Summit nazionale del tabacco a Città di Castello per la riconquista dei fondi Ue

Summit nazionale del tabacco a Città di Castello per la riconquista dei fondi Ue

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Sono venuti in centinaia da tutta l'Umbria ma anche dalla Campania e dal Veneto, le altre regioni tabacchicole per eccellenza dello stivale. Tutto il mondo del tabacco che conta si è ritrovato ieri, in un vertice sulla coltivazione del tabacco organizzato da Confagricoltura e altre sigle nel centro servizi della zona industriale di Cerbara, a pochi chiometri da Città di Castello.

L'incontro aveva tra i suoi obbiettivi quello di mettere faccia a faccia gli esponenti della filiera del mondo del tabacco -dai produttori, alle associazioni, ai politci- con il ministero delle Politiche Agricole e con alcuni parlamentari europei, per concordare le strategie politiche di rilancio del settore.

Chi c'era – Grande assente dell'ultim'ora Mario Catania, ministro delle Politiche Agricole, impegnato a Roma in un consiglio dei ministri e comunque rappresentato dal capo della segreteria tecnica Riccardo Deserti. Pesante invece la presenza di Paolo de Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, considerato da tutti i presenti come un vero e proprio punto di riferimento in sostegno delle politiche pro tabacco a Bruxelles.

“Tabacco e lavoro, una risorsa per il paese” è il titolo del convegno, che ha visto la partecipazione anche della presidente della regione Catiuscia Marini, dell'assessore Fernanda Cecchini, dei parlamentari umbri Emanuele Trappolino e Walter Verini, del senatore Domenico Benedetti Valentini, dell'europarlamentare Roberto Gualtieri, di tanti sindaci dell'Alto Tevere, degli esponenti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e di tantissime sigle del mondo del tabacco.

Fondi e sostegno al comparto – “Siamo veramente felici e sorpresi da una simile affluenza”, ha detto in apertura Oriano Gioglio, organizzatore dell'evento in quanto vertice dell'associazione di categoria Unitab. “Abbiamo una scadenza che è il prossimo venti aprile, data entro cui dovremo avere delle risposte certe”, ha detto, facendo riferimento ai tre obbiettivi che la manifestazione ha voluto sottoporre alla politica.

Il primo è la prossima riforma della Pac (Politiche agricole comunitarie), ovvero il sistema di finanziamento dei comparti agricoli in Europa, che ha escluso fino al 2013 il tabacco tra le agricolture che godono di sostegni europei diretti. Su questo fronte, l'obbiettivo emerso ieri tra gli esponenti dei tabacchicoltori è che sia reintrodotto il tabacco tra le produzioni sostenute con fondi Ue dal 2013 al 2020.

Il secondo obbiettivo è il coordinamento di un'attività di lobbying per contrastare una direttiva sui prodotti da fumo, attualmente allo studio a Bruxelles su sollecito dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La direttiva, infatti, colpendo i prodotti da fumo (sigari, sigarette, trinciato, ecc), potrebbe avere ricadute negative sul comparto agricolo in Italia.

Il terzo obbiettivo è invece la 'sostenibilità del mercato', ovvero la trattativa con le multinazionali del tabacco, per tentare di strappare prezzi di vendita del prodotto più alti alle multinazionali che hanno in mano la manifattura e la vendita dei prodotti da fumo.

“Ad oggi almeno il 60 per cento delle aziende non riesce a coprire le proprie spese con il ricavato delle vendite”, ha detto ancora Gioglio, sollecitando i presenti ad adoperarsi per garantire maggiori fondi al comparto.

Politica protab – La regione, per bocca dell'assessore alle Politiche agricole Fernanda Cecchini, ha sottolineato il proprio impegno nel sostegno del settore, anche con lo stanziamento di fondi agroambientali provenienti dal Psr (Piano di sviluppo rurale), mentre Deserti ha garantito il massimo apporto del ministero a sostegno del tabacco in Europa e -come mero mediatore- nelle trattative tra il comparto e le multinazionali.

De Castro, infine, è stato quello che ha maggiormente dichiarato il proprio apporto ai produttori in sede di parlamento europeo: “A volte per pochissimi voti riusciamo a difendere il voto in parlamento europeo, per pochissimi voti siamo riusciti a difenderci dai continui attacchi del nord Europa”, ha detto il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. “Ci sono molte cose da fare, ma il parlamento europeo oggi ha gli strumenti per farle”, ha detto.

 

Francesco de Augustinis

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