Università, le rette a confronto | Negli Atenei dell'Umbria tasse sotto la media - Tuttoggi

Università, le rette a confronto | Negli Atenei dell’Umbria tasse sotto la media

Cristiana Mapelli

Università, le rette a confronto | Negli Atenei dell’Umbria tasse sotto la media

Secondo un'indagine di Federconsumatori contributi in calo | Centro Italia più economico: per la I fascia di reddito la differenza rispetto alla media nazionale è del 30% e supera il 50% rispetto agli Atenei del Nord
Lun, 24/10/2016 - 20:32

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Università, le rette a confronto | Negli Atenei dell’Umbria tasse sotto la media

Una fotografia dei costi delle Università pubbliche del Paese che mette in mostra un divario, infatti di rette, tra Nord e Sud. Ma quanto costano le tasse universitarie? Ce n’è per tutti i gusti, ma in questo nuovo anno accademico sono finalmente tornare a calare rispetto al 2015 e le riduzioni più significative arrivano al 14,33%.

A dirlo è l’indagine dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori sui costi delle università italiane. Nella fase preliminare, l’Italia è stata suddivisa in tre macro aree geografiche: Nord, Centro e Sud. Per ciascuna di queste sono state esaminate le tre regioni con ilmaggior numero di studenti: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio,Campania, Puglia e Sicilia. Ma noi daremo uno sguardo anche all’Umbria.

Cinque gli scaglioni di reddito di riferimento che la ricerca ha considerato: per uno studente il cui reddito familiare rientra nella I fascia, il costo medio annuo delle tasse universitarie ammonta a 477 euro, mentre si arriva ad una media di oltre 2mila euro per quanto riguarda gli importi massimi.

Cifre elevate ma, come dicevamo, che evidenziano delle flessioni perché alcuni atenei hanno modificato i metodi di calcolo delle tasse, o innalzato i limiti di reddito entro i quali è possibile usufruire di particolari agevolazioni economiche. Molti, quindi, i fattori da prendere in considerazione quando si fa il calcolo delle tasse universitarie da sostenere ogni anno e che comprendono la

  • quota d’iscrizione,
  • l‘imposta regionale e
  • il bollo.

La parola chiave, quindi, è l’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente degli universitari, indicatore in generale riformato dal 1° gennaio 2015, con l’obiettivo di rendere più veritiera la fotografia economica delle famiglie.

Nel dettaglio, la diminuzione più alta è stata registrata per la III fascia: gli importi risultano in calo del -14,33%. Per la I, la II e la IV fascia, invece, la flessione è rispettivamente del -11,10%, -10,36% e -4,02%. In controtendenza gli importi massimi, che aumentano dello 0,83%. Si conferma, però, una delle principali evidenze emerse nei rapporti precedenti: le Università del Nord continuano ad imporre rette più alte rispetto agli altri atenei italiani. Considerando la prima fascia di reddito, i costi superano del +8,72% quelle delle Università del Sud e del +16,41% la media nazionale.

Dimmi che facoltà fai, ti dirò quanto paghi. Sì, perchè l’aumento o la diminuiszione della retta può dipendere anche dalla tipologia degli studi che si va ad intraprendere: in tutto il Paese si va da mille euro per quelli linguistici e letterali ai 4mila di quelli di medicina.

Nel mezzo, tutti gli altri atenei pubblici messi in fila sulla base della retta di iscrizione piena per uno studente. Insomma, i corsi di area medico-scientifica risultano generalmente più onerosi rispetto a lettere, scienze politiche ed economia.Ma non tutti gli atenei applicano importi differenti per facoltà umanistiche e scientifiche.

Nelle Università che prevedono questa distinzione gli studenti delle facoltà scientifiche pagano importi maggiori: un iscritto alla Facoltà di Matematica, ad esempio, paga tra il 3,77% e il 7,25% in più rispetto ad un suo collega di Lettere, a seconda della fascia di reddito di appartenenza.

Ad imporre i contributi più bassi per tutte le fasce ad eccezione dell’ultima continua l’indagine, sono ancora gli Atenei del Centro Italia: per la prima fascia di reddito la differenza rispetto alla media nazionale è del 30% e supera il 50% rispetto agli Atenei del Nord. Tra le meno care, spunta l’ateneo dedicato alle lingue orientali a Napoli, con un importo di 982 euro di rette di media, mentre tra le più care c’è Pavia, 3.888 euro.
Fonte: Sole24Ore

Fonte: Sole24Ore

Umbria. A mettere sotto la lente d’ingrandimento gli atenei di casa nostra, IlSole24Ore che in un servizio mette in luce le rette dell’Università degli Studi di Perugia e della Stranieri. Se per la prima, in I e II fascia, servono 381 euro, nella III 781, in IV 1131 e in ultima 2.026, per studiare a Palazzo Gallenga i costi sono in I e in II 599, in III 891, poi 1.023 e in V 1.559.
Guardando la media delle rette (per Università degli Studi è di 1.096 e per l’UniStra 791 euro) e confrontandoli con quelli offerti dall’indagine di Cofconsumatori, i costi sono leggermente sotto la media nazionale.

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