YOUNG JAZZ FESTIVAL: ESPLODE LA PASSIONE PER LA KERMESSE FOLIGNATE - Tuttoggi.info

YOUNG JAZZ FESTIVAL: ESPLODE LA PASSIONE PER LA KERMESSE FOLIGNATE

Redazione

YOUNG JAZZ FESTIVAL: ESPLODE LA PASSIONE PER LA KERMESSE FOLIGNATE

Dom, 30/05/2010 - 13:13

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A mettere un sigillo di qualità sulla giovane rassegna folignate è Carlo Pagnotta, uno che di festival jazz se ne intende. “Young Jazz Festival”, infatti, piace anche al patron di Umbria Jazz, tanto da dare all'evento il patrocinio per il secondo anno consecutivo. Dunque, una conferma prestigiosa per la sesta e ricca edizione della manifestazione dedicata alla musica di nuova generazione e delle nuove generazioni.

Continua pertanto il legame del Festival folignate con la manifestazione jazz più importante in ambito mondiale e in particolare con il suo direttore artistico Pagnotta, che fin dall'inizio ha guardato con molta attenzione alla crescita di questo giovane Festival.

“Questo festival – ha detto Pagnotta prima dello straordinario ed originale concerto inaugurale di venerdì sera con Gianluca Petrella e Paolo Fresu all'auditorium di Foligno – è una bella realtà e lo dico da sempre, molto prima di dare come Umbria Jazz il patrocinio. La modestia, l'entusiasmo dei ragazzi dell'Associazione Young Jazz dimostrano che i risultati, con la pazienza, la perseveranza e le capacità, si possono ottenere. Vorrei che ci fosse questo entusiasmo giovanile anche a Perugia, visto che siamo ormai tutti vecchietti quelli che ancora portano avanti le iniziative del Jazz Club. Vedo tanta passione e gente che lavora in silenzio senza grandi 'sparate' per crescere con la politica dei piccoli passi”. Forte della stima ricevuta direttamente da Pagnotta e da Umbria Jazz, ora il festival prosegue fino al 2 giugno prossimo con il suo programma fatto di concerti all'Auditorium di Foligno, incontri ed esibizioni nei musei del territorio e jam session fino a tarda notte in taverna.

Intanto oggi, domenica 30 maggio, prosegue la sezione “Young Jazz Museum”. Nel pomeriggio, alle ore 17.30 presso la Rocca Sonora di Gualdo Cattaneo si terrà il concerto di Joe Rehmer e del suo “Tazer Room”. Nato nella palude del profondo sud della Florida nel 2008, “Tazer Room” è una presenza sfuggente e sovversiva nella zona di Miami. La musica di questo quintetto guidato da Joe Rehmer al basso (Brian Fitch, batteria, Nolan Lem, sax, Rainer Davies, chitarra, Karsten Lipp, chitarra) rispecchia lo stato di evoluzione costante che caratterizza la città. Questa edizione di “Tazer Room” comprende musicisti che vivono a Boston, Miami, Kansas City, Torino e Foligno. La sera tornano i concerti all'Auditorium San Domenico di Foligno.

Alle 21.30 salirà sul palco la Ray Anderson´s Pocket Brass Band, con Ray Anderson (trombone e voce), Lew Soloff (tromba), Matt Perrine (tuba), Bobby Previte (batteria). Ray Anderson è considerato uno dei migliori trombonisti al livello mondiale, sia sul piano tecnico che su quello creativo. Negli ultimi anni è stato premiato diverse volte come miglior interprete di questo strumento. Il suo trombone urla, fischia e brontola, sprigionando un suono davvero unico. Anderson ha dedicato questo nuovo progetto alla tradizione di New Orleans, rivisitato a modo suo. The Pocket Brass Band (Brass Band Tascabile) è una versione più piccola della banda tradizionale, ma questa parola “piccola” descrive solo le dimensioni dell'organico, non le sue possibilità espressive. Perché qua, di nuovo, si incontrano quattro virtuosi grandi innovatori artefici di una musica energica, potente e soprattutto originale.

