TRAGEDIA NARNI, LETTERA APERTA DELLA MAMMA DI MARIANNA BOCCOLINI. SCONCERTO E INDIGNAZIONE - Tuttoggi.info

TRAGEDIA NARNI, LETTERA APERTA DELLA MAMMA DI MARIANNA BOCCOLINI. SCONCERTO E INDIGNAZIONE

Redazione

TRAGEDIA NARNI, LETTERA APERTA DELLA MAMMA DI MARIANNA BOCCOLINI. SCONCERTO E INDIGNAZIONE

Lun, 30/08/2010 - 12:20

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Il giorno dopo la tragedia di Stifone, in cui hanno perso la vita Marianna, Maria Chiarae Micheal, un agriturismo di Narni ha ospitato una festa, scatenando polemiche per il mancato rispetto del lutto cittadino proclamato dal Sindaco, Lorenzo Bigaroni. Era già successo in occasione dell’incidente mortale di Cospea, quando il centro polifunzionale decise di non sospendere la festa in programma, mentre altre 3 giovani vite ci lasciavano. La mamma di Marianna Boccoloni (nella foto d'archivio la sfortunata giovane vittima dell'incidente stradale) è voluta intervenire con una Lettera Aperta, alle Istituzioni e ai giovani.

“Sono indignata e disgustata. Mentre a Narni il Sindaco con profonda sensibilità ed enorme rispetto altrui ha proclamato il LUTTO CITTADINO per la straziante perdita dei nostri figli, la sera del 19 Agosto un branco di anaffettivi poveri di spirito e con il deserto emotivo, si sballava di divertimento in un Agriturismo della zona (pubblicando peraltro le foto sul proprio sito facebook!!!). Ma la colpa è di questi giovani “analfabeti emotivi”, deprivati dei sensi in modo quasi autistico esprovvisti di risonanza emozionale e/o anche degli adulti che non hanno loro insegnato il valore della vita, del rispetto dell'altro, a “sentire la tristezza dell'uomo” – come diceva il poeta Hikmet – che non li hanno educati all'affettività? Sono forse venute loro a mancare l'educazione emotiva ed ildolore è espulso dal loro mondo perché troppo spesso abituati allo spettacolo della morte in modo anaffettivo? So che se fosse accaduto ad altri, mia figlia Marianna si sarebbe davvero indignata, lei che si faceva sempre paladina delle ingiustizie, lei che aveva vinto il premio Umberto Corradi in 3a media per la sensibilità con cui aveva affrontato il tema della xenofobia, lei che, rimasta ferita dalla morte di una coetanea del Liceo (Giulia Ciani, morta lo scorso anno in un incidente con il motorino alla cascata delle Marmore n.d.r. ), si stupiva che mai nessuno la ricordasse, neanche con una commemorazione di pochi minuti! Scriveva quest'anno in un tema assegnatole dal professore di Lettere sull'adolescenza dioggi: “Si parla sempre più di generazione Q, ovvero a quoziente emotivozero, una generazione di 'addormentati' che non hanno ideali, completamente disinteressati di tutto all'infuori di se stessi (…)”, una generazione di omogeneizzati ed omologati, aggressivi, competitivi, estremi e soprattutto NICHILISTI perché, come dice il filosofo Galimberti, il nichilismo è l'ospite inquietante di molti giovani d'oggi ed un pericoloso nemico. Ella frequentava il Liceo Classico PNI con ottimi risultati, era stimata e dedita allo studio scrupolosamente e con dedizione e senso del dovere, trascorreva chiusa in casa l'inverno intero sui libri ad approfondire, a meditare ad es. su Foscolo o altri grandi temi di vita, amava la sua famiglia, i suoi amici, la vita, aveva grandi progetti, voleva fare il medico come me, quindi non parliamo di giovani costretti a stordirsi con alcool o ecstasy perché incapaci di emozioni forti, parliamo di tre giovani sfortunati segnati dal destino che vivevano le gioie semplici dei loro 18 anni! Data la loro natura buona, credo fermamente che non a caso siano stati “chiamati altrove”. E quindi, proprio per rispetto della VITA che loro tanto amavano e rispettavano, e della MORTE che mai hanno voluto sfidare e MAI avrebbero voluto incontrare quella sera, io chiedo a tutti i nostri politici, di destra e di sinistra, di unirsi in un unico grande gesto emblematico che sia da monito e da esempio a tutti: non permettere MAI PIù all'agriturismo in questione di organizzare feste da ballo e restare semplicemente agriturismo quale esso è. Se gli adulti non danno l'esempio e non difendono la vita come possono pretendere che poi i giovani rispettino la propria VITA e quella degli altri, la MORTE e il DOLORE altrui? Fate un primo gesto per “alfabetizzare emotivamente” quei giovani, e sono molti, indifferenti e nichilistici. Punite le ingiustizie ma soprattutto divenite i “capitani coraggiosi” per quegli altri giovani chereclamano rispetto, emozioni e una guida da seguire e in definitiva qualcunoche li difenda dai soprusi emotivi e fisici. Cordiali saluti, Dott.ssa M. Letizia Tomassoni”


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