Ternana, parla Bandecchi “Colpa mia, se ci salviamo tolgo Unicusano dal nome per fare pace”

Il patron rossoverde ripercorre le tappe del declino, ma lancia la volata salvezza

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Un confronto serrato con alcuni tifosi arrivati al “Liberati” per avere un faccia a faccia col patron Bandecchi poi la conferenza nella sala stampa dello stadio; questa mattina per la dirigenza rossoverde è stato tempo di fare il punto della situazione. Ultima posizione in classifica, zero vittorie in trasferta, e due sconfitte consecutive di Ferruccio Mariani, il tecnico che ha sostituito Sandro Pochesci dopo l’esonero.

Il patron rossoverde non si è sottratto al confronto, assumendosi gran parte delle responsabilità della situazione attuale della Ternana: “Sono solito ragionare con testa e braccia – ha detto Bandecchi – questa volta ho ragionato col cuore affidando tutto a Pochesci e non mi sono accorto in tempo di dove saremmo finiti”. Nelle parole di Stefano Bandecchi ci sono numerosi riferimenti all’ex tecnico, mai nominato in verità, al quale vengono attribuite responsabilità tecniche precise, come quelle del mercato di gennaio definito “demenziale” dal patron.

Bandecchi ha comunque tracciato una rotta chiara e precisa: “La situazione è difficile, ma non disperata. Mancano 17 partite e il nuovo tecnico è operativo da solo 7 giorni effettivi. Dalla prossima partita vedremo la Ternana con l’anima di Mariani che reputo un tecnico esperto per i suoi trascorsi calcistici in serie A e le sue precedenti esperienze da secondo”.

‘Bandecchi dà i numeri’ e il messaggio di Simone Longarini – Ripercorrendo le fasi che hanno portato all’acquisizione della Ternana, Stefano Bandecchi ha precisato che tra il milione e 600mila euro di gettone di ingresso, i 3,5 milioni per concludere il campionato, i quasi 2 milioni per la fideiussione e i lavori allo stadio, sono stati spesi circa 6milioni di euro: “Somma che dovrò spiegare al mio Cda in relazione all’attuale posizione di classifica che occupa la squadra. L’altro giorno Longarini mi ha inviato un messaggio molto carino che voglio leggervi – Patron non ha bisogno dei miei suggerimenti. Se lei non avesse preso la Ternana io l’avrei messa in liquidazione il 30 giugno 2017 con conseguente perdita del titolo sportivo e ripartenza dai dilettanti”.

Le ‘false’ promesse e il nome Unicusano – Il patron è tornato anche su quelle che molti, a dire del numero uno rossoverde, hanno scambiato per promesse di serie A: “Quando sono arrivato ho semplicemente detto che l’ambizione, ed io sono un uomo ambizioso, per chi gestisce una squadra di serie B è quella di andare in B e di certo non retrocedere. Mi scuso se le mie parole non sono state chiare e se qualcuno le ha prese come promesse che non sono riuscito a mantenere”.

“Due mesi prima della conclusione della trattativa – sottolinea il patron – ho chiesto con un sondaggio ai tifosi se il cambio nome potesse rappresentare un problema, ma l’esito ci ha consentito di accostare il nome Unicusano alla Ternana. Non credevo di mancare di rispetto alla città. Aggiungo una cosa: se dovessimo salvarci sono disposto a ricambiare nome e togliere Unicusano, se questo significa ‘fare pace’ con la città”.

A questo proposito il patron ha parlato anche dalla contestazione dei tifosi: “La nostra sede è stata imbrattata con scritte offensive nei miei confronti, ma io ho detto di non toglierle, non spenderò ulteriori soldi per questo. Anche per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti dei calciatori, vorrei che i tifosi se la prendessero meno con chi scende in campo; c’è qualcosa che sta degenerando e qualcuno ha deciso di metterla sul piano degli schiaffi. Si può anche non andare allo stadio, ma non si può essere violenti con i calciatori”.

Spettro retrocessione – l’ipotesi non è da escludere definitivamente visto l’inerzia del campionato rossoverde, così il patron precisa: “Cosa succederà in caso di retrocessione? Alcuni tifosi mi hanno detto di andarmene. Personalmente penso che avere un Bandecchi nel mondo del calcio non è una iettatura. Detto ciò le chiavi sono qui. Io mi sono fermato là. Se una palla tonda deve diventare una rissa. Quando c’è qualcosa sgradita a qualcuno è meglio fare un passo indietro. Se la città mi vorrà ancora io ci sarò”.

“Nessuno è mai venuto a prendere in giro la città e la tifoseria” –  “Continueremo ad impegnarci fino al 28 febbraio per il discorso calciatori eventuali in entrata. Non posso augurarmi che le prossime due partite possano tramutarsi in sconfitte. Voglio pensare che le prossime due possano diventare quelle della svolta. Per primi loro sono rimasti malissimo del risultato di sabato. Spero che le prossime due partite non mi possano portare a decisioni diverse. Spero che la cura Mariani possa portare risultati. La rabbia contro Mariani? E’ un pò artefatta. Non mi sono sfuggiti i fischi all’uscita di Tremolada. A mio avviso doveva uscire prima”.

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