Esordio dell’orario notturno per il Minimetro, che ogni sabato effettuerà l’ultima corsa all’1:05. Una scelta, che si aggiunge agli orari prolungati in occasione di Umbria Jazz e di altre manifestazioni, che si inserisce nel tentativo dell’amministrazione comunale di rendere accessibile l’acropoli, limitando l’uso delle auto, che soprattutto nei fine settimana d’estata ricoprono i marciapiedi ed ogni spazio in prossimità del centro.
“Costruire un’alternativa reale all’utilizzo dell’auto a Perugia – il commento dell’assessore Pierluigi Vossi – non è semplice. La nostra città ha vissuto negli ultimi decenni una profonda trasformazione urbana: lo spostamento di attività imprenditoriali, commerciali e residenziali dal centro verso altre aree del territorio non è stato accompagnato da un adeguato sviluppo del sistema della mobilità. A questo – ricorda – si aggiunge il fatto che dal 2019 sono stati soppressi circa 800 chilometri di linee urbane su gomma , sostituiti in parte da servizi extraurbani che, per caratteristiche e frequenze, non erano in grado di rispondere alle mutate esigenze di spostamento della città. Meno capillarità e minori frequenze hanno reso l’automobile, per molti cittadini, l’unica scelta possibile, contribuendo a collocare Perugia tra le città europee con il più alto rapporto tra automobili e abitanti”.
Da qui la scelta del servizio notturno del Minimetro e del potenziamento di alcune linee e delle frequenze del trasporto pubblico su gomma (sia diurne che notturne), compreso il servizio “Gimo“, rivolto principalmente agli studenti. Il tutto, in attesa della prossima attivazione del Brt, il collegamento tra Castel del Piano e Fontivegge attraverso il transito dei bus elettrici.
La scommessa – tutt’altro che semplice – è quella di far cambiare a molte persone che vivono e lavorano a Perugia, così come dei visitatori, le abitudini degli spostamenti. Abitudini dettate anche dalle esigenze, finora determinate dai servizi effettivamente a disposizione. E dai costi dei trasporti, sia per il singolo utente, sia per la collettività.