Terni, Di Girolamo e PD alla resa dei ‘Conti’ | Opposizioni chiedono dimissioni

Terni, Di Girolamo e PD alla resa dei ‘Conti’ | Opposizioni chiedono dimissioni

In cinque giorni si decide il futuro della città

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In cinque giorni si decide molto del futuro della città, a partire da domani. Il 24 gennaio è infatti la data stabilita dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti per la sentenza sul ricorso del Comune contro la bocciatura del primo piano di riequilibrio finanziario presentato dall’ex assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi (che ha rassegnato le dimissioni in seguito alle indagini della Procura sui presunti appalti illeciti del Comune); la manovra-bis, invece, con l’aggiornamento contenente la richiesta d’accesso al Fondo di Rotazione, è stata ritenuta dalla sezione regionale del massimo organo di contabilità istituzionale come “irricevibile”.

La delicata situazione governativa del governo della città è stata analizzata dal Pd che ha deciso di continuare a dare fiducia all’attuale giunta, ma a termine; dipenderà tutto dalla giornata di domani e, in caso di parere negativo delle Sezioni Riunite, ci sarà l’azzeramento delle deleghe o un rimpasto, così come stabilito dagli stessi dem che si sono riuniti in Via Mazzini.

Ipotesi dimissioni – Intanto il prossimo 29 gennaio è prevista la convocazione di un consiglio comunale straordinario richiesto dalle opposizioni nell’ambito del quale è previsto un delicato ordine del giorno. Oltre alla questione Freccia Rossa, infatti, i consiglieri di opposizione chiederanno le dimissioni del sindaco Leopoldo Di Girolamo, così come lo stesso cittadino aveva ‘promesso’ lo scorso 8 settembre 2017, quando aveva pubblicamente reso nota la sua intenzione di dimettersi dopo ‘aver risolto’ la questione finanziaria di dissesto dell’Ente:

All’esito speriamo positivo del ricorso – aveva assicurato il sindaco – seguiranno le mie dimissioni in aula”.

Si preannuncia un consiglio comunale infuocato, infatti le opposizioni stanno chiamando a raccolta i cittadini per invitarli a partecipare al consiglio comunale straordinario per ‘mettere pressione’ al primo cittadino su un eventuale clamorosa decisione.

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