Tagli ai trasporti, Merli "Ad agosto usufruire dei mezzi pubblici a Perugia sarà una chimera" - Tuttoggi

Tagli ai trasporti, Merli “Ad agosto usufruire dei mezzi pubblici a Perugia sarà una chimera”

Redazione

Tagli ai trasporti, Merli “Ad agosto usufruire dei mezzi pubblici a Perugia sarà una chimera”

Assessore ai trasporti Merli fa il punto in commissione sui tagli alle corse estive. Ma sul trasporto scolastico non ci sarà nessun problema
mercoledì, 31/07/2019 - 08:47

Condividi su:


Tagli ai trasporti, Merli “Ad agosto usufruire dei mezzi pubblici a Perugia sarà una chimera”

Tagli al trasporto pubblico locale ma anche informazioni in vista della riattivazione del trasporto scolastico a settembre: sono stati questi i temi di cui si è parlato durante la riunione della IV Commissione consiliare del Comune di Perugia, presieduta da Michele Cesaro. A fare il punto della situazione è stato l’assessore alla Mobilità Luca Merli affiancato dai responsabili degli uffici competenti.

Relativamente alla situazione del Tpl l’assessore Merli ha fatto una panoramica dello scenario che si è creato a partire dall’inizio del mese di luglio, con i tagli apportati dalla Regione e da BusItalia per far fronte, come ha ricordato lo stesso assessore, a un disavanzo finanziario.

“Il taglio che riguarda il territorio comunale di Perugia – ha spiegato ancora Merli – è di complessivi 120 km, per circa 210mila euro di risparmio. Ci siamo battuti sia come Comune che come Anci, contro questa decisione della Regione e la revisione delle corse effettuata da BusItalia. Abbiamo raccolto le rimostranze e le esigenze dei cittadini e abbiamo aperto un tavolo di confronto con l’azienda, ottenendo il recupero di alcune corse, come quella in fascia lavorativa da Umbertide la mattina presto, ma a scapito di altre. I tagli –ha proseguito Merli- avrebbero dovuto riguardare i trasporti nella cosiddetta ‘fascia morbida’, tutelando gli orari in fascia lavorativa, ma purtroppo non sempre è stato così, con gravi danni per gli utenti su tutto il territorio comunale, soprattutto per chi abita nelle aree più periferiche. Abbiamo anche provato a proporre soluzioni alternative, come per esempio, alcuni tagli al trasporto su ferro anziché su gomma, che avrebbe comportato risparmi maggiori, ma senza risultato”.

Secondo lo stesso assessore, il prossimo mese di agosto “usufruire dei mezzi pubblici a Perugia sarà una chimera”, in considerazione del fatto che ai tagli apportati si aggiungeranno la chiusura programmata di quindici giorni del Minimetrò per manutenzione e la soppressione dei buxini Acap dall’8 al 26 agosto.

Rispetto alla motivazione che ha portato ai tagli del tpl, Merli ha precisato che il disavanzo che si adduce a motivo dei tagli, per il mancato versamento dell’Iva da parte dei Comuni, risale in realtà al 2006 e che la stessa richiesta di versamento dell’imposta da parte della regione sarebbe illegittima. “Se tale richiesta poteva valere fino al 2012,  con l’entrata in vigore del federalismo fiscale la regione non può più pretendere il versamento dell’iva nelle proprie casse, perché la legge prevede che venga versata dai comuni direttamente all’erario. “Su questo -ha ribadito Merli- abbiamo il conforto di numerosi pareri tecnici.” Sulle prospettive future ha quindi spiegato che -come già riportato da più parti- si dovrebbe andare verso la creazione dell’Agenzia per il trasporto e una prospettata riduzione dei tagli previsti a partir da settembre, conseguente ad un recupero di risorse da destinare al trasporto pubblico.

Sulla questione dell’Iva, lo stesso dirigente alla Mobilità Naldini ha precisato ulteriormente che il Comune di Perugia ha sempre pagato l’Iva all’interno del corrispettivo pagato all’azienda di trasporto. Tra il 2006 e il 2011, secondo quanto riportato dal dirigente, lo stato ha introdotto un meccanismo di aiuto ai comuni restituendo una quota parte dell’iva versata sul corrispettivo. “Ora, -ha spiegato Naldini- dobbiamo tenere conto del fatto che se alcuni comuni dell’Umbria non spendono molto o addirittura niente per il tpl coperto interamente dal fondo trasporti, il Comune di Perugia, invece, ha una copertura che arriva solo al 60% del costo, il restante 40% viene dal bilancio comunale. Di conseguenza, anche l’iva versata dal comune rappresenta un ammontare consistente. In concreto, -ha concluso- il contributo che lo stato ha restituito, per il periodo 2006/2011, al comune assomma a 4 milioni e mezzo circa, ma per  gli stessi anni l’iva pagata sulla quota proveniente dal bilancio comunale assomma a 4,2 milioni circa, quindi ciò che resta da versare alla regione sono più o meno 380mila euro, che peraltro abbiamo a bilancio e siamo pronti a versare.”

