Tiffany canta nel Pozzo della Rocca | Spoleto scopre un nuovo brand turistico

Tiffany canta nel Pozzo della Rocca | Spoleto scopre un nuovo brand turistico

E’ corsa per l’organizzazione dei servizi per i prossimi turisti canterini | Il Pozzo della Rocca come il balcone di Giulietta e Romeo

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“Sindacu mia curri….chiappa la palla a barzo”. Con una tipica invocazione locale si scatena in città la fregola da affare incipiente, dopo che la minuta Tiffany, studentessa sino-americana, si è messa a cantare da sola e poi in coro con le amiche sulla bocca del pozzo che troneggia nel cortile della Rocca Albornoziana.
Voce sicura, note al punto giusto, canzone evocativa, nessun tentennamento da timidezza “selfica”, la simpatica Tiffany ha fatto più in un paio di minuti di clip al cellulare, rimbalzata su tutti i social possibili, che milioni di investimenti in cultura e comunicazione degli ultimi 10 anni in Umbria.

La viralità del video cresce di minuto in minuto e rischia di diventare una sorta di manifesto della bellezza italica, dove anche una voce indirizzata in un pozzo, che fa da amplificatore con la sua eco, è la dimostrazione di come in questo nostro paese tutto si trasformi da patrimonio inutilizzato a bellezza dinamica ed attrattiva, con innegabili risvolti economici.

E Fabrizio Cardarelli, sindaco di Spoleto ma anche figlio di commercianti, deve aver fiutato qualcosa se ha già fatto sapere che vuole invitare Tiffany al prossimo Festival dei Due Mondi. Ma non basta. L’inconsapevole pozzo della Rocca Albornoziana, che ne ha viste nei secoli di cotte e di crude, si è ritrovato così ad essere come un nuovo filone d’oro delle miniere di Zio Paperone nel Klondike. Una botta di posteriore con cuscino di piuma. Una sorta di novello balcone di Giuletta e Romeo.

C’è già chi sogna alle porte di Spoleto, file interminabili di Bus di ogni dove che trasportano impazienti pseudocanterini che non vogliono andare da nessun’altra parte se prima non si sono fatta la cantata nel pozzo, con ripresa dall’immancabile cellulare.

Poi bisognerà provvedere, per dovere di accoglienza, a musica e parole di emergenza, nel caso qualcuno arrivi li e sia colto da improvvisa afasia musicale. Magari una piccola orchestrina. Un servizio di rifocillamento con tisane calde e corroboranti per le ugole giulive. Ma anche ristorazione e merchandising, con le t-shirt del “Pozzo Sonoro” o quelle dove campeggia il cuore rosso con scritto “I (love) POZZO”.

E per non farsi mancare niente, non sarebbe male prevedere anche la palla di neve ufficiale, raffigurante il pozzo su cui si affaccia una figurina che canta. Sono cose che fanno tanto, Ricordo di Spoleto. E figurati se non ci vorrà anche il distributore di numeretti, che a fare una fila con tutto il seguito delle discussioni del “A chi tocca ora…avanti quelli che cantano Battisti…”, è un attimo.

Come sempre a noi piace scherzare e riderci su. Ma l’episodio può davvero avere dei risvolti inaspettati e creativi. Inevitabile, come la rondine a primavera, il dibattito politico successivo all’evento prodotto dalla deliziosa Tiffany. Favorevoli, contrari, astenuti e non pervenuti, su come fare ora a gestire due eventi colossali di immagine come Don Matteo e il Pozzo della Rocca.

Ci aspettiamo ora qualche incarico di consulenza ad espertoni del ramo pozzi canterini, per lo sfruttamento della faccenda. Ma l’unica certezza inossidabile nella natura  dei due brand, “Pozzo” e “Don Matteo” è la durata dell’oggetto e del soggetto, senza predicati e avverbi, per carità. Secolare, nei secoli dei secoli, Amen!

Hallelujah e il pozzo magico di Spoleto, video sbanca Fb e Twitter Guarda

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