La notizia dell’avvio dei lavori è arrivata proprio durante l’inizio del sit-in (lunedì 30 marzo) delle Donne Arci Subasio, ancora una volta decise a chiedere il rispetto dei diritti proprio lì, di fronte all’unico Consultorio della città, quello di Via Aspromonte (zona Agorà), da mesi fortemente danneggiato da infiltrazioni con conseguente riduzione dei servizi alla cittadinanza, soprattutto donne, giovani, famiglie.
Un avvio che giunge dopo varie proteste e all’indomani di una seconda lettera che il collettivo ha spedito al Comune di Foligno proprietario dell’immobile e Asl 2 che gestisce il servizio – allargando questa volta l’invio anche alle presidenti della Regione Umbria Stefania Proietti e dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi -, con la richiesta urgente di una sede alternativa, insieme al ripristino degli ambulatori di quella che è una struttura cardine nel sistema sanitario cittadino, che si è vista ridurre drasticamente gli spazi – trasferiti a Bevagna, Spello, Sant’Eraclio – causa ambienti invasi da acqua e muffe. Di qui, dopo una risposta arrivata per la prima missiva del febbraio scorso soltanto a mezzo stampa, la scelta di compiere un ulteriore passo, un sit-in sulle parole chiave “Muri che crollano, diritti negati”, con l’idea di presidiare ogni mattina dalle ore 11 alle 13 l’ingresso del Consultorio “Per salvaguardare – si legge – la salute di tutti”. In ballo, insomma, la tutela di un indispensabile presidio di salute pubblica a cui si aggiunge la solidarietà nei confronti delle operatrici che, nonostante mille difficoltà, stanno svolgendo un lavoro straordinario per assicurare i servizi.
«L’unico consultorio della città versa in condizione drammatiche – dichiara Sara Tiberi presidente delle Donne Arci Subasio -. Era trascorso più di un mese dalla nostra lettera e nonostante le rassicurazioni pervenute attraverso i media, secondo le quali la UslUmbria2 stava “mettendo in campo il massimo impegno e la massima attenzione per la risoluzione immediata del problema delle infiltrazioni attraverso un intervento risolutivo” e il Comune annunciava lavori “imminenti”, ancora non si vedevano traccia di lavori. Che invece oggi ci dicono siano avviati. Una bella notizia, ma non si ferma la nostra richiesta, affidata alla seconda lettera inviata sabato scorso, per avere una sede alternativa. Diverse stanze risultano inagibili e chiuse a causa delle infiltrazioni e della muffa che ha invaso i muri, mentre nei giorni di pioggia l’acqua scorre lungo le pareti e ristagna accanto a prese di corrente scoperte, con l’evidente rischio di corto circuito».
Quindi il sit-in non si ferma. Anche perché, da quel che si apprende, i lavori, che dovrebbero concludersi in una settimana, riguarderanno soltanto un lato dell’edificio, cosa che fa presagire una soluzione non definitiva. Quindi si va avanti, attivando anche una petizione che chiunque potrà firmare nel luogo del sit-in. “Continueremo a monitorare – conclude Sara Tiberi -, a mettere il nostro tempo a disposizione di diritti inviolabili. Anche perché, la domanda è, se invece di un Consultorio, luogo dove si tutela la salute delle donne e dove operano prevalentemente figure professionali femminili, si fosse trattato di un qualsiasi altro servizio, i tempi sarebbero stati gli stessi? Noi pensiamo di no”.
Dalle Donne Arci Subasio l’invito a chiunque ne condivida principi e finalità, a unirsi al presidio in via Aspromonte. Intanto questa mattina al sit-in si sono uniti, prendendosi carico della questione, il consigliere regionale Fabrizio Ricci e i consiglieri comunali Rita Barbetti, Mariolina Frigeri e Diego Mattioli.
