Spoleto Cementi, chiusura e licenziamento collettivo in stand by - Tuttoggi

Spoleto Cementi, chiusura e licenziamento collettivo in stand by

Sara Fratepietro

Spoleto Cementi, chiusura e licenziamento collettivo in stand by

Mer, 29/09/2021 - 11:27

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Il punto sulla crisi Colacem e l'annunciata chiusura della Spoleto Cementi per gli alti costi di produzione fatto in Regione

In stand by la chiusura del cementificio di Sant’Angelo in Mercole da parte di Spoleto Cementi e conseguentemente la procedura di licenziamento collettivo. In attesa che la Regione Umbria verifichi con il ministero dell’Ambiente il nuovo quadro normativo di riferimento che permetterebbe di ridurre i costi di produzione del cemento, diventati insostenibili per la proprietà.

La notizia è stata data durante l’ultima seduta del Consiglio regionale dall’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni. Durante la parte del question time, infatti, il consigliere Stefano Pastorelli (Lega) ha chiesto chiarimenti ed aggiornamenti sulla situazione della Colacem, dopo gli annunci di chiusura per Spoleto e di spegnimento temporaneo dei forni di Ghigiano.

Colacem e Spoleto Cementi, produzione antieconomica per le nuove leggi

E proprio lunedì pomeriggio si era tenuto un incontro tra Regione Umbria, proprietà e sindacati, alla presenza anche del sindaco di Gubbio. Dove si è parlato anche della Spoleto Cementi.

“La criticità nasce dal fatto che, per effetto della nuova normativa comunitaria, i produttori di cemento – ha spiegato Fioroni – hanno quote di emissione di Co2 per le quali, senza poter utilizzare combustibili speciali come il Css (ribadisco che parliamo di combustibile, non Css rifiuto), si creerebbe il paradosso di produrre in perdita il cemento. Diventerebbe antieconomica la produzione, perché ogni tonnellata di cemento avrebbe un costo negativo.

Interpello della Regione al ministero dell’Ambiente

Questa è anche la motivazione – ha osservato l’assessore regionale – che ha portato alle vicende dello stabilimento di Spoleto, dove il dottor Angeli, in occasione di un incontro, evidenziava come l’incidenza economica dei costi energetici sulla produzione erano alla base della scelta (di chiudere, ndr). Ieri c’è stato un incontro con la proprietà e i sindacati, alla presenza anche del sindaco di Gubbio, nel quale si è valutato il nuovo quadro normativo, che potrebbe portare a valutare una procedura diversa”. Sembrerebbe infatti che in assenza di un incremento sostanziale dell’attività produttiva, utilizzare il Css non costituirebbe una modifica sostanziale. Per questo, la Regione Umbria farà un interpello preciso al ministero dell’Ambiente.

Spoleto Cementi, tutto in stand by

“Sulla base di questo, – ha aggiunto Fioroni – siamo riusciti anche a raggiungere la possibilità di ragionare con l’azienda direttamente sul sito di Spoleto, per poter prendere un po’ di tempo e cercare di capire se quella strada, che rimetterebbe chiaramente in discussione il piano per il quale i costi energetici sono troppo gravosi, possa portare altre soluzioni”. L’assessore ha ricordato che “la Spoleto Cementi spa aveva formalizzato la procedura di licenziamento collettivo ed il 6 ottobre era fissato l’incontro in cui l’azienda avrebbe comunicato ai sindacati le caratteristiche del piano sociale e sarebbero state attivate le procedure per la cassa integrazione. Ci è stata data dalla proprietà la disponibilità a prendere un periodo di riflessione, coerentemente con la verifica di un quadro normativo che è tutto nuovo e che sta cambiando sul Css.

La Giunta regionale vigila con attenzione, è un tema delicato per l’economia territoriale. Valutiamo – ha concluso Fioroni – la possibilità che un quadro normativo nuovo possa di fatto consentire criteri e procedure diverse”.

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