Amministrative, i 5 candidati sindaco ancora a confronto | Ultimo round prima del voto - Tuttoggi

Amministrative, i 5 candidati sindaco ancora a confronto | Ultimo round prima del voto

Davide Baccarini

Amministrative, i 5 candidati sindaco ancora a confronto | Ultimo round prima del voto

Bacchetta, Colombo, Gasperi, Morini e Zangarelli "interrogati" dall'Associazione culturale "Il Mosaico"
Lun, 30/05/2016 - 19:31

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Amministrative, i 5 candidati sindaco ancora a confronto | Ultimo round prima del voto

Dopo il primo e intenso confronto in diretta tv nella Sala degli Specchi del Circolo degli Illuminati, i 5 candidati sindaco si sono ritrovati faccia a faccia, questa mattina, all’Hotel Le Mura di Città di Castello per l’ultimo vero e proprio confronto prima delle elezioni amministrative del 5 giugno. Ad interrogare e “provocare” i concorrenti alla poltrona  di primo cittadino, stavolta, è stata l’Associazione culturale “Il Mosaico”, organizzatrice dell’evento stesso. Il dibattito, nonostante il tempo fosse più limitato, è stato molto “intenso” e partecipato da tutti e 5 i candidati: (in ordine alfabetico) Luciano Bacchetta per la Coalizione “Uniti per Città di Castello” (Pd, Socialisti per Città di Castello, La Sinistra per Castello), Roberto Colombo per la lista civica “Castello Cambia”, Marco Gasperi per il “Movimento 5 Stelle”, Nicola Morini per la Coalizione di Centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord e Tiferno Insieme) e Giovanni Zangarelli per la lista civica “La Rinascita”.

Infrastrutture e trasporti – Ad aprire il confronto, per un semplice ordine di posizionamento, è stato Zangarelli che ha detto la sua sui trasporti parlando della situazione attuale sulla ferrovia, “ferma ormai da settembre 2015”. “Non c’è mai stata volontà – ha aggiunto – né da parte della Regione né da parte dell’Amministrazione di sistemare il percorso. E’ un problema, quest’ultimo, che va di pari passo anche con il calo del turismo”. A seguire Colombo ha aggiunto che il sindaco, riguardo all’ex Fcu, “è caduto da nuvole, dicendo, allora, di non sapere che la tratta venisse soppressa. L’Amministrazione come sempre ha pensato ai propri interessi personali, venendo quelli della città”. “La E78 – ha dichiarato – andrebbe chiamata ‘E39’ perché il tratto umbro, toccato marginalmente, sarà solo di due corsie e molti soldi sono stati utilizzati per il quadrilatero di Perugia e per altri progetti. Essa, come la piastra logica, non ha l’utilità che da sempre hanno sbandierato. La città è stata abbandonata da chi non l’ha difesa a sufficienza”Bacchetta ha garantito che l’Amministrazione era eccome al corrente della chiusura: “Purtroppo – ha detto il sindaco – il ripristino della tratta ha costi ingenti. Ho parlato più volte con la Regione perché essa venga a riattivata e l’operazione vi garantisco che si farà. Siamo consapevoli che il trasporto su gomma non potrà mai sostituire quello su ferro. La situazione Trasporti, inoltre, è molto più complessa di quanto si vuol far apparire ma anche la E78 si farà: l’attuale e valido progetto non è impattante con il territorio e dove non è possibile l’allargamento, infatti, il tracciato verrà solo sistemato. Sulla piastra logistica – ha concluso – c’è stato un grandissimo consenso da parte delle aziende del settore della grande distribuzione, l’unico problema che abbiamo, infatti, è quello dell’abbondanza, per riuscire ad affidare i vari spazi a chi ce li ha richiesti”Gasperi ha sottolineato che “è inutile preoccuparsi della funzionalità del treno se poi non c’è un binario dove farlo scorrere. Piuttosto mi preoccuperei degli studenti che non possono arrivare a Perugia. ‘L’angoscia’ del cittadino è palpabile. Il trasporto va ragionato sotto ogni sua forma: nessuno fa mai notare, ad esempio, che manca anche un’organizzazione riguardante gli autobus, che non arrivano in numerose zone del Comune. La E78 ormai è fatta e finanziata per il 90%, a questo punto sarebbe ancora più ridicolo non finirla…”. Morini per parlare delle infrastrutture è voluto partire dal programma della Coalizione del Centrosinistra dove (lui stesso lo ha letto), è previsto il ‘ripristino della ferrovia con il prolungamento verso Arezzo e con un’adeguamento della tratta ad alta velocità’. Evidenziato ciò il candidato del Centrodestra ha detto che questo è solo “un parlare per slogan che dimostra il non essere capaci di difendere quello che abbiamo. Una buona soluzione sarebbe quella di realizzare una metropolitana di superficie tra Umbertide e Sansepolcro. Per quanto riguarda la E78 essa è stata abbandonata a favore della Perugia-Ancona. Da non dimenticare la piastra logistica, vera e propria cattedrale nel deserto”.

