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Spoleto ricorda i morti a Nassiriya

Redazione

Spoleto ricorda i morti a Nassiriya

Il sindaco de Augustinis: “È il giorno della riconoscenza. Sono eroi questi ragazzi che si sacrificano per alte idealità”
martedì, 12/11/2019 - 17:42

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Spoleto ricorda i morti a Nassiriya

“Questo non è solo il giorno del ricordo ma è il giorno della riconoscenza e del nostro più profondo senso di ammirazione e di vicinanza nei confronti di tutti quelli che sono impegnati in drammatici scenari e teatri bellici. Gli eroi di oggi sono i nostri ragazzi che hanno perso la vita per portare la pace e sono tutti quelli che, anche senza morire sul campo, si sacrificano per idealità che meritano il nostro massimo rispetto”: queste le parole del Sindaco di Spoleto Umberto de Augustinis, pronunciate stamani nel corso della cerimonia in occasione della Giornata del ricordo dei caduti militari e civili in missioni internazionali di pace.

Il Sindaco, insieme al Comandante dello Stabilimento Militare di Baiano Colonello Alessandro Primavilla, ha deposto, di fronte al Monumento ai caduti di Nassiriya – presenti i rappresentanti delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, della Giunta, del Consiglio Comunale, di varie associazioni della città – una corona di alloro. È poi seguita la Resa degli Onori da parte di una schierante in Armi del 2° Battaglione Granatieri “Cengio”.

“Quello che è successo nei giorni scorsi in Iraq – ha detto il sindaco – è qualcosa che ci ricorda non soltanto ciò che è avvenuto 16 anni fa ma anche quanto gli scenari bellici siano tuttora pericolosi per la pace mondiale e per l’Italia, impegnata nel mantenimento della pace e degli equilibri del mondo. Nella vicenda di Nassiriya di sedici anni fa il tributo di sangue maggiore lo diedero i Carabinieri che erano andati ad istruire la polizia irakena per cercare di mantenere un ordine, per compiere una missione positiva. Dobbiamo essere grati a loro e a tutti quelli che sono tuttora impegnati in queste zone di guerra, perché sono in prima fila per ristabilire un sistema che rispetti i diritti umani. Questi ragazzi sono i nostri figli, sono i nostri amici che combattono per una idealità. Questo paese è stato costruito sull’idealità e va avanti sull’idealità. Ormai lo scenario è diventato internazionale e quindi anche fuori dai nostri confini dobbiamo andare a difendere i nostri ideali, la nostra idea di democrazia”.

“Se un giorno ci sarà una maggiore tranquillità e una maggiore sicurezza – ha aggiunto de Augustinis – lo dovremo sia ai ragazzi che sono ancora impegnati nelle missioni internazionali sia a quelli che hanno lasciato le loro vite sul campo. Le nostre forze armate hanno tutta la nostra ammirazione perché lavorano per noi, lavorano per quest’Europa, lavorano soprattutto per tutti gli uomini e per la dignità umana.  Siamo tutti assolutamente dalla loro parte. Siamo tutti Nassiriya – parafrasando il “Siamo Tutti Berlinesi” di Kennedy – perché con loro ci siamo anche noi e perché la loro scomparsa e le loro sofferenze colpiscono tutti noi, perché sono in gioco proprio quelle idealità attorno a cui noi continuiamo a batterci”.


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