Traffico, rumore e smog a Lerchi, Pd “Chiudere transito a mezzi pesanti”

Traffico, rumore e smog a Lerchi, Pd “Chiudere transito a mezzi pesanti”

I consiglieri Vincenzo Tofanelli e Vittorio Massetti interrogano il sindaco e presidente della Provincia Bacchetta “Situazione insostenibile, in pericolo anche incolumità residenti”

share

Con una interrogazione i consiglieri del Pd Vincenzo Tofanelli e Vittorio Massetti chiedono al sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, anche nella sua veste di presidente della Provincia, “se non ritenga necessario, nel caso della riapertura dei mezzi pesanti anche superiore alle 30 tonnellate per la E45, previo un confronto con il prefetto, emettere un’ordinanza di divieto del traffico pesante sul tratto della provinciale SP 221 che attraversa la frazione di Lerchi”.

Per gli esponenti della maggioranza sarebbe da valutare anche l’opportunità di “richiedere ad Anas, attraverso una revisione della cartellonistica più aderente alle nuove esigenze di mobilità, di indirizzare fin da subito sia il traffico pesante che leggero agli svincoli della piastra logistica per la zona industriale nord e Cerbara, San Giustino per la relativa zona artigianale e industriale, Sansepolcro per le direttrici verso l’autostrada A1 di Arezzo”.

Nell’evidenziare come, nonostante le recente riapertura al traffico pesante fino a 30 tonnellate, “la E45 in prossimità del viadotto Puleto risulta comunque interdetta al transito di mezzi pesanti con portata superiore”, Tofanelli e Massetti segnalano che “la strada provinciale 221 che attraversa Lerchi viene percorsa da tutti i mezzi diretti a nord, deviati verso l’autostrada del sole A1”, che “la presenza del traffico pesante all’interno della piccola frazione è diventata insostenibile, sia per il rumore che per l’elevato inquinamento prodotto da gas di scarico e pneumatici”, e che “la velocità elevata superiore ai 30 km/h prescritti mette in seria pericolosità l’incolumità dei residenti, anche in considerazioni delle modeste dimensioni del marciapiede”.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico 2019-2020 la problematica si accentuerà, sommando ulteriori disagi e rischi per alunni, corpo insegnante, assistenti e accompagnatori”, sostengono i rappresentanti del Pd, che osservano come la regolamentazione del codice della strada fuori dei centri abitati preveda che “le relative decisioni devono essere assunte, così come previsto, dal sindaco (per strade comunali o vicinali) o dal presidente della Provincia (se si tratta di strade provinciali) con apposita ordinanza”.

share

Commenti

Stampa