Statua Madonna presa a calci / Rosario del Vescovo/Aggiornamento

Statua Madonna presa a calci / Rosario del Vescovo/Aggiornamento

Gruppetto di giovani stranieri, la spezza in due parti per poi prenderla a calci / Giulietti, "solo vandalismo"/ Foto rosario e comunicato Diocesi


share

Un rosario di riparazione dopo il grave oltraggio ai danni dell’edicola votiva dedicata alla Beata Vergine Maria, celebrato dal vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, Paolo Giulietti. Questo dopo che nelle scorse ore la statua della madonna è stata letteralmente presa a calci nell’area verde curata ed attrezzata

attraverso l’autofinanziamento di diverse famiglie che abitano in via Girolamo Tilli, nella periferia sud del capoluogo umbro.

“Dobbiamo condannare questi atti di vandalismo e di maleducazione, ma non attribuirgli significati che non hanno, perché si sente parlare in questi giorni, seppur tragici e luttuosi per le azioni terroristiche che hanno colpito il cuore della vicina Francia, di episodi di intolleranza verso i cristiani della nostra citta'”: così il commento del vescovo, al termine della recita del Rosario in riparazione ad un atto sacrilego commesso ai danni dell’edicola votiva. “Il grave atto – si legge in una nota della Diocesi – è avvenuto nei giorni scorsi con l’asportazione dall’edicola della piccola statua della Madonna da parte di un gruppetto di giovani stranieri, che l’hanno spezzata in due parti per poi prenderla a calci.

Oggi la statuetta è stata ricollocata nell’edicola dagli abitanti del quartiere. Giulietti ha anche tranquillizzato i fedeli. “Dobbiamo riconoscere – ha detto – che per l’islam la figura di Maria è molto importante: è la Madre del profeta Gesù concepito nella verginità e la Beata Vergine è la donna più santa. Molti musulmani vengono in preghiera nei santuari mariani del Medio Oriente. Non si può attribuire questo gesto di vandalismo, che come ho detto va condannato in ogni senso, ad un episodio di odio religioso. E’ importante non alimentare la diffidenza reciproca soprattutto in questo momento, ma occorre comprenderci gli uni e gli altri ed aiutandoci reciprocamente a capire i valori di ogni esperienza religiosa”.

Il vescovo ha avuto anche parole di apprezzamento per quanti da anni si adoperano a curare l’area verde di proprietà pubblica, ma gestita da privati: “Custodiscono questo piccolo segno con molta cura – ha sottolineato -, perché favoriscono l’aggregazione nei quartieri, che è vitalità sociale ed anche per essere espressione di amore per la Madre di Dio, di consapevolezza che questi segni della vicinanza del Signore accanto a noi sono importanti e sono segni di speranza ed anche perchè manifestano l’impegno di tutto un quartiere per un luogo comune in mezzo a tanto disinteresse e degrado. E’ bello vedere questi segni”.

Ecco il comunicato ufficiale della Diocesi:

In mezzo a tanto cemento armato e mattoni dei palazzi più alti della città di Perugia (alcuni sono di dodici piani), dove vivono diverse centinaia di famiglie, c’è una piccola ben curata ed attrezzata area verde grazie alla privata iniziativa di diverse persone che abitano ai civici 54-70 di via Girolamo Tilli. Queste persone si sono autofinanziate per recuperare un’area pubblica abbandonata, creando un’“oasi verde e vitale” sotto i loro appartamenti, per rendere più accogliente questo quartiere nella Parrocchia di San Barnaba. Nel 2000, l’anno del Grande Giubileo, hanno intitolato la “loro” area verde “Parco della Madonnina”, come riporta la scritta incisa sul basamento dell’edicola con la piccola statuetta dell’Immacolata Concezione, benedetta l’8 dicembre 2011. Proprio quest’icona mariana è stata oggetto di un grave episodio vandalico, verificatosi nei giorni scorsi, ad opera di «un gruppetto di persone di origine nord-africana», così hanno dichiarato alcuni abitanti dei palazzi di via Tilli al parroco di San Barnaba don Alessandro Scarda. «Hanno spezzato in due la statuetta per poi prenderla a calci come se fosse un pallone – racconta il sacerdote –. Al termine del “divertimento” hanno urinato sopra i due pezzi, che successivamente sono stati recuperati, puliti e incollati. La statuetta è stata nuovamente collocata nell’edicola per la devozione popolare e gli abitanti, che periodicamente si raccolgono in preghiera in questo luogo, hanno chiesto di recitare il S. Rosario in riparazione all’atto vandalico».
Il momento di preghiera si è svolto nel tardo pomeriggio dello scorso 9 gennaio guidato dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti insieme al parroco don Alessandro Scarda e a più di cinquanta fedeli. Mons. Giulietti, al termine della recita del S. Rosario, ha detto che «dobbiamo condannare questi atti di vandalismo e di maleducazione, ma non attribuirgli significati che non hanno, perché si sente parlare in questi giorni, seppur tragici e luttuosi per le azioni terroristiche che hanno colpito al cuore della vicina Francia, di episodi di intolleranza verso i cristiani della nostra città. Nel contempo, non possiamo non richiamare tutti al rispetto dei simboli religiosi e di custodire al meglio i luoghi in cui si trovano».
La religione non c’entra con il grave episodio di via Tilli, perché i mussulmani credenti pregano e venerano la Vergine Maria. E’ stato lo stesso vescovo ausiliare ha tranquillizzare al riguardo i fedeli nel dire: «dobbiamo riconoscere che per l’islam la figura di Maria è molto importante: è la Madre del profeta Gesù concepito nella verginità e la Beata Vergine è la donna più santa anche per i mussulmani. Molti di loro – ha proseguito il presule – vengono in preghiera nei santuari mariani del Medio Oriente. Non si può attribuire a questo gesto di vandalismo, che come ho detto va condannato in ogni senso, ad un episodio di odio religioso. E’ importante non alimentare la diffidenza reciproca soprattutto in questo momento, ma occorre comprenderci gli uni e gli altri e aiutandoci reciprocamente a capire i valori di ogni esperienza religiosa».
Mons. Giulietti ha avuto anche parole di apprezzamento per quanti da anni si adoperano a curare il “cuore verde” di via Tilli, dove bambini e adulti si ritrovano per momenti comunitari di svago e spirituali all’aperto: si gioca, si tengono feste di compleanno ed incontri di preghiera nel mese mariano di maggio ed una “stazione” della Via Crucis il Venerdì Santo. Il “Parco della Madonnina” è un esempio di civiltà e di sensibilità per i luoghi di pubblica utilità da “esportare” in altri quartieri periferici di Perugia per prevenire il loro abbandono. «Ho ringraziato le persone che custodiscono questo piccolo segno con molta cura – ha detto il vescovo ausiliare –, perché favoriscono l’aggregazione nei quartieri, che è vitalità anche sociale ed espressione di amore per la Madre di Dio. Dobbiamo avere la consapevolezza che questi segni della vicinanza del Signore accanto a noi, alle nostre abitazioni sono importanti e sono segni di speranza. Essi manifestano l’impegno di tutto un quartiere per il luogo comune in mezzo a tanto disinteresse e degrado. Vedere questi segni dà piacere».

Modificato 10/01/2015

share

Commenti

Stampa