Terni, Comune in dissesto | Ecco la ‘stangata’ su Imu e Tasi

Terni, Comune in dissesto | Ecco la ‘stangata’ su Imu e Tasi

Firmato il documento dal commissario prefettizio Cufalo

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Il 20 marzo 2018 il commissario prefettizio Antonino Cufalo e i sub-commissari Andrea Gambassi ed Emanuele D’Amico hanno formalizzato l’atto che sancisce l’innalzamento al massimo delle aliquote delle tasse comunali.  Una delibera resa obbligatoria dallo stato di dissesto dell’Ente, dichiarato il 1° marzo. Tra gli effetti dell’art.244 del Testo unico degli enti locali, infatti l’applicazione dell’art.251 che prevede l’obbligatorietà delle “aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita per le imposte, le tasse locali e le tariffe di spettanza dell’Ente”.

Sempre che queste non siano già al massimo di legge. È una delle dirette conseguenze dello ‘status’ di dissesto del Comune, che, negli anni, si è indebitato per oltre 50milioni di euro, così come relazionato dalla Corte dei Conti. Il documento siglato nei giorni scorsi sarà in vigore per 5 anni e “non è revocabile” e stabilisce le aliquote di Tasi e Imu applicabili che non potranno comunque superare il 10,6%.

Per quanto riguarda l’Imu, l’aliquota sarà pari all’1,06% per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale (tranne alcune eccezioni, come i ‘benimerce’, i fabbricati rurali a destinazione agricola e altre tipologie catstali) e dello 0,6% per le unità immobiliari direttamente destinate ad abitazione principale classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

L’aumento della Tasi (dalla quale verranno prelevata le somma di circa 10 milioni di euro per i capitoli di spesa relativi all’illuminazione pubblica pari a 2milioni e 500mila euro, la manutenzione delle strade pari a 2 milioni, verde pubblico per circa 1 milione e 300mila euro, polizia municipale per oltre 3 milioni di euro e ufficio anagrafico poco meno di 800mila euro) è stata fissata per lo 0,6 per mille per tutti gli immobili, tranne per i ‘benimerce’ che avranno un’aliquota di 2,5 per mille e i fabbricati rurali che avranno un’aliquota dell’1 per mille.

Balzeranno al massimo anche le aliquote per quanto riguarda l’addizionale comunale all’Irpef, alla Tosap, all’imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni.

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