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Villa Silvana, titolare al lavoro per riavere l’autorizzazione

Sara Fratepietro

Villa Silvana, titolare al lavoro per riavere l’autorizzazione

Dopo l'ordinanza di chiusura della residenza per anziani parla il gestore, che vuole evitare il trasferimento dei 19 ospiti ed ottenere di nuovo l'autorizzazione della Regione per la struttura
Gio, 27/09/2018 - 18:26

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Villa Silvana, titolare al lavoro per riavere l’autorizzazione

E’ al lavoro per prendere tempo contro la chiusura di Villa Silvana il titolare, Edoardo Pastori, dopo l’ordinanza del Comune di Spoleto emessa lunedì e che intima il trasferimento dei 19 ospiti della residenza per anziani situata a Molinaccio.

Ad intervenire dopo il sopralluogo dei carabinieri del Nas e del personale dell’Usl ed il conseguente provvedimento del Comune è lo stesso Pastori, che sostiene in una nota che “tutti i 19 ospiti di Villa Silvana hanno sottoscritto un appello al sindaco di Spoleto affinché si dia la possibilità alla Residenza Protetta di poter regolarizzare la sua posizione nei confronti della Regione dell’Umbria”.

“Questa struttura – ricorda il titolare – opera nel comune di Spoleto ormai da quasi 40 anni e ha effettuato numerosi interventi di adeguamento alle normative vigenti. I suoi ospiti sono stati seguiti, nel tempo, con assoluta dedizione e con la professionalità acquisita dagli operatori che lavorano in essa raccogliendo testimonianze di stima e di fiducia – come anche si è verificato in questa situazione – da parte degli ospiti stessi e delle famiglie”.

Edoardo Pastori evidenzia come “i rilievi effettuati dai Nas hanno riguardato aspetti assolutamente marginali nella gestione della Residenza (come una confezione di Yogurt scaduta) che non possono inficiare tanti anni di lavoro e di dedizione nella assistenza agli anziani”. La chiusura della struttura, in effetti, come confermato dai Nas è stata chiesta principalmente per l’assenza di autorizzazione, revocata dalla Regione Umbria due anni fa.


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Il titolare, forte delle dichiarazione ricevute dai parenti dei residenti, fa sapere lui stesso, si sta attivando con le autorità preposte “affinché venga concessa la possibilità alla struttura di avere un sufficiente margine di tempo per ottenere una nuova autorizzazione, per evitare che tutti gli ospiti debbano essere trasferiti in altre sedi, con enormi difficoltà da parte delle famiglie e dei congiunti, tenuto conto, tra l’altro che trattasi di persone da tempo residenti, il cui trasferimento forzoso potrebbe comportare pericolose ricadute sul piano della salute degli stessi”.


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