Nel dibattito che ne è seguito la capogruppo Blu, Renda si è detta perplessa sulla possibilità di realizzazione dell’Agenzia per i trasporti: “se ne parla da tanto -ha detto- e non capisco come mai solo ora ci si arriva.” La stessa Renda ha anche espresso critiche rispetto alla gestione complessiva dei trasporti da parte della regione. “Mi riferisco, in particolare, alla mancata manutenzione delle rete ex Fcu, -ha detto- che ha creato disagi enormi per l’intera utenza regionale.”

Critica rispetto alla possibile creazione dell’agenzia anche la consigliera di Progetto Perugia Casaioli che ha ricordato le forti difficoltà che già in passato erano state sollevate rispetto alla trasformazione di Umbria Mobilità e il parere negativo dell’Agenzia delle Entrate. “L’agenzia -ha detto- non è la soluzione, perlomeno non nel breve periodo. Dobbiamo fare un’azione forte sulla Regione perché si trovino i fondi per il trasporto pubblico.”

Dal canto loro, la capogruppo Pd Bistocchi e il suo collega di partito Zuccherini hanno richiamato la commissione al tema dell’ordine del giorno, il trasporto scolastico; lo stesso Zuccherini ha anche invitato a porre l’attenzione sul tema della mobilità in generale, ricordando che molte sono le cose da rivedere anche rispetto alla mobilità urbana del comune di Perugia. E per questo, ha proposto una seduta congiunta sul tema della III e della IV commissione consiliare, al fine -è stato il suo auspicio- di arrivare a un confronto concreto e non strumentale, magari anche con audizioni dei vari soggetti interessati, dalla regione stessa a BusItalia.

Dal canto suo, anche la consigliera pentastellata Morbello ha ribadito la necessità che il Comune si batta con forza e determinazione per risolvere quanto prima la situazione. “Ai cittadini -ha detto- non interessa chi incolpare, ma di poter andare a lavorare o a scuola, o all’ospedale senza disagi. Dobbiamo dare risposte concrete.”

D’accordo sulla opportunità di una discussione più approfondita della tematica anche in III commissione si è detta la consigliera Casaioli che, in qualità di presidente di quella commissione, ha tenuto a sottolineare come tanti siano gli argomenti da discutere al riguardo. “Nella passata consiliatura -ha detto Casaioli- l’amministrazione non è stata ferma sul tema della Mobilità, consapevole della necessità di ridisegnare il trasporto pubblico in città. Lo abbiamo fatto attraverso il Pums, ma ora è necessario trovare le risorse per realizzare il piano, affinché non resti solo un bel sogno. Uno dei primi argomenti da affrontare è proprio la rimodulazione dei criteri di ripartizione del fondo trasporti, perché una città come Perugia ha bisogno di una programmazione e non di  operazioni spot.”

Sul trasporto scolastico è, dunque, intervenuto il responsabile del diritto allo studio, Piero Martani, che ha premesso come lo stesso sia un servizio a domanda individuale, complementare al Tpl, di esclusiva gestione del Comune di Perugia, quindi non toccato dai tagli suddetti. “Attualmente -ha precisato- abbiamo un parco mezzi completamente rinnovato, di 70 scuolabus, tutti da 32 posti, di cui, mediamente, ne vengono impiegati dai 50 ai 55. Il servizio copre tutto il territorio comunale, arrivando anche alle frazioni più lontane, con una potenzialità in termini di km che arriva a un milione di km annui. “I servizi relativi al trasporto scolastico -ha spiegato ancora Martani- afferiscono principalmente all’entrata e uscita dalla scuola, ma vi rientrano anche le brevi uscite didattiche, l’accompagnamento per attività fisica fuori palestra, servizi più personalizzati, come per esempio, quello rivolto agli utenti portatori di disabilità e il servizio rivolto a scuole speciali e centri di riabilitazione come il Serafico e il centro di riabilitazione di Fratta Todina. Complessivamente -ha concluso- riguarda circa 1.800 utenti circa ed ha un costo di 1,5 milioni l’anno, con una compartecipazione da parte delle famiglie che copre circa il 30% dell’importo”.


Condividi su:


Aggiungi un commento