Cultura, Burri e e Turismo – a parlare per primo stavolta è stato Morini per il quale “cultura e turismo sono parole chiave del territorio. E’ necessario prima di tutto vendere quello che gli altri non hanno: in collaborazione con la vicina Toscana potremmo dar vita ad una ‘Strada del Rinascimento” per favorire una rete turistica e culturale tra le due regioni. Si puà creare un ‘Alto Tevere card’, che permetta di ‘riciclare’ i biglietti di un Museo Burri per un altro ingresso in un altro museo valtiberino. La cultura deve necessariamente essere un volano di identità e sviluppo”. Gasperi ha parlato invece delle enormi potenzialità di turismo e cultura sottolineando la necessità di “istituire un tavolo tra istituzioni per trovare le risposte adatte“. Bacchetta ha detto che “non si può prescindere da capisaldi come i Musei Burri e il centro storico. Non scordiamoci la nuova risorsa che verrà presto messa a regime quale il terzo museo Burri della Grafica oppure la recente riapertura al pubblico di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Per quanto riguarda il turismo, infine, l’Amministrazione ormai da anni finanzia e mette a disposizione dei cittadini un vasto cartellone di eventi (‘Estate in città’)”. Colombo ha citato la Fondazione Burri che, a suo avviso, “è stata sequestrata da un gruppo ristretto di persone e utilizzata per interessi interni e non della città. Esiste un patrimonio enorme di cui la città non ha goduto, le basse percentuali dei dati riguardanti il turismo lo dimostrano. E’ inutile fare un terzo museo se non si riporta gente agli altri due”. Zangarelli, parlando di turismo, ha denunciato invece “la malagestione del campeggio ‘La Montesca’, consegnato, sempre secondo una logica di favoritismi, al primo arrivato”. Stesso appunto per il parco Langer dell’Ansa del Tevere, e dell’anfiteatro, “quest’ultimo da 25 anni nel degrado più assoluto”.

Lascito Mariani – Il candidato de ‘La Rinascita’ Zangarelli ha ricollegato il tema alla questione dell’ex ospedale, ricordando come “nel 2014 l’assessore regionale Paparelli aveva dato la disponibilità a cedere l’immobile al Comune in cambio di un progetto concreto su cui lavorare. Peccato che l’Ente tifernate non aveva proposto nulla”. Per Colombo usare il lascito per rimettere a posto l’ex ospedale “può anche andare bene ma tale soluzione sembra una sorta di ‘rattoppo’ ad un errore storico: avremo infatti potuto sfruttare meglio i soldi del Puc 2 per rimettere a posto questa struttura, invece di creare l’ecomostro all’ex Fat”. Bacchetta ha ribadito che “degli oltre 3 milioni e mezzo del Lascito, 400mila sono stati proposti per il raddoppio del centro Alzheimer alla Muzi Betti e per il potenziamento dello stesso centro a Trestina. Poi, siccome l’eredità delle sorelle Mariani è stata donata al Comune ‘al fine di alleviare le sofferenze dei più poveri’, l’Amministrazione ne ha proposto un largo utilizzo per la centralizzazione dei servizi territoriali dell’Asl in centro storico”. Gasperi, ricordando il modus operandi del suo Movimento in situazioni delicate di gestione delle risorse ha proposto un sondaggio con i cittadini, “interrogando quest’ultimi sull’uso più consono che vorrebbero farne”. Morini ha invece detto che “la dizione ‘poveri’ che appare sul testamento Mariani, è assai generica: le povertà di oggi sono infatti quelle legate all’abuso di alcol, alla tossicodipendenza e alla ludopatia che portano soprattutto i ragazzi verso la cultura, sbagliatissima, dello sballo”. “Riportare un presidio sanitario in centro – ha aggiunto – è un’idea valida. Il centro storico, in cui risiedono prevalentemente anziani, va infatti ‘assistito’, di modo che esso possa a sua volta rivitalizzarsi e attirare anche le giovani famiglie”.

Rifiuti Anche in questo caso Zangarelli è stato il primo a parlare illustrando una sua proposta: “Recuperare immobili in disuso nella zona industriale in modo da poterci lavorare all’interno le materie prime, evitando quindi di esportarle, con un grande risparmio, di conseguenza, per i cittadini. Sogepu stessa potrebbe gestire tutto in loco, invece di portare i rifiuti ad essere lavorati fuori dal territorio”. Colombo ha sentenziato che sui rifiuti “c’è un peccato originale storico che è l’accordo di rimodulazione degli stessi, che porta ad un costo di 8 mln e mezzo sul bilancio del Comune. A Città di Castello le tariffe Tari sono più alte di Spoleto, Gubbio e Umbertide nonostante abbiamo la discarica nel territorio“. Bacchetta ha risposto che quegli 8 milioni tanto decantati “non sono che i costi di un servizio, adeguati ad un Comune vastissimo come quello di Città di Castello, il 21° in Italia per estensione. Sogepu – ha conlcuso – è l’unica azineda partecipata in Umbria con un bilancio fortemente in attivo”. Per Gasperi la questione rifiuti “è delicatissima. Il M5S urla da tempo di avere una visione globale del problema a partire dalla discarica: non si può costruirne un’altra sopra quella esistente visto che le falde acquifere del sito sono già inquinate. Altre trivellazione da 20 metri peggiorerebbero solo la situazione”. Il candidato pentastellato ha poi portato ad esempio il Comune di Capannori, “che ha tolto la tassa sui rifiuti, facendo capannoni vicino alla discarica e creato posti di lavoro, senza ovviamente risanare alcuna partecipata”. Morini ha poi concluso dicendo che “la partita delle elezioni si giocherà proprio sulla questione rifiuti. Se l’obiettivo del Centrosinistra è la strategia Rifiuti 0, perchè passa sotto silenzio raddoppio della discarica? Nel Comune di Serra dei Conti – ha aggiunto – un cittadino paga 90 euro all’anno di Tari, da noi se ne pagano 307. La gestione non va affatto incontro ai tifernati né alle aziende”.


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