Sparatoria in camping, ora la donna comunica tramite bigliettini - Tuttoggi

Sparatoria in camping, ora la donna comunica tramite bigliettini

Claudio Bianchini

Sparatoria in camping, ora la donna comunica tramite bigliettini

L'aggressore ha fatto scena muta difronte al Gip / Disposta custodia cautelare al carcere di Fermo
Gio, 21/08/2014 - 15:51

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Sparatoria in camping, ora la donna comunica tramite bigliettini

Bocca cucita difronte al giudice delle indagini preliminari: Roberto Paglia, il folignate quarantanovenne che domenica scorsa al campeggio Spinnaker di Marina Palmense ha sparato cinque colpi alla moglie, ferendola gravemente alla testa ed al torace, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il gip ha comunque convalidato le richieste presentate dal pubblico ministero Nadia Carducci: arresto per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco e custodia cautelare nel carcere di Fermo, dove si è svolto l’interrogatorio.

Intanto buone notizie arrivano dal fronte medico sanitario per quanto riguarda le condizioni di salute della trentanovenne Adela Mihaela Balaie. La donna, di origini romene, nei prossimi giorni sarà di nuovo sottoposta ad un intervento chirurgico e dopo le recenti operazioni comincia a mostrare incorraggianti segnali di ripresa. E’ tornata in stato cosciente da circa due giorni, e riesce a comunicare attraverso dei biglietti, anche perchè si trova ancora intubata.Ha già ricevuto la visita del figlio tredicenne e di alcuni stretti familiari.

Dall’ambiente investigativo emergerebbe l’intenzione di convocare nuovamente il ‘super testimone’ ovvero sia un amico di famiglia che avrebbe disarmato Roberto Paglia. E proprio l’arma, una calibro nove, finita in terra accanto alla donna come alcuni presenti alla tragica scena avrebbero riferito, sarebbe misteriosamente scomparsa.

Lo stesso Paglia, raggiunto poi fuori dal campeggio dalla guardia della struttura e da un poliziotto perugino ovviamente fuori servizio, avrebbe pronunciato alcune parole riguardo proprio alla sparizione dell’arma.

Gli inquirenti aspettano quindi di parlare con la stessa aggredita, per cercare di far luce al meglio sulla complessa vicenda. Ai carabinieri di Fermo guidati dal capitano Pasquale Zacheo, che hanno cercato la piccola pistola senza esiti positivi, resterebbe il sospetto che qualcuno abbia in qualche modo approfittato del parapiglia per portarla via.

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