“Prendo atto con piacere che a seguito della richiesta da me fatta in conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari in data 4 gennaio 2011 l'assessore all'università Piermatti e quello alle politiche sociali Bucari riferiranno in merito a due argomenti che stanno particolarmente a cuore al gruppo che rappresento ed alla città: l'università e l'integrazione sociale degli stranieri”. Lo dichiara in una propria nota David Tallarico (Progetto Terni – Città Aperta). “In merito all'università – scrive Tallarico – da mesi il nostro gruppo sta sollecitando la giunta in modo che resti vigile nei confronti dei vertici dell'ateneo perugino che stanno rilasciando puntualmente dichiarazioni che mettono in discussione il polo didattico scientifico di Terni”. “Per questo ho ritenuto utile sollecitare la giunta a pressare il rettore Bistoni affinché metta la parola fine con chiarezza in merito al mantenimento della presenza universitaria a Terni”.”Non accetteremo, né permetteremo a nessuno di vanificare gli sforzi economici fatti dal nostro ente nel corso degli anni per rafforzare il polo didattico di Terni: la sua fine rappresenterebbe un colpo mortale per l'economia della città”. “Noi non saremo artefici del declino della città e d'ora in avanti pretenderemo da parte di tutti, assessore compreso, il massimo impegno e la massima trasparenza nella gestione di questa delicata partita, senza se e senza ma e senza sconti per nessuno”.”Per quanto riguarda la situazione dell'associazione Namastè – continua Tallarico – il nostro gruppo con una interrogazione del 29 dicembre 2010 ha chiesto alla giunta che si forniscano agli interroganti i bilanci della stessa associazione degli ultimi cinque anni a seguito degli ingenti contributi economici versati negli anni passati dalla vecchia giunta, perché anche loro debbono onorare il pagamento deicanoni pregressi all'Ater di Terni e soprattutto rendere edotta l'amministrazione comunale di come sono state impiegate le risorse economiche negli ultimi anni”. “Abbiamo sostenuto l'atto che chiedeva di fermare lo sfratto della sede in piazza della Pace riconoscendo a Namasté il ruolo sociale svolto; ma allo stesso tempo chiediamo chiarezza in merito a come sia stata gestita la partita economica dell'associazione,questo per rispetto di tutte le altre associazioni della città che operano in modo diverso e magari senza averpreso dal Comune neanche un euro. E ce ne sono”. “Per il futuro Namastépuò rimanere nella sede di piazza della Pace magari insieme ad altre associazioni che favoriranno ancora di più l'integrazione sociale nella nostra città”.