E' in corso fino a domenica 12 Settembre presso la chiesa sconsacrata di Santa Maria del Carmine, ai giardini pubblici della Passeggiata, la mostra fotografica dell'organizzazione speleologica ternana Gruppo Grotte Pipistrelli (GGP). L'attività speleologica a Terni risale al 1959, quando un ristretto numero di soci del CAI si organizzarono per studiare e approfondire quella che allora era soltanto una passione e un'attività marginale delle Comunità Alpine. Sempre nel '59 nacque a Trieste la prima Scuola Nazionale di Speleologia che favorì la conoscenza delle cavità e delle grotte naturali di cui la nostra terra è particolarmente ricca. Il mondo sommerso e affascinante del sottosuolo è sconosciuto alla maggior parte dei cittadini ternani che proprio sotto i loro piedi hanno un piccolo tesoro inesplorato: Terni-Narni-Amelia costituiscono un trinomio di grande interesse per la speleologia. Una delle grotte che più appassionano nell'esplorazione gli esperti è la grotta Gis di Cesi (così chiamata in onore di un membro del GGP, Gisberto Casali detto Gis, che proprio nella fase di scoperta della grotta, ha perso il figlio Riccardo). Lungo le pareti della mostra erano esposte foto di paesaggi inconsueti e mozzafiato della Gis: stalattiti, stalagmiti, incrostazioni calcaree, ombre riflesse e spezzate da rocce minerarie. Di grande impatto tutta la retrospettiva dell'attività del GGP con foto storiche di tutte le discese operate dal gruppo ternano in tutta l'Italia. In esposizione anche oggetti di 50 anni fa che hanno permesso al visitatore di ripercorrere nel tempo un'attività così distante dal nostro immaginario; caschi, imbragature, discensori, bloccanti, caschi e scalette di un'altra epoca, non certo paragonabili alle attrezzature moderne. L'unica cosa rimasta invariata è l'amore per la scoperta e lo studio della Terra da parte di questi ‘Pipistrelli'.
(Luca Biribanti)