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San Venanzo, si può curare attraverso l’arte

Redazione

San Venanzo, si può curare attraverso l’arte

Nel corso dell'iniziativa, moderata dalla giornalista Luana Pioppi, sarà presentato il libro "Il viaggio continua... le poesie di Zero K"
Mer, 22/01/2020 - 13:02

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San Venanzo, si può curare attraverso l’arte

Le cure palliative attraverso le forme espressive dell’arte contemporanea saranno al centro dell’evento-spettacolo in programma venerdì prossimo, 24 gennaio, alle 18 e 30, alla sala Serra del Comune di San Venanzo. A spiegare tecniche, significati e finalità saranno le arti di Massimiliano Cruciani, le poesie di Alessandro Focarelli e il teatro con Saverio Bari.

Nel corso dell’iniziativa, moderata dalla giornalista Luana Pioppi, sarà presentato il libro “Il viaggio continua… le poesie di Zero K” con Massimiliano Cruciani ed Alessandro Focarelli. Seguirà “Un minuto di silenzio” di e con Saverio Bari. L’evento, ad ingresso libero, è promosso dal Comune di San Venanzo in collaborazione con la cooperativa sociale San Patrizio, la Casa Vincenziana e l’associazione Zero K, nata nel 2018 a Carpi.

Zero K ha lo scopo di diffondere la cultura delle cure palliative attraverso tutte le forme delle arti. Fotografia, cinema, musica, teatro e tutte le altre possibili espressioni artistiche, infatti, sono uno strumento per favorire il raggiungimento del benessere, condizione di fondamentale importanza per una persona che segue un percorso di cure palliative. Sono da considerarsi come strumento integrato nel percorso di cura e di vita.

L’associazione è finalizzata a stimolare i contatti fra le persone, gli enti e le associazioni che si occupano di queste tematiche, in modo da allargare gli orizzonti didattici di professionisti sanitari, cittadini e insegnanti, affinché sappiano trasmettere l’amore per la cultura palliativista ed artistica come un bene per la persona ed un valore sociale.

Il nome dell’associazione, presieduta da Massimiliano Cruciani, non è casuale. Zero K sta per lo zero Kelvin, lo zero assoluto, cioè la temperatura più bassa che si possa ottenere/rilevare in un sistema. Zero K è anche un libro di Don DeLillo, un romanzo sulla fine del tempo. Nello Zero K la vita non esiste perché non c’è possibilità di movimento.

L’associazione nasce, invece, con l’idea di promuovere la vita nella sua essenza dinamica, diffondendo la cultura del “prendersi cura” come diritto inalienabile/imprescindibile dell’essere umano per tutto il ciclo di vita, nel rispetto di ogni evento e/o transizione biografica.

Zero K vuole essere un punto di riferimento in Italia per tutti coloro che vivono un percorso di cura, promuovendo la diffusione e la cultura delle cure palliative attraverso tutte le forme delle arti, consapevoli che la forza della vita si esprime anche – e soprattutto – attraverso il potere trasformativo delle arti.

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