Dopo l'intervallo enogastronomico con la degustazione a cura della Strada del Sagrantino, in collaborazione con la Cantina Novelli di Montefalco, toccherà all'esibizione del “Dynamic Trio” con Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (organo Hammond, Fender Rhodes) e Lorenzo Tucci (batteria). Un'operazione di largo respiro estetico e metodologico che prende spunto dall'amicizia e comprovata fedeltà dei tre musicisti – che si sono divisi palcoscenici e studi di registrazione in un'infinità di progetti – ma si fonda inoltre sulla spasmodica attitudine dei partecipanti ad un continuo e irrefrenabile rinnovamento stilistico ed espressivo Uno slancio ispirativo e creativo sinceramente costruttivo e contemporaneo teso qui a fondere linguaggi tra loro diversi. Quello elettrico delle tastiere di Luca Mannutza, la liricità profonda ed espressiva di Fabrizio Bosso e la portanza ritmica di Lorenzo Tucci. Un progetto, questo, che significa anche il debutto del trio, uniti dal cordone ombelicale del quintetto High Five. La verace curiosità del trio di indagare trova piena attuazione nella poetica dei tre musicisti, la cui sensibilità espressiva travalica anche la ricerca e la sapienza tecnica. Inoltre, altro elemento qualificante dell'opera, è il puro godimento e piacere dei tre nel ritrovarsi a meraviglia, conoscere ognuno le caratteristiche dell'altro e saperle assecondare, in un insieme musicale organico e votato al totale intendimento e divertimento. Linguaggio e sintassi tipicamente jazz, avvolte in un guanto di ludica eloquenza: colori brillanti, suoni liquidi, relax ritmico e sottigliezze armoniche. Tutto profuma di grande libertà.

Ancora per “Young Jazz Museum”, lunedì 31 maggio il festival si sposta a Trevi presso la Raccolta d'Arte San Francesco, dove alle ore 11.00 ci sarà “Incontro con lo strumento: il trombone”, con Mauro Ottolini e non come inizialmente previsto con Fabrizio Bosso e la tromba. Alle ore 17.30, il Complesso museale San Francesco di Montefalco farà invece da scenario al concerto di Antonello Salis, un musicista straordinario ed unico oltre che artista di grande esperienza. Cagliaritano classe 1950, inizia a suonare la fisarmonica a sette anni e in seguito si avvicina al pianoforte studiando da autodidatta. Negli anni '70 milita in diversi gruppi rock suonando l'organo Hammond. Nel 1973 forma il trio “Cadmo”, che diventa poi quintetto con l'aggiunta del sassofonista Sandro Satta e del trombonista Danilo Terenzi. Dal 1978 è protagonista in piano solo e fisarmonica. Numerose sono le registrazioni a cui ha preso parte come svariate sono le collaborazioni con musicisti in Italia e all'estero: Massimo Urbani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Riccardo Fassi, Pino Minafra, Paolino Dalla Porta, Pat Metheny, Lester Bowie, Don Cherry, Billy Hart, Ed Blackwell, Billy Cobham, Han Bennink, Nana Vasconcelos, ecc. Come solista ha inciso tre dischi: “Orange Juice, Nice Food”, “Salis!” e “Quelli che restano”. Dall' incontro con il chitarrista francese Gérard Pansanel nascono sei dischi e l'Orchestra Improvista. La collaborazione con i fisarmonicisti francesi Richard Galliano e Marcel Azzola insieme a Gianni Coscia produce il “Quartetto Nuovo”, apoteosi dello strumento madre di Salis: la fisarmonica. Musicista eclettico Salis, nel corso della sua carriera, si è confrontato in progetti di teatro (Remondi e Caporossi, Festival di Sant'Arcangelo), rassegne e festival di cinema (Biennale di Venezia, Taormina Festival), danza (con Roberta Escamilla Garrison, Teri Weikel). Con Gérard Pansanel ha firmato le musiche del film di Eric Romher “Racconto d'autunno”. Ha inoltre collaborato con Pino Daniele, Ornella Vanoni, Vinicio Capossela ed altri artisti al di fuori dell'ambito strettamente jazzistico. Nel corso della sua lunga carriera ha ottenuto vari riconoscimenti a livello europeo ed internazionale, tra cui il “Django d'Or 2005” per l'Italia come musicista affermato, il Premio alla carriera all'European Jazz Expo 2008 di Cagliari e il Top Jazz 2008 come miglior strumentista alle tastiere-piano-fisarmonica. Ed infine proseguiranno fino a tarda notte le jam session nella taverna del Rione Ammanniti.

Lunedì 31 maggio ci sarà un interessante e contaminante incontro tra Young Jazz e il team di Dancity.


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