"Valorizzare e rilanciare l'aeroporto San Francesco": Assisi, Bastia e Valfabbrica fanno squadra - Tuttoggi

“Valorizzare e rilanciare l’aeroporto San Francesco”: Assisi, Bastia e Valfabbrica fanno squadra

Flavia Pagliochini

“Valorizzare e rilanciare l’aeroporto San Francesco”: Assisi, Bastia e Valfabbrica fanno squadra

Nei tre comuni presentato un odg fotocopia che lancia un appello a Regione e Sase
Lun, 13/08/2018 - 12:07

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“Valorizzare e rilanciare l’aeroporto San Francesco”: Assisi, Bastia e Valfabbrica fanno squadra

“L’aeroporto San Francesco d’Assisi può rappresentare un volano per il rilancio della nostra economia, così come è accaduto in Puglia con gli scali di Bari e Brindisi dove la Regione ha scelto di investire con serietà e competenze”. Lo sottolineano gli ordini del giorno fotocopia presentati da Blu – Bella Libera Umbria nei vari consigli comunali (Assisi, Bastia Umbra e Valfabbrica) in cui sono presenti simpatizzanti della “start up civica della politica umbra” creata da Adriana Galgano.

Il primo a presentare un odg in tal senso è stato il vicesindaco di Valfabbrica Werther Grasselli, a seguire Bastia Umbra con i consiglieri Giulio Provvidenza e Luigi Errico (Lista Ansideri), chiude (per ora) Assisi con i consiglieri Antonio Lunghi e Ivano Bocchini di Uniti per Assisi.  Ogni territorio ha la sua specifica richiesta, ma in tutto gli odg si richiede a Regione e Sase di predisporre “un piano di marketing territoriale pluriennale il cui obiettivo principale sia l’aumento dei flussi turistici in Umbria; di stilare un elenco di compagnie potenziali partner che abbiano capacità commerciale e che siano in grado di offrire ampie garanzie per il rispetto degli oneri derivanti dai contratti sottoscritti; di reperire risorse finanziarie da investire con tempi certi e modalità trasparenti, unitamente ad un piano di investimenti credibile e sostenibile e di effettuare un elenco di soggetti esterni con cui condividere tali obiettivi ai punti”.

Il turismo è una risorsa preziosa per l’Umbria – spiega Grasselli – e i numeri attuali relativi ad arrivi e presenze sono ancora troppo bassi. Abbiamo un potenziale enorme da sfruttare e, in questo senso, l‘aeroporto San Francesco d’Assisi deve giocare un ruolo di primo piano. Con l’ordine del giorno che abbiamo depositato, puntiamo proprio ad intervenire presso Regione e Sase per sollecitare un rapido cambio di rotta rispetto alle politiche di gestione. Non possiamo permettere che lo scalo umbro diventi l’ennesima cattedrale nel deserto. Ne va dello sviluppo dei nostri territori”.

Da Assisi si chiede invece di riprendere “i contenuti dell’accordo firmato nel 2012 fra Comune di Assisi e Sase per implementare gli arrivi da ‘turismo religioso’ nell’infrastruttura, accordo che prevedeva la creazione di voli charter per i collegamenti tra Assisi ad altre importanti mete del turismo religioso, con quattro principali direttrici: Madrid-Santiago de Compostela (il primo volo verrà attivato per il 14 ottobre prossimo), Mostar-Medjugorjee, Tel Aviv-Terra Santa, Katowice e l’Est Europa”.

Lunghi e Bocchini citano tra l’altro il caso virtuoso della Puglia, che dal 2009 sta operando investimenti costanti sugli aeroporti di Bari e Brindisi (alla sola Ryanair vengono dati 12 milioni di euro l’anno per garantire i collegamenti con le maggiori città italiane ed europee. Dal 2009 al 2017, Aeroporti Puglia ha incrementato i suoi passeggeri del 107,9% pari a 3.628.190, con un costante aumento dei visitatori.

Da Bastia, infine, Provvidenza ed Errico ricordano come si siano investiti “oltre 40 milioni di euro per la riqualificazione dell’aeroporto, senza riuscire ad andare oltre i 200mila passeggeri annui”.  Un numero che, con qualche oscillazione, rimane stabile, ma i due consiglieri della lista Ansideri chiedono di dare un passo avanti: “L’ISTAT rileva che come l’Umbria sia penultima per Pil per abitante, per consumi pro capite e con disoccupazione in aumento; il lento sviluppo infrastrutturale rende maggiormente difficoltosa la ripresa dell’economia della Regione e l’aeroporto è parte integrante di questa rete.  Lo stesso è stato definito dalla stessa Regione Umbria, nel proprio piano dei trasporti 2014-2020, con vocazione turistica e di business come alternativa al traffico low-cost degli aeroporti di Roma. Se si confrontano i dati su arrivi e presenze, se a livello mondiale e nazionale abbiamo degli aumenti, mentre in Umbria si registrano dei cali da almeno due anni (2.125.693 arrivi e 5.484.573 presenze, rispettivamente -10,28% e -8,38% rispetto al 2016 e -11,23% e -7,21% rispetto al 2015). Anche per questo – concludono i due consiglieri – diciamo basta alla gestione approssimativa”.

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