Colussi in sciopero, compatti contro i 125 licenziamenti

Colussi in sciopero, compatti contro i 125 licenziamenti

Preoccupazione anche a Tavernelle e Fossano | L’incontro con il sindaco Proietti

I lavoratori della Colussi di Petrignano di Assisi martedì 17 ottobre saranno in sciopero per 8 ore. Lo hanno deciso dopo le assemblee sui tre turni di ieri, svoltesi tra le 13 e le 14, le 14 e le 15 e le 21 e le 22. A rischiare, dei totali 450 lavoratori, sono in 125, di cui 115 operai impegnati sulla linea produttiva, 5 impiegati e altrettanti dipendenti della So.Ge.Sti., impegnati nel settore commerciale dell’azienda. Ai sindacati e ai dipendenti ‘ restano’ ora 75 giorni (che ironia della sorte scadranno al 24 dicembre prossimo) per cercare una soluzione e scongiurare un futuro più nero. Sempre il 17 ottobre si svolgerà il tavolo in Confindustria, tra sindacati e azienda. Sabato intanto ci sarà la manifestazione dei lavoratori sotto le Prefetture dei due capoluoghi umbri. Tanto che i sindacati annunciano che ci sarà “battaglia unitaria”.

Martedì sarà dunque il momento per la ‘resa dei conti’: spetterà all’azienda proporre dei profili utili a prevedere per l’azienda degli indennizzi tra i tre e i nove mesi di stipendio. L’azienda nei mesi precedenti aveva già parlato di esuberi tra le 50 e le 60 persone e di investimenti per 82 milioni di euro (di cui 57 per un nuovo piano marketing e 27 per la linea di produzione). Con i 125 licenziamenti preannunciati dovrebbe però essere smantellata un’intera linea produttiva delle 8 presenti in fabbrica, con la produzione delle fette biscottate dirottata su un altro sito in Italia. C’è però preoccupazione anche per i lavoratori a Tavernelle, in provincia di Firenze, e a Fossano, in provincia di Cuneo, dove i lavoratori (altri 500 circa in tutto) sono però stagionali.

Intanto nel pomeriggio di ieri lavoratori e rappresentanti sindacali della Colussi hanno incontrato il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e di Bastia Umbra, Stefano Ansideri. La prima si è detta disponibile a cercare un confronto e una soluzione per evitare i 125 licenziamenti del sito umbro. “I lavoratori della Colussi – ha commentato il sindaco Proietti – hanno sempre mantenuto un comportamento dignitoso e vicino all’azienda. Ci eravamo già mossi a marzo scorso, quando si parlava dei primi esuberi. Ora confidiamo che sia trovata una soluzione definitiva alla vicenda”.

I commenti – Tra le reazioni anche quelle orientate ad una valutazione generale della ‘salute’ del comparto alimentare in Umbria. Dopo il commento della Uil umbra, che ha criticato le scelte del management aziendale del settore, arriva la nota di Stelvio Gauzzi, coordinatore Api Umbria. “Con le attuali difficoltà della Colussi e della Perugina si acuiscono (purtroppo) ancora di più i punti di debolezza del nostro sistema produttivo, regionale e nazionale“, ha scritto Gauzzi. “Auspico, dato che la “politica dei partiti e le rappresentanze”, quando non si sono dimenticati, hanno fatto spesso le “orecchie da mercante” per tante altre imbarazzanti situazioni aziendali dei nostri territori, che le difficoltà di due marchi storici dell’industria nazionale ed internazionale, possa stimolare una discussione seria sul metodo di come poter salvare le nostre aziende umbre, sempre più spesso vessate da un socio di maggioranza, lo Stato, che quotidianamente ed incessantemente ne sta sgretolando le fondamenta e quindi la stabilità economica e sociale”.

“Il tessuto produttivo umbro è al collasso con una conseguente emergenza occupazionale che desta davvero molta apprensione. Governo e Regione si diano da fare e in fretta per scongiurare il peggio. La nostra gente sta ancora pagando il prezzo altissimo dei danni diretti ed indiretti causati dal terremoto, le istituzioni facciano tutto quanto in loro potere per evitare il verificarsi di ulteriori criticità sia sul piano economico sia su quello occupazionale e sociale”.
La coordinatrice di FI Umbria, On. Catia Polidori, ha commentato così la decisione del Gruppo Colussi di licenziare 125 lavoratori tra operai e impiegati del sito di Petrignano.
Sono davvero troppe le crisi aziendali umbre, che stanno impoverendo le famiglie e il tessuto produttivo locale. Non possiamo permetterlo! Auspico un confronto sereno ma serio su questa vicenda particolare e su quelle che interessano i lavoratori di altre nostre eccellenze come ad esempio Perugina“.

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