Tari, aumento medio del 10 per cento

Tari, aumento medio del 10 per cento

Alessandro Orfei

Tari, aumento medio del 10 per cento

Mer, 25/05/2022 - 09:18

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Seduta fiume della prima commissione con i dirigenti di Valle Umbra Servizi

Aumento medio del 10 per cento per le tariffe della Tari. La Prima commissione, coordinata dalla consigliera Daniela Flagiello, si è espressa martedì 24 maggio, in una riunione alla quale hanno partecipato l’assessore al Bilancio, Elisabetta Ugolinelli, il dirigente di Auri Sandro Rossignoli, il direttore generale di Vus, Marco Ranieri e alcuni dirigenti dell’azienda dei rifiuti.

“Costi in crescita per il deficit impiantistico”

Nello specifico dei numeri c’è entrato Rossignoli, spiegando che il tetto concesso da Auri per la messa in sicurezza dell’azienda dei rifiuti, è stato dell’8,68 per cento, che di fatto arriverà al 10 per effetto di altre componenti strettamente comunali. Il tema è la differenza, il delta, tra costi riconosciuti e costi sostenuti. L’azienda, su questo, ha anche presentato istanza di riequilibrio. Documento che l’autorità tratterà nei prossimi giorni. Il problema dell’aumento dei costi è dovuto essenzialmente al “deficit impiantistico”, l’ha definito Rossignoli. “Non c’è una discarica di riferimento e l’azienda è costretta a far smaltire i propri rifiuti in altri plessi regionali”. Problematica che aumenta nettamente i costi.

Le riduzioni e le agevolazioni

Nello specifico delle agevolazioni, sia per le utenze domestiche che non domestiche, c’è entrata l’assessore Ugolinelli. Per le non domestiche: riduzione del cento per cento in favore delle attività chiuse durante la pandemia (anno 2022). Riduzione del 50 per chi ha registrato la diminuzione del 20 per cento del fatturato. Per le non domestiche: per Isee tra zero e tremila euro riduzione del 90 per cento, riduzione del settanta per la fascia tra tremila e cinquemila, da cinquemila a dodicimila riduzione del cinquanta percento. Una famiglia dunque, con un monolocale da 60 metri quadrati nel 2019 pagava 144 euro e nel 2022 pagherà 150 euro. Una famiglia di quattro persone, in 200 metri quadrati passerà da 314 euro a 347.

Il dibattito in commissione

Nel dibattito, il capogruppo del Pd Elia Sigismondi ha puntato il dito sulla mancata partecipazione con le associazioni di categoria e ha chiesto di inserire non solo il parametro delle riduzioni di fatturato, ma anche la redditività, per l’accesso alle agevolazioni. “E’ evidente che in questa Regione tutte le forze politiche hanno affrontato il tema dei rifiuti in modo non corretto. La mancanza di impianti è una cambiale che il Comune paga”, ha detto. “Se questo incremento dei costi fosse accompagnato da un miglioramento dei servizi – ha detto il capogruppo dei 5 Stelle, David Fantauzziandrebbe bene ma temo che non sarà così“. “L’aumento delle tariffe – ha sottolineato Mauro Malaridotto (Lega) – è una questione che viene da lontano. L’Arera ha verificato che le tariffe non permettevano il pareggio“. “Dobbiamo partecipare attivamente e parlare con i cittadini per spiegare l’aumento delle tariffe“, ha detto Domenico Lini (Gruppo misto).

Il direttore Ranieri: “Vus rimessa in carreggiata”

Il direttore generale di Vus, Marco Ranieri, ha approfittato per fare un serio punto della situazione: “Siamo in sella da 180 giorni e abbiamo fatto un lavoro mai visto prima, per cercare di dare alla società un destino diverso. L’azienda, da quando siamo qui, ha fatto passi epocali, che hanno lo scopo di rimettere in carreggiata l’azienda, non solo igiene urbana. L’igiene urbana è un settore deficitario, sono convinto che l’eccesso dell’uso dei social esagera la criticità, che c’è“. Quindi il punto sul piano industriale e sulla riorganizzazione: “Non crediamo che questi cambiamenti possano avere effetto in un giorno o in una settimana. Stiamo davanti ad una azienda che per molti anni ha ripianato le perdite di igiene urbana con gli altri servizi. Dopo cinque settimane dal mio ingresso, abbiamo approvato un piano industriale. Il Piano industriale non si fa nelle piazze o nelle assemblee cittadine. Si fa nei cda e si mette a disposizione dei soci. La gestazione di questo piano industriale è solo riservato ai soci. I soci si sono confrontati con noi largamente. Abbiamo riapprovato la scorsa settimana in cda e a brevissimo in assemblea per approvazione definitiva“. Si tratta di un “piano che prende atto della situazione difficile dell’azienda. Questo piano cerca di fotografare l’azienda per quello che è realmente. Facile dividere gli utili quando non si investe. Quest’azienda non ha fatto investimenti per anni“. E sui contenuti: “Riallineamento agli standard della differenziata. Non è vero che è calata del 3 per cento, a noi risulta dello 0,3 sul comune di Foligno. E gli abbandoni incidono”. Il direttore affari generali, Fabio Cari, ha anche specificato che tra le cause degli aumenti, c’è il passaggio del modello organizzativo dalla raccolta di prossimità al porta a porta.

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