Strada di San Girolamo, tavolo aperto con Regione per finanziamenti mirati a dissesto idrogeologico - Tuttoggi

Strada di San Girolamo, tavolo aperto con Regione per finanziamenti mirati a dissesto idrogeologico

Redazione

Strada di San Girolamo, tavolo aperto con Regione per finanziamenti mirati a dissesto idrogeologico

Il sindaco di Gubbio Stirati "Situazione monitorata"
Ven, 15/02/2019 - 18:33

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Sono tornate d’attualità, in questi giorni, le problematiche della strada di San Girolamo, poiché nonostante il divieto di transito per “caduta massi” molti pedoni e auto continuano comunque a percorrerla.

“Abbiamo ben presenti – ha detto il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati le condizioni problematiche della strada che conduce al Monastero omonimo, luogo con una forte valenza spirituale, culturale e simbolica, particolarmente caro a tutti gli eugubini e frequentato come meta di pellegrinaggi. Ragioni che ci spingono alla massima attenzione”.

A seguito della rilevazione del dissesto idrogeologico e dei fenomeni franosi, l’amministrazione è intervenuta per interdire il transito con ordinanze specifiche e obbligatorie, una di circa 1 anno fa e l’altra più recente che estende il divieto a un ulteriore tratto di strada. Nel frattempo, con circa 140 mila euro si è provveduto alla messa in sicurezza di un muro di contenimento e, a seguito di sopralluoghi, sono state eseguite operazioni di pulitura di alberature e decespugliamenti

La situazione di instabilità delle scarpate con fenomeni microfranosi, – aggiunge il sindaco – è complicata dalla presenza di colonie di cinghiali e dal loro passaggio. Con la Regione, responsabile dei dissesti idrogeologici e dei movimenti franosi, nonché deputata ai necessari stanziamenti di fondi adeguati, è in corso un iter di studio approfondito che ci consentirà di intervenire in maniera appropriata e definitiva. I nostri uffici tecnici stanno procedendo su questa linea, per definire esigenze e modalità dei lavori nonché i costi dell’operazione di messa in sicurezza, in grado di risolvere la problematica. E’ chiaro che la presenza di 18 suore clarisse “della Trinità” che lì si sono trasferite da diversi anni, va tenuta in debito conto e crea un elemento di maggiore attenzione, cercando di conciliarla con i necessari provvedimenti cautelari da parte del Comune stabiliti per legge e con gli interventi conseguenti”.

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