SpoletoArte, due grandi kermesse tra arte e cultura, nel nome di Margherita Hack

SpoletoArte, due grandi kermesse tra arte e cultura, nel nome di Margherita Hack

Morgan (tra i premiati di SpoletoArte), “Non mi spaventa dormire su una panchina, ma la politica intervenga a tutela della mia arte”

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Si è conclusa con una performance di Morgan che ha coinvolto tutti i presenti da Vittorio Sgarbi a Francesco Alberoni, l’inaugurazione di “Spoleto Arte” la mostra d’arte contemporanea, ideata e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, inaugurata sabato scorso nello storico Palazzo Leti Sansi, e con il riconoscimento “Premio Margherita Hack”. Sulle note di “ciao ciao bambina”, i successi di De André e Sergio Endrigo un Morgan apparso ancora scosso per le vicende relative allo sfratto della sua casa di Monza, ha regalato momenti di grande emozione in una due giorni che ha visto ieri una sentitissima lezione sull’amore di Francesco Alberoni e gli interventi sull’attualità e sull’arte di Vittorio Sgarbi.

L’esposizione, che rimarrà in mostra presso la sede di via Arco di Druso 37 (piazza del Mercato) fino al 22 luglio, ospita le opere di numerosi artisti contemporanei provenienti da tutta Italia e dall’estero. Taglio del nastro affidato a Vittorio Sgarbi e al sociologo Francesco Alberoni. «Spoleto parla da sola, parla al mondo di sé senza troppi sforzi perché è talmente carica di cultura che basta a sé stessa». Così Sgarbi ha commentato l’apertura insieme a Nugnes che ha aggiunto: «Sono sempre ben propenso a organizzare l’ormai tradizionale appuntamento annuale con la mostra di Spoleto Arte che conferma e rafforza il legame sinergico con la città di Spoleto, a me molto cara, nella sua dimensione incantevole immersa in un’atmosfera unica e inconfondibile, con il suo fascino pieno di storia, arte e cultura. Spoleto Arte ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’UNESCO- ha proseguito Nugnes- che per noi è motivo di grande orgoglio e soddisfazione». Un omaggio alla cultura italiana è stato l’intervento del sociologo Alberoni che ha detto: «Il nostro è un Paese che ama i miti, è intriso di poesia, non siamo mai usciti dal romanzo cavalleresco. Margherita invece seguiva una corrente illuminista molto rigorosa, più vicina a Voltaire, a Diderot, aveva la sola fantasia degli astrofici, ma lontana dal nostro modo di pensare che è sempre rimasto intriso di quel mito cavalleresco».

A contribuire al successo dell’evento sono intervenuti la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino, la giornalista Silvana Giacobini.

«È vero che ci resta il mito cavalleresco ma alla base delle nostre radici rimane la cultura greca innegabilmente misogina, – ha commentato Parsi- che illumina ancora di più personaggi straordinari che colorano di rosa la nostra storia come Margherita Hack».

Il “Premio Margherita Hack” in onore della signora delle stelle è ideato e organizzato dal manager, suo agente e amico Salvo Nugnes, con l’intenzione di mantenere viva la memoria della grande donna che attraverso i suoi studi e le sue ricerche ha lasciato un patrimonio prezioso in simbolica eredità al mondo intero. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato personalità del mondo dell’arte e della cultura che si sono distinte per particolari meriti.

L’edizione 2019 ha voluto insignire dell’autorevole premio il Presidente del Vittoriale degli Italiani di Gabriele D’Annunzio Giordano Bruno Guerri per la cultura, l’architetto Stefano Boeri per l’architettura, il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019 Milovan Farronato per l’arte, il giornalista, autore e conduttore televisivo Massimo Giletti per il giornalismo; la stilista e imprenditrice italiana, fondatrice del marchio FENDI Anna Fendi per la moda; il cantautore Morgan per la musica che durante l’evento ha fatto  riferimento alla difficile vicenda personale che sta attraversando a causa dello sfratto dalla sua casa di Monza.

«Oggi si è parlato di romanzi cavallereschi e io mi sento un po’ don Chisciotte- ha dichiarato il cantante-. In questi giorni stiamo parlando di arte e Sgarbi è l’unico politico che l’ha difesa negli anni, perché l’arte è l’espressione dell’essere umano in assoluto, quella che rimane nella storia. Oltre a fare musica sono stato sempre attento alla natura umana, quindi all’espressione e alla creatività. In questi giorni la mia casa, che è il centro della mia creatività, sotto assedio, mi è stata tolta, ma non mi interessano le quattro mura. Posso dormire anche su una panchina, ma là dentro c’è la mia vita, il mio lavoro, quello che ho fatto negli ultimi 30 anni, documenti, battiture, lettere, scritti, e le chiavi ce le ha la polizia ed entro tre giorni devo sgomberare. Chiedo alla politica di intervenire».

A sostenerlo è intervenuto Sgarbi: «Il potere si misura attraverso l’arte. L’artista è quello sempre vivo, non quello che è morto. E mentre è vivo ne è parte integrante, io vedo che Morgan è un bene culturale e lo proteggo perché la sua è una casa d’artista. Il privilegio dell’arte è l’unica cosa che protegge il popolo».

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