Tuoni e lampi sopra a Forza Italia, si annuncia tempesta - Tuttoggi

Tuoni e lampi sopra a Forza Italia, si annuncia tempesta

Sara Cipriani

Tuoni e lampi sopra a Forza Italia, si annuncia tempesta

Tra rivendicazioni, j'accuse e bordate, FI cerca di digerire il risultato delle regionali | Nevi replica a Renda
Sab, 06/06/2015 - 17:02

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Chi semina vento, raccoglie tempesta. Nella vita come in politica. Così nel centrodestra ci sono tutte le avvisaglie dell’uragano, all’indomani delle elezioni regionali. Piepoli aveva illuso un po’ tutti, con quelle proiezioni shock che avevano fatto saltare diversi battiti ai cuori dell’Umbria in attesa di sapere chi avrebbe dovuto festeggiare e chi piangere lacrime amare. Il centrodestra, e il suo alfiere Claudio Ricci, ci avevano creduto. Tanto da lanciarsi, qualcuno, in dichiarazioni scomposte alle televisioni nazionali e accennare addirittura un trenino nell’attesa della proclamazione.

E invece no, governerà Catiuscia Marini. E adesso che succede? Si cercano i generali da punire, perché la guerra non è stata vinta. E ovviamente esplode il caso Perugia. Anzi, il caso Romizi. Il sindaco del miracolo passa da Palazzo dei Priori al banco degli imputati. Forza Italia, adesso è seduta su una granata. Trasportata dal vento seminato in precedenza. E quale sarebbe la colpa del primo cittadino di Perugia? La mancata elezione del secondo esponente forzista. E non solo.

Ma andiamo con ordine. Francesca Vittoria Renda, storica assistente dell’ex consigliere Maria Rosi, ora fuori dai giochi regionali, e rappresentante del club “Perugia Vivi” della rete “Forza Silvio”, punta dritta al bersaglio grosso. “Milito in questo partito da più di 10 anni e considero il Presidente Berlusconi il leader indiscusso del centrodestra. Oggi il nostro partito deve aprire una grossa riflessione politica sui motivi, che al di là del crollo fisiologico, hanno prodotto il calo significativo di Forza Italia nel capoluogo di Regione che appartiene proprio al nostro schieramento di centro destra. Questa riflessione interna è inevitabile, vista la percentuale risicata per cui il centrodestra non si è assicurato il governa della Regione, visti i risultati di FI a Perugia e vista la manciata di voti per cui non è scattato il secondo seggio del perugino a Forza Italia”. 

Dalle riflessioni ai dietro le quinte. E alle accuse. Indiscrezioni  – scrive Renda – parlano dell’appoggio del nostro sindaco Romizi al partito di Fratelli d’Italia e da giorni la notizia rimbalza su tutti i giornali, eppure dal sindaco non è arrivata alcuna smentita, come se non si dovesse dare conto ad un partito e all’elettorato. Tutto questo ha proprio l’aria di essere il frutto di una strategia studiata a tavolino, per non far prendere quota al nostro partito e far scattare un solo seggio, in modo da far rimanere inalterato un certo status di potere”. Insomma, la colpa è di Andrea. L’ha fatto di proposito.

Ma c’è di peggio per il centrodestra e anche per Palazzo dei Priori. Ancora Renda: “Altra considerazione va fatta sulle dichiarazioni della Marini, che dice di essersi “ripresa Perugia”, perché il centrosinistra ha superato il centrodestra col 5% di voti nel capoluogo di Regione, che da un anno è governato da un’amministrazione comunale di centrodestra. Forse la scelta di una giunta radical chic si è dimostrata alla lunga errata politicamente, perché se contemporaneamente si fosse scelto anche per la crescita politica e partitica oggi ci troveremmo con un Governo della Regione di centrodestra. Mi auguro che oggi una sana autocritica aiuti il nostro partito ad uscire dal vicolo cieco in cui si è ricacciato. E’ necessario aprire una seria riflessione alla quale far seguire azioni produttive per Forza Italia, con la fiducia che si possa ripartire da questo per favorire uno spirito di collaborazione nuovo, non inquinato da veleni e colpi bassi”. Tentiamo di interpretare dal: Romizi “pugnala alle spalle” Forza Italia, il suo partito, appoggia Fratelli d’Italia e fa eleggere l’amico Marco Squarta. E in più a Perugia fa un macello, puntando su una giunta “radical chic” che in pratica ha demolito il consenso acquisito con le elezioni comunali in città. Da qui alla consegna delle chiavi della Regione a Catiuscia Marini il passo è breve. Sempre che la traduzione sia corretta.

Nel dubbio, però, Andrea non è solo. Anche se tace. In suo soccorso accorre nientemeno che l’unico eletto di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi. E ovviamente non ci va leggero. “Sto leggendo – scrive – con grande fatica e anche un pizzico di amarezza continue dichiarazioni, che chiaramente hanno molta enfasi sui giornali, di gente che invece di rallegrarsi per lo storico risultato frutto della compattezza e della armonia politico-programmatica dimostrata dal centrodestra nella recente campagna elettorale non trova di meglio da fare che individuare nel sindaco di Perugia il capro espiatorio della mancata elezione personale. Secondo costoro – prosegue – Romizi sarebbe anche responsabile della elezione di Squarta e della mancata elezione del secondo di Forza Italia”. E che ne pensa Nevi? “Sono delle autentiche farneticazioni di chi non ha vissuto la campagna elettorale in cui Andrea Romizi non ha fatto altro che mettersi a disposizione di tutti quelli che lo hanno voluto invitare. Ciò non era assolutamente scontato ma lo ha fatto per raccontare ciò che sta facendo per Perugia”. Come a dire: non sapete quello che scrivete.

Forza Italia, insomma, sembra essere diventata una polveriera. “Basta guardare i dati delle preferenze di Squarta – prosegue Nevi – per capire che sono il frutto di una squadra di persone che avevano già avuto consenso alle scorse comunali. Si dimenticano poi che Forza Italia in Umbria ha ottenuto un risultato addirittura migliore rispetto ad altre regioni limitrofe del centro-Nord. Lungi da me dire che sono contento di questo risultato, ma attribuirlo al sindaco o alla giunta è autentica follia da irresponsabili visto che sindaco e giunta hanno dimostrato di avere un gradimento altissimo come ha rivelato l’ultimo sondaggio del Sole 24 ore di cui abbiamo a lungo parlato in campagna elettorale”. Quindi, che sifa? “Quello che serve oggi è tacere e lavorare per ricostruire dal basso e con criteri meritocratici una forza politica devastata da scissioni, inchieste e dalla persecuzione giudiziaria del suo leader che ha perso in poco tempo buona parte della sua classe dirigente apicale e territoriale”.
C’è un’amara verità da chiarire: “Abbiamo subìto un continuo stillicidio di folli dichiarazioni di questo e quell’esponente nazionale fino a pochi giorni dal voto e tutti i sondaggi ci davano in caduta libera, addirittura sotto l’8% in Umbria. Solo la venuta del presidente Berlusconi ha impedito l’emorragia totale verso la Lega. Questa è la verità e l’amministrazione comunale e il Sindaco Romizi non c’entrano nulla in tutto ciò e anzi rappresentano il simbolo del centrodestra positivo e vincente dell’Umbria di cui si parla in tutto il resto del Paese”.
Quindi, per concludere “chi prova a demolirne l’immagine positiva di cui gode fa una operazione autolesionista che risulta incomprensibile alla gente. Se tale operazione fosse poi finalizzata a mandare messaggi in codice al Sindaco per avere uno spazio magari in giunta sappia che Romizi per come lo conosco non si piegherà mai a questi giochetti da politicanti di serie C”.
E tanto che è arrivato di corsa, Nevi pianta lo scudo davanti al sindaco e alla giunta “radical chic di Perugia”. Così: “Io come capogruppo in Regione sarò al suo fianco per aiutarlo a portare avanti il suo faticoso lavoro e voglio proprio sperare che questo sia l’atteggiamento di tutti i dirigenti ed eletti di Forza Italia dell’Umbria”. E di ‘Forza’ ne servirà tantissima per sopravvivere all’uragano.

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