Terni, Di Girolamo “Mi dimetto dopo ricorso contro Corte dei Conti su riequilibrio”

Terni, Di Girolamo “Mi dimetto dopo ricorso contro Corte dei Conti su riequilibrio”

Rovente consiglio comunale sul piano di rientro del Comune, opposizioni “Vergogna”

Nel suo intervento durante la seduta consiliare di ieri, il sindaco Leopoldo Di Girolamo dopo aver ripercorso tutte le motivazioni, anche quelle di carattere nazionale rispetto alla situazione generale degli enti locali, ha definito il piano di riequilibrio come “Un atto di trasparenza e di verità senza nascondere nulla, anche le responsabilità dell’amministrazione e delle precedenti, un atto a tutela del futuro della città e degli interessi dei cittadini”.

Il primo cittadino ha anche ricordato che l’amministrazione, a seguito del confronto con lo studio legale incaricato e alle azioni poste in essere contro la decisione della Corte dei Conti che ha ‘bocciato’ il piano di rientro del Comune, abbia elementi per contare sull’accoglimento del ricorso presentato.

Il sindaco ha anche ricordato che sono 151 i Comuni che hanno aderito al piano di riequilibrio e che il numero sta crescendo in maniera piuttosto sostanziosa e tenderà a crescere nei prossimi mesi, secondo i dati dell’Anci. Anche rispetto ai ricorsi alle sezioni unite, i dati – ha detto – parlano di circa la metà di ricorsi accolti.

“Il ricorso – ha aggiunto il sindaco – è un elemento doveroso a tutela dei cittadini, del lavoro fatto e della votazione del consiglio. L’augurarsi il commissario solo per ragioni di convenienza politica significa avere lo sguardo corto.

All’esito speriamo positivo del ricorso – ha ribadito il sindaco – seguiranno le mie dimissioni in aula”.

Per quel che riguarda le vicende giudiziarie, legate all’Inchiesta Spada, il sindaco ha aggiunto che ognuno degli amministratori coinvolti agirà in sua difesa, se lo riterrà opportuno, fino al terzo grado di giudizio e solo allora si potrà dire se c’è colpevolezza.

Tra gli interventi dell’opposizione Marco Cecconi (FdI) ha detto, rivolgendosi alla giunta e al sindaco di considerare “una vergogna per l’intera città il fatto che siate ancora qui. La corte dei conti  – ha aggiunto – ha scritto censure fortissime nei confronti del piano, che si riassumono nell’aggettivo inattendibile. In quelle 36 pagine della motivazione sono condensati tutti i dubbi e le censure dell’opposizione rispetto a questo sedicente piano di riequilibrio che sembra scritto sulla sabbia”.

Thomas De Luca (M5S) ha parlato di sensazione di “amarezza e di nausea”. “Quanto ci stanno costando questa paralisi, queste sabbie mobili nelle quali sta scivolando la città? Che cosa c’è da portare avanti ancora? – ha chiesto – cosa volete mettere in sicurezza? Serve un gesto di sincerità, serve dire che avete sbagliato, che vi mettete da parte, prendendo consapevolezza che un’epoca è finita. L’idea che dopo una eventuale ulteriore bocciatura delle sezioni unite qualcuno pensi di presentare un altro piano – ha concluso De Luca – è da avanspettacolo”. 

Enrico Melasecche (IlT) ha detto che a suo parere, “ormai in città è tutto fuori controllo, non c’è capacità di reazione da parte di una giunta che sfugge alle responsabilità. Fatti gravissimi passano sulla pelle di chi governa come acqua fresca e anche questo è un segno dello scadimento della cultura civica di questa città. Non c’è senso di responsabilità: mi vergogno per voi”, ha concluso il consigliere d’opposizione.

Federico Pasculli (M5S) ha fatto rilevare che “se un assessore all’urbanistica sbaglia una variante tecnicamente quell’assessore si dimette e dunque se un assessore al bilancio sbaglia tecnicamente un piano di predissesto si dovrebbe dimettere ugualmente. Andiamo avanti ad oltranza in una stasi permanente, danneggiando anche l’immagine città che non costituisce più un ambiente favorevole per qualsiasi progetto”.

Per Paolo Crescimbeni (Gm), “questa situazione comunica un senso di grande tristezza. Tanta pervicacia nel tenere le posizioni non è compresa dalla città. La gente si domanda il perché si voglia permanere in questa situazione di fronte al fallimento di tutti gli obiettivi, non solo quelli di bilancio. Spero che quest’incubo per la città finisca quanto prima”.

Per la maggioranza, Faliero Chiappini ha ribadito che tutti sono consapevoli “delle difficoltà e della situazione del Comune, oltre che del rapporto con i cittadini, delle situazioni di degrado, delle grandi opere ferme. Altrettanto consapevole si è detto Chiappini della serietà con la quale l’amministrazione sta cercando di affrontare la situazione. Gli sforzi dal giugno 2014 sono stati notevoli e sono state messe in campo attività complesse per risanare la situazione senza alzare la tassazione, e per invertire la tendenza. Quello che stiamo facendo, in quadro profondamente mutato e straordinariamente difficile per gli enti locali, è un tentativo di superare gli squilibri strutturali e se andrà in porto servirà a tutti. In questo senso – ha concluso – non ho sentito proposte alternative dall’opposizione”.

Andrea Cavicchioli (Pd) ha parlato di “un intervento intellettualmente onesto da parte del sindaco. Nessuno vuol venir meno alle responsabilità. Prima della bocciatura da parte della Corte dei Conti dicevo che scongiurate le conseguenze peggiori e con il piano di riequilibrio approvato si sarebbe potuti andare andare tranquillamente al voto. Secondo me questo è il percorso, lo era e lo è. Credo si sia modificato solo il requisito temporale rispetto a quel percorso, ma non gli obiettivi. Credo pure – ha aggiunto Cavicchioli – che in questo periodo intermedio abbiamo il dovere di fare al meglio il nostro lavoro nell’interesse della città, anche sulla struttura dell’ente, anche insieme all’opposizione”.

Il consiglio ha poi votato e respinto l’atto d’indirizzo presentato dall’opposizione: “premesso che il piano di riequilibrio presentato dall’amministrazione comunale ha scontato il parere negativo del Ministero degli Interni e la bocciatura della Corte dei Conti e considerato che la gravità dei rilievi mossi getta ombre gravissime sui conti comunali e impone un cambio improcrastinabile sulla gestione finanziaria dell’ente e tenuto conto che l’amministrazione da oltre un anno ha dovuto ammettere l’esistenza dei debiti fuori bilancio che concorrono a creare una situazione di gravissimo squilibrio strutturale dell’ente”, si chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta a procedere alle deliberazioni previste dagli articoli 193 e 194 del Tuel”.