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Tumori, nuovi farmaci da uno studio dell’Università di Perugia

Redazione

Tumori, nuovi farmaci da uno studio dell’Università di Perugia

Giornata della lotta al cancro nel ricordo di Leonardo Cenci | Altri omaggi dal mondo dello sport
Lun, 04/02/2019 - 17:17

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Un altro passo importante nella difficile strada della lotta al cancro. Un recente studio compiuto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Perugia (professori Alessandro Paciaroni, Caterina Petrillo, Francesco Sacchetti, dottor Federico Bianchi) e dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IOM-CNR) (dottoressa Lucia Comez), nell’ambito di una collaborazione internazionale, ha mostrato come l’interazione tra la molecola antitumorale Actinomicina D (ActD) con alcune strutture del nostro Dna possa inibire, mediante un’azione stabilizzante, l’attività di enzimi legati alla replicazione delle cellule tumorali, fornendo una preziosa informazione per lo sviluppo di nuove cure.

Tale ricerca, che è stata pubblicata nella prestigiosa rivista internazionale Nucleic Acids Research, fornisce dati utili per lo sviluppo di farmaci che vadano a colpire esclusivamente le cellule malate, riducendo la necessità di ricorrere alla chemioterapia.

I cosiddetti G-quadruplex sono strutture di Dna a quadrupla elica ricche di guanina (base azotata che, insieme a timina, adenina e citosina, compone il DNA) situate in diversi punti dei cromosomi e, in particolare, nelle loro parti terminali, i telomeri. Queste regioni sono particolarmente critiche poiché determinano la lunghezza della vita delle cellule e quando, successivamente alle duplicazioni cellulari, divengono troppo corte sopravviene la morte cellulare. Tuttavia, nelle cellule tumorali l’azione della telomerasi, comporta la ricomposizione dei telomeri che è una delle cause ipotizzate della generazione di tumori.

La formazione dei G-quadruplex è però in grado di inibire l’azione enzimatica della telomerasi, il che ne fa un importante target antitumorale. La ricerca effettuata ha quindi cercato di trovare in quali modi un farmaco modello (la molecola ActD) riesce a stabilizzare i G-quadruplex delle regioni terminali dei cromosomi, al fine di inibire l’azione della telomerasi e interrompere il processo di proliferazione incontrollata delle cellule tumorali.

Per ottenere questo risultato sono state combinate diverse tecniche disponibili presso i laboratori del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia, del CERIC-ERIC-Elettra Sincrotrone di Trieste, dell’Heinz Maier-Leibnitz Zentrum (MLZ) di Monaco, dello Jülich Centre for Neutron Science (JNCS) di Jülich.

In generale i G-quadruplex si dispongono su basi quadrate sovrapposte – generalmente tre, in sequenza. Nella ricerca si è osservato che l’ActD, che si presenta nella forma di un piatto con due bracci, nell’interazione con il G-quadruplex si posa sopra alla base superiore del G-quadruplex, disponendo i bracci in modo tale da agganciare un secondo G-quadruplex, come illustrato in figura. Questo legame produce una reazione chimica che porta a stabilizzare i G-quadruplex attraverso una loro dimerizzazione, quel processo chimico per cui due molecole dello stesso composto si riuniscono in una doppia entità, rendendola più stabile. Le strutture così stabilizzate inibiscono la telomerasi, bloccando il processo di crescita del tumore.

Le opzioni per un ulteriore sviluppo della ricerca includono un approfondimento della conoscenza di questa interazione molecolare e l’esplorazione delle possibilità di cambiare la natura dei bracci della molecola ActD, per andarne a osservare il comportamento e verificarne una maggiore efficacia. In prospettiva, I risultati promettenti di questa ricerca verranno impiegati per studiare l’interazione dei G-quadruplex con un’altra molecola che sia specifica per il telomero e che possa essere più prossima ad un farmaco antitumorale di applicazione clinica.

Il ricordo di Leonardo Cenci

E il 4 febbraio, nella Giornata mondiale contro il cancro, ancora tanti sono stati i pensieri rivolti a Leonardo Cenci ed al suo insegnamento. Messaggi di cordoglio e di affetto per la famiglia che si uniscono a quelli che continuano ad arrivare dal mondo dello sport. Domenica i Sirmaniaci nella vittoriosa trasferta al PalaPanini di Modena hanno omaggiato ancora Leo, ricordato anche con uno striscione dai tifosi del Pisa calcio.

Domenica i familiari di Leonardo Cenci sono stati invitati alla Maratonina del Campanile di Ponte San Giovanni, una delle gare podistiche più amate da Leo. Prima della corsa è stato osservato un minuto di silenzio.

Leonardo Cenci, in questa giornata, è stato ricordato anche dalla consigliera regionale Carla Casciari, secondo cui “prevenzione, ricerca, promozione di sani e corretti stili di vita sono armi potenti contro il
cancro”. “La storia di Leonardo Cenci – ha detto Cascari – ci ha dimostrato che la ricerca permette di allungare l’aspettativa e la qualità di vita anche nei casi con diagnosi molto negativa”.

Secondo gli esperti dell’Airc (Associazione Italiana per la ricerca contro il cancro) – prosegue Casciari – l’Italia è un’eccellenza nell’ambito della ricerca oncologica anche a livello internazionale: non è un caso che nel nostro Paese si guarisca di più che nel resto d’Europa. Ma di certo si può fare di più. È necessario cercare nuove terapie per sconfiggere il cancro, per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti oncologici ed adottare una serie di azioni per promuovere dei sani e corretti stili di vita. In tal senso c’è la promozione di corretti stili di vita per tutte le fasce di età, il cosiddetto sport di cittadinanza, rivolto agli anziani con l’attività fisica adattata, ai bambini con l’attività motoria nelle scuole elementari, all’inclusione ed alla disabilità. È il primo passo per mantenerci in buona salute. Sul versante della prevenzione, inoltre, la Regione Umbria – conclude – si è distinta per le campagne di prevenzione del carcinoma della mammella e del colon. Le cure palliative e le terapie del dolore, praticate nella rete degli hospice e nei centri di terapia del dolore, sono un’altra eccellenza della sanità regionale”.

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