il gasolio sopra i 2 euro le imprese non hanno più liquidità e rischiano il fermo dei mezzi nei piazzali. Per scongiurare la paralisi dell’economia, servono risposte immediate: dall’utilizzo istantaneo del rimborso accise senza attendere i 60 giorni, alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, fino a un credito d’imposta straordinario per compensare i rincari, come già fatto in passato. Occorre affrontare in modo coordinato il tema della competitività delle imprese”.
“Non servono palliativi ma interventi strutturali – rincara Franceschini -. In Umbria, questo significa anche dare una missione chiara alla ZES Unica che deve diventare il perno del rilancio logistico e produttivo. Chiediamo semplificazioni e crediti d’imposta e altri strumenti regionali dedicati al rinnovo dei mezzi e delle tecnologie. L’Umbria rischia altrimenti di restare schiacciata dalla concorrenza dei vettori esteri che non subiscono la nostra stessa pressione fiscale”.
Confartigianato Umbria ritiene che l’emergenza internazionale richieda una risposta locale forte, che utilizzi ogni euro della programmazione e della ZES per mettere in sicurezza il valore artigiano del territorio.