Il Tar dell’Umbria accoglie il ricorso presentato dalla Regione Umbria, annullando la determina dirigenziale 2088 del 23 luglio 2025 con cui il Comune di Terni autorizzava l’avvio del progetto stadio-clinica. Si mantiene dunque il divieto regionale del 2022 alla realizzazione della struttura sanitaria.

Per il Tar, il provvedimento del Comune si basa su un presupposto errato, e cioè che fossero stati sciolti i nodi con i quali la determina regionale conclusiva della conferenza dei servizi approvava il progetto relativamente allo stadio, subordinando invece il sì alla clinica alla rispondenza con la programmazione sanitaria regionale. Cosa che in sostanza deve avvenire in via preventiva, e non con successiva verifica, come da tesi del Comune di Terni e delle società resistenti in giudizio, la Ternana Calcio e la Ternana Women, insieme a Stadium spa. “Nessun elemento presente nella formulazione del dispositivo della determinazione conclusiva della conferenza di servizi decisoria sorregge una tale interpretazione” scrivono i giudici amministrativi nella sentenza.

Da qui il vizio che inficia la determina del Comune di Terni, che si basa sul presupposto che la Conferenza dei servizi decisoria avesse dato il via libera alla realizzazone della clinica privata “seppur subordinatamente al verificarsi della condizione della sopravvenuta compatibilità della struttura con la programmazione sanitaria in itinere“.
Nella stessa decisione i giudici amministrativi del Tar hanno dichiarato inammissibili i ricorsi incidentali di Ternana Calcio e Ternana Women.
Insomma, lo stadio può essere ammodernato, ma quanto alla realizzazione a Terni di una clinica privata, il Comune (e gli investitori privati) devono prima trovare un’intesa con la Regione.
La nota della Regione e le reazioni politiche
In serata è arrivata la nota con cui la presidente Stefania Proietti e la Giunta regionale “prendono atto della decisione del Tar”.
Al termine di questo iter processuale, la presidente e la Giunta ribadiscono “di aver sempre agito per garantire la piena legittimità dell’azione amministrativa”.
“È piena volontà della Giunta – termina la nota – superare questa fase, rilanciando l’azione di governo volta a dare risposte sul fronte sanitario e dell’impiantistica sportiva della città di Terni”.
Ma il consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche punta l’indice contro la sinistra al governo della Regione che “ha bloccato il progetto stadio-clinica e, con esso, una concreta opportunità di rilancio per Terni”. Una scelta considerata “precisa e deliberata” contro un progetto, sottolinea, che avrebbe portato “lavoro, crescita economica, riqualificazione urbana, miglioramento infrastrutturale e un significativo potenziamento dei servizi sanitari”. Il tutto, “sacrificato sull’altare di logiche politiche miopi e ideologiche”.
La sentenza “mette definitivamente la parola fine a una delle pagine più conflittuali e amministrativamente opache della gestione Bandecchi” commenta unitamente il Patto Avanti, la coalizione di centrosinistra che guida la Regione. “La verità – prosegue – è che il ricorso della Regione ha evitato la scellerata demolizione dello stadio e il fallimento del Comune. Adesso acceleriamo sul nuovo ospedale e non perdiamo tempo con progetti irrealizzabili”.
Il segretario comunale di Forza Italia Terni, Antonio De Angelis, ritiene che il progetto debba essere recuperato: “E’ necessaria l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra Regione Umbria e Comune di Terni, finalizzato a superare le criticità emerse nella sentenza del TAR. Il progetto stadio-clinica è di fondamentale importanza per la città. Bandecchi e la Proietti lavorino insieme per consentire al più presto la realizzazione di queste importanti opere”.
Bandecchi: probabile appello al Consiglio di Stato
Ma la partita giuridico-amministrativa non è chiusa, perché il sindaco Bandecchi, in una nota del Comune, annuncia: “I nostri avvocati leggeranno attentamente la sentenza e presumibilmente, da una prima valutazione, il Comune ricorrerà al Consiglio di Stato”.
(nella foto, il sindaco di Terni Bandecchi e la governatrice umbra Proietti)