Usura sull'asse Terni-Roma, 5 arresti | Ternana 'mente' della banda - Tuttoggi

Usura sull’asse Terni-Roma, 5 arresti | Ternana ‘mente’ della banda

Luca Biribanti

Usura sull’asse Terni-Roma, 5 arresti | Ternana ‘mente’ della banda

Mer, 03/11/2021 - 18:37

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Usura, operazione Hirudo della Polizia di Stato e Guardia di Finanza di Terni. Scoperto giro di affari illecito per un milione e 600mila euro

Usura ed estorsione, a Terni “funziona ‘bene’ l’asse con Roma, perché c’è una logistica imprenditoriale criminale” – così il Procuratore Capo di Terni, Alberto Liguori ha commentato l’operazione Hirudo (dal latino, sanguisuga), condotta da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, che ha portato all’esecuzione di 5 misure cautelari, di cui due in carcere.

65enne ternana ‘mente’ della banda

Nell’ambito della conferenza stampa che si è tenuta questa sera nei locali della Questura di Terni, Polizia e Guardia di Finanza, alla presenza del Questore e del Procuratore Capo, hanno illustrato i dettagli che hanno portato allo smantellamento di un sodalizio criminale dedito all’usura costituito da una donna ternana di 65 anni, 2 fratelli romani di 55 e 56 anni, un 49enne originario di Roma ma residente a Terni e un ternano di 31 anni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti ‘la mente’ della banda sarebbe stata la donna 65enne ternana, consulente amministrativa di professione (già nota alla forze dell’ordine per altri reati, ndr), che avrebbe avuto il ruolo di intermediaria tra le vittime e gli aguzzini. Era lei, infatti, ad adescare le potenziali vittime da cui estorcere denaro, tessendo una fitta rete di relazioni che portavano ignari cittadini e imprenditori a fidarsi di lei per poi ritrovarsi in un incubo.

Il modus operandi

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna, dopo essere entrata in confidenza con le vittime, le invitava a investire su aste di gioielli per facili guadagni che poi non venivano realizzati. Trovandosi in difficoltà, le persone che avevano perso il ‘capitale’ iniziale erano spinte dalla stessa donna a rivolgersi agli aguzzini che prestavano denaro a tassi che oscillavano tra il 10% e il 20% e che poi si occupavano di riscuotere le rate, utilizzando anche minacce e violenza. Le vittime, oltre a persone benestanti o di medio reddito, erano anche persone comuni che avevano problemi anche per il semplice pagamento di un funerale. Dopo aver esaminato circa 1400 operazioni bancarie, con il coinvolgimento di ben 26 istituti di credito, i finanzieri hanno scoperto un flusso di denaro di 1 milione e 600mila euro in un solo anno. In una circostanza una delle vittime è stata costretta a vendere la propria auto, acquistata da poco, per far fronte al pagamento delle rate.

L’asse Roma-Terni, c’è anche l’usura

A prestare denaro a tassi di usura era la piazza romana e quella ternana, ma con delle differenze sostanziali. Quando la somma era più bassa ci pensava l’aguzzino ternano a fornire contante, mentre per le cifre più cospicue entrava in gioco il canale romano che, anche nei metodi di riscossione, aveva più ‘importanza’. “Se non paghi chiamiamo quelli di Roma” – era una delle frasi più ricorrenti degli estorsori per sottolineare il metodo decisamente più ‘convincente’ degli uomini della capitale.

Nella rete dell’usura anche imprenditori locali

Oltre a cittadini privati nella rete degli usurai sono finite anche aziende del ternano che, per difficoltà economiche, a volte legate al contesto della pandemia da Covid-19, hanno avuto problemi di ripresa economica. Polizia e Guardia di Finanza, anche grazie alla ricostruzione di quanto accaduto alle imprese locali, sono riuscite a ricostruire l’attività illecita delle 5 persone indagate nei confronti delle quali è stato disposto un sequestro preventivo di 600mila euro. Per il 31enne ternano e per il romano di 56 anni si sono aperte le porte del carcere, mentre per gli altri soggetti è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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