Tentò di uccidere la ex di 16 anni, confermata la condanna - Tuttoggi

Tentò di uccidere la ex di 16 anni, confermata la condanna

Sara Minciaroni

Tentò di uccidere la ex di 16 anni, confermata la condanna

Le ha inferto diversi fendenti con un collo di bottiglia spezzata, alla gola ed al petto
Ven, 11/03/2016 - 14:33

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Una storia di violenza e percosse, fino allo stalking, fino ad un tentativo di omicidio. La vittima, una ragazzina di 16 anni, contro la volontà dei genitori, ha intrapreso una relazione con un ragazzo di 23 anni che poi ha tentato di ucciderla con un collo di bottiglia spezzato. Lui già condannato in primo grado ad una pena di otto anni e 4 mesi dal gup del tribunale di Terni, che lo ha giudicato nell’ambito di un rito abbreviato, ha affrontato questa mattina il processo di secondo grado, difeso dall’avvocato Francesco Mattiangeli, ottenendo la riduzione di otto mesi della pena.

I due avevano avuto una relazione per 5 mesi, poi, a luglio 2014, la storia era finita. Una sera la 16enne si trovava in un bar di Terni insieme ad amici e al fratello, quando l’ex, di origine marocchina le ha chiesto di appartarsi per parlarle è in quella circostanza che è avvenuta l’aggressione. Il ragazzo le ha inferto diversi fendenti con il collo di bottiglia spezzata, alla gola ed al petto. Poi, soccorsa dai passanti la ragazza è stata portata all’ospedale e sottoposta ad un intervento per suturare le ferite e fermare le copiose emorragie, evitando il peggio. Lui, scappato dal luogo dell’aggressione si era  rifugiato nella  sua abitazione dove le forze dell’ordine lo avevano trovato nascosto sotto.

Oltre al tentato omicidio al giovane erano contestate le accuse di violenza privata, atti persecutori e maltrattamenti, reato già derubricato dal gup in lesioni nella sentenza di primo grado. La giovane, secondo l’accusa, era già stata aggredita più volte dall’ex, che non si era rassegnato alla fine della relazione, fino all’episodio più grave dell’agosto 2014. Motivo per il quale i genitori avevano sempre osteggiato la relazione, lui aveva anche convinto la minorenne a trasferirsi per un periodo nel suo appartamento. Oggi la Corte d’Assise d’Appello ha confermato la condanna, con una lieve riforma a favore dell’imputato condannandolo a 7 anni e 4 mesi di reclusione. 

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