Da oltre un anno e mezzo gli studenti fuori sede dell’Università degli Studi di Perugia non hanno un medico di base. “Su 30 mila studenti universitari, il 50 per cento è fuori sede e nessuno li tutela dal punto di vista sanitario”. Questa la denuncia di Rocco Russo (Alleanza Universitaria) che si è fatto portavoce della protesta per la mancanza di un simile servizio sanitario, una denuncia culminata questa mattina con un sit in organizzato insieme al Comitato Studenti Fuori Sede di Perugia davanti ai palazzi della Regione Umbria. “L’Adisu è vero che mette a disposizione i locali vicino a via Faina, ma ancora oggi, dopo le mozioni presentate al Consiglio degli Studenti, ci dicono che si devono mettere d’accordo per firmare un protocollo d’intesa con la Regione Umbria. Ma cosa ci vorrà mai per inserire una persona che assista 30 mila studenti?”.
E se uno studente fuori sede si ammala, che fa? “O ha un amico perugino che lo porta dal suo medico – ha spiegato Russo – oppure deve andare all’ospedale anche se rimane lontano dalla città. Nei giorni festivi, poi, c'è la guardia medica, che si fa pagare anche solo per scrivere una semplice ricetta, visto che non si è residenti in questa città”. “Direi che ci meritiamo un minimo di assistenza sanitaria di base”, ha concluso Russo.
A questo punto l’appello all’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi: ”Sono uno studente calabrese che vive a Perugia da parecchi anni, come me ci sono altri studenti universitari che vengono qui a Perugia perché amano questa città, ma un medico di base che cosa ci costa? Mi rivolgo anche a chi verrà eletto al suo posto, vorremmo un medico di base il prima possibile”. La speranza dei ragazzi è che il sit-in possa servire a smuovere la problematica e che finalmente Adisu e assessorato trovino l'accordo e che in via Faina torni al più presto un medico di base.
Nel video, l'intervista a Rocco